Jonathan Franzen.
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Libert.
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Parte 2.
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Traduzione di: Silvia Pareschi.
Einaudi Editore.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Capitolo terzo.
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I liberi mercati favoriscono la concorrenza.
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Nel caso in cui si fosse insinuata in queste pagine una nota d'insoddisfazione, o addirittura di biasimo, nei confronti dei genitori di Patty, l'autobiografia a intende esprimere la sua profonda gratitudine a Joyce e Ray per una cosa almeno, e cio per non averla mai intoraggiata a essere Creativa nelle Arti, come invece avevano fatto con le sue sorelle. L'indifferenza di Joyce e Ray, malgrado il dolore che le provocava quando era pi giovane, le sembra sempre pi benigna se pensa alle sue sorelle, che hanno passato i quaranta e vivono sole a New York, troppo eccentriche e/o viziate per sostenere una relazione a lungo termine, e accettano ancora l'aiuto dei genitori mentre tentano di raggiungere il successo artistico cui sono state portate a credere di essere destinate. Insomma, alla fine  stato meglio che la considerassero tonta e noiosa, piuttosto che brillante e straordinaria. Cos quel poco di Creativit dimostrata da Patty, anzich una delusione, diventa una piacevole sorpresa.
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Una cosa bella del giovane Walter era il suo tifo incondizionato per Patty. Laddove Eliza era riuscita a dimostrarle solo qualche insoddisfacente briciola di partigianeria, Walter le infondeva profonde dosi di ostilit verso tutti coloro (genitori, fratello e sorelle) che la mettevano a disagio. E, vista la sua onest intellettuale negli altri settori dell'esistenza, Walter risultava senz'altro credibile quando criticava i famigliari di Patty e sottoscriveva i suoi discutibili propositi competitivi. Forse non corrispondeva del tutto al suo ideale di uomo, ma era insuperabile nel fornirle quella fanatica ammirazione che, all'epoca, le era perfino pi necessaria dell'amore.
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Adesso  evidente che Patty avrebbe fatto meglio a prendersi qualche anno per intraprendere una carriera e sviluppare una pi solida identit post-atletica, per fare qualche esperienza con altri uomini, e in genere per maturare un po', prima di decidere di diventare madre. Eppure, bench avesse ormai chiuso come giocatrice universitaria, Patty aveva ancora in testa il cronometro dei ventiquattro secondi, era ancora schiava della sirena, e aveva pi che mai bisogno di continuare a vincere. E il modo per vincere - il miglior tiro possibile per sconfiggere le sorelle e la madre - era sposare il pi bravo ragazzo del Minnesota, vivere in una casa pi grande e pi bella e pi interessante di quella di chiunque altro nella sua famiglia, sfornare bambini e fare tutte le cose da mamma che Joyce non aveva mai fatto. E Walter, malgrado fosse un femminista dichiarato e versasse ogni anno il contributo di socio junior al movimento per la Crescita Demografica Zero, accett senza riserve quel programma domestico, perch Patty corrispondeva alla perfezione al suo ideale di donna.
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Si sposarono tre settimane dopo la laurea di Patty: quasi un anno esatto, giorno pi giorno meno, da quando Patty era salita sull'autobus per Hibbing. Era toccato alla mamma di Walter, Dorothy, esprimere perplessit e preoccupazione, nel suo modo gentile ed esitante ma anche piuttosto ostinato, sull'intenzione di Patty di sposarsi nel tribunale della contea di Hennepin, e non con una decorosa cerimonia organizzata dai suoi genitori in Westchester. Non sarebbe meglio, chiese gentilmente Dorothy, includere gli Emerson? Patty non era in buoni rapporti con la sua famiglia, certo, ma non temeva che un giorno si sarebbe pentita di averli esclusi da un'occasione cos importante? Patty cerc di dipingerle un quadro del matrimonio in Westchester: circa duecento fra amici intimi di Joyce e Ray e principali finanziatori della campagna di Joyce; pressioni da parte di Joyce perch Patty scegliesse la sorella di mezzo come damigella d'onore e permettesse all'altra sorella di eseguire una danza interpretativa durante la cerimonia; assunzione sfrenata di champagne da parte di Ray, con conseguenti battute sulle lesbiche pronunciate nei paraggi delle compagne di squadra di Patty. A Dorothy si inumidirono un po' gli occhi, forse per solidariet con Patty, o forse per la tristezza di vederla cos fredda e dura nei
confronti della sua famiglia. Non era possibile, insistette gentilmente, chiedere che organizzassero una piccola cerimonia privata secondo i desideri di Patty?
Una ragione non meno importante per evitare una cerimonia era il fatto che Walter avrebbe scelto Richard come testimone. I motivi di Patty erano in parte ovvi, e in parte legati al timore di un incontro fra Richard e la sorella di mezzo. (Ora finalmente l'autobiografa si far coraggio e pronuncer il nome della sorella: Abigail). Il fatto che Richard fosse stato con Eliza era gi un grave smacco; vederlo rimorchiare Abigail, anche solo per una notte, sarebbe stato il colpo di grazia. Di questo, inutile dirlo, Patty non parl con Dorothy. Le spieg semplicemente che non era tipo da cerimonie.
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Tuttavia, a mo' di concessione, Patty port Walter a conoscere la sua famiglia, la primavera prima di sposarlo. L'autobiografa deve ammettere, sia pure controvoglia, che Patty si vergognava un pochino di mostrarlo ai suoi famigliari, e che, peggio ancora, quella era forse un'altra ragione per cui non voleva una cerimonia. Amava Walter (e lo ama, lo ama) per certe doti che le risultavano chiarissime nel loro appartato mondo a due, ma che - ne era sicura - lo sguardo critico delle sue sorelle, in particolare di Abigail, non avrebbe necessariamente colto. Le sue risatine nervose, la sua faccia sempre pronta ad arrossire, la sua stessa gentilezza: tutte cose che le erano care perch facevano parte di lui. Ne andava addirittura fiera. Ma la parte meno buona di lei, che il contatto con la sua famiglia tirava sempre fuori in pieno, non poteva evitare di rammaricarsi che non fosse alto uno e novanta e che fosse cos poco cool.
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Joyce e Ray, bisogna riconoscerlo, forse per il segreto sollievo di aver accertato l'eterosessualit di Patty (segreto perch Joyce era la prima a dichiararsi strenua Sostenitrice della Differenza), si comportarono al meglio. Quando scoprirono che Walter non era mai stato a New York si trasformarono in cortesi ambasciatori della citt, esortando Patty ad accompagnarlo a mostre che Joyce stessa non aveva visto perch troppo impegnata ad Albany, e invitandoli a cena in ristoranti approvati dal " New York Times ", compreso uno a SoHo, che a quei tempi era ancora un quartiere oscuro e affascinante. Il timore che i suoi genitori prendessero in giro Walter lasci il posto al timore che Walter si mettesse dalla loro parte e non vedesse perch le riuscivano insopportabili: se avesse cominciato a sospettare che il vero problema era lei, avrebbe potuto perdere quella fede cieca nella sua bont di cui Patty, dopo meno di un anno trascorso insieme, aveva ormai un disperato bisogno.
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Per fortuna Abigail, che andava pazza per i ristoranti di lusso e aveva insistito per trasformare alcune di quelle serate in imbarazzanti cene a cinque, era al culmine dell'antipatia. Incapace di immaginare che le persone si trovassero insieme per un motivo diverso dall'ascoltare lei, non fece altro che blaterare del mondo del teatro newyorchese (un mondo ingiusto per definizione, dato che lei non vi aveva pi fatto alcun progresso dopo il trionfale esordio come sostituta); di quello " squallido marpione" del professore di Yale con cui erano sorte insuperabili divergenze Creative; di una sua amica di nome Tammy che si era autofinanziata una produzione di Hedda Gabler in cui lei (Tammy) era la splendida protagonista; di sbornie, equo canone, e inquietanti episodi sessuali capitati ad altri, di cui Ray, continuando a riempirsi il bicchiere di vino, le chiedeva ogni dettaglio pruriginoso. A met dell'ultima cena, a SoHo, Patty si stuf di vedere la sorella accaparrarsi l'attenzione che spettava di diritto a Walter (il quale aveva educatamente ascoltato ogni parola di Abigail), e le disse senza mezzi termini di chiudere il becco e lasciar parlare gli altri. Segu uno sgradevole intervallo di silenziosa manipolazione delle posate. Poi Patty, fingendo comicamente di attingere acqua da un pozzo, sollecit Walter a parlare di s. Il che, col senno di poi, fu un errore, perch Walter era appassionato di politica e, non sapendo nulla dei politici veri, credeva che una deputata dello stato si sarebbe interessata alle sue idee.
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Chiese a Joyce se conoscesse il Club di Roma. Joyce confess di non conoscerlo. Walter spieg che il Club di Roma (di cui aveva invitato un membro a Macalester per una conferenza, due anni prima) si occupava di esplorare i limiti dello sviluppo. Le teorie economiche tradizionali, quella marxista come quella liberista, disse Walter, davano per scontato che lo sviluppo economico fosse sempre una cosa positiva. Una crescita del Pil dell'uno o due per cento era considerata modesta, e una crescita demografica dell'uno per cento era considerata auspicabile, e tuttavia, prosegu, se si proiettavano quelle percentuali su un arco di cento anni, si ottenevano risultati terribili: una popolazione mondiale di diciotto miliardi di persone e un consumo energetico globale dieci volte superiore a quello attuale. E proseguendo con altri cento anni di crescita costante, be', le cifre diventavano impossibili. Cos il Club di Roma cercava un modo razionale e umano di porre un freno allo sviluppo, una soluzione che non fosse semplicemente quella di distruggere il pianeta, lasciando che tutti morissero di fame o si ammazzassero a vicenda.
- Il Club di Roma, - disse Abigail. - E una specie di Playboy Club italiano?
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- No, - disse Walter senza scomporsi. -  un gruppo di persone che contesta la nostra ansia di sviluppo. Voglio dire, tutti sono ossessionati dallo sviluppo, ma se ci pensi, per un organismo maturo, la crescita non  altro che un cancro, giusto? Se hai un'escrescenza in bocca, o nel colon,  una brutta notizia, giusto? E allora c' questo piccolo gruppo di intellettuali e filantropi che sta cercando di vedere al di l del proprio naso e influenzare la politica dei governi ai livelli pi alti, in Europa e in tutto l'emisfero occidentale.
- Le Conigliette di Roma, - disse Abigail.
- Fuck-accia !- esclam Ray, con un grottesco accento italiano.
Joyce si schiar rumorosamente la gola. En famille, quando Ray diventava sciocco e volgare a causa del vino, lei poteva ritirarsi nelle sue fantasticherie Joyceane, ma in presenza del futuro genero doveva per forza mostrarsi imbarazzata. - Walter sta parlando di un'idea interessante, - disse. - Non sono al corrente di questa idea, o di questo... club. Ma  senz'altro un punto di vista molto provocatorio sulla situazione mondiale.
Walter, senza notare che Patty si passava con discrezione il pollice sul collo per esortarlo a darci un taglio, prosegu. - Il motivo per cui ci serve il Club di Roma - disse -  che una conversazione razionale sullo sviluppo dovr cominciare al di fuori del normale processo politico. Questo lo sai anche tu, Joyce. Se vuoi provare a farti eleggere, non puoi nemmeno parlare di rallentare il tasso di crescita, figuriamoci invertirlo. E un autentico veleno politico.
- Puoi dirlo forte, - replic Joyce, con una risatina sarcastica.
- Ma qualcuno deve parlarne, e cercare di influenzare la politica, perch altrimenti finiremo per uccidere il pianeta. Finiremo strozzati dalla nostra stessa moltiplicazione.
- A proposito di strozzarsi, pap, - disse Abigail, -  la tua bottiglia privata, quella, oppure possiamo bere un po' anche noi?
- Ne ordiniamo un'altra, - disse Ray.
- Non credo che ce ne sia bisogno, - disse Joyce.
Ray alz la sua mano interrompi-Joyce. - Ehi Joyce fa' la
brava. E tutto a posto.
Patty, con il sorriso congelato sulla faccia, si gir a guardare i tavoli di fascinosi plutocrati nella luce morbida e discreta del ristorante. Certo, New York era il posto dove tutti volevano stare. Quel fatto era la base della tracotanza della sua famiglia, la piattaforma da cui si poteva ridicolizzare tutto il resto, la garanzia di sofisticatezza adulta che procurava loro il diritto di comportarsi da bambini. Essere Patty e sedere in quel ristorante di SoHo significava affrontare una forza con cui non poteva minimamente competere. La sua famiglia si era appropriata di New York e non l'avrebbe mai ceduta. A lei non restava altro che evitare di tornarci, dimenticarsi perfino che una scena come quella fosse mai esistita.
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- Tu non sei un amante del vino, - disse Ray a Walter.
- Sono sicuro che potrei diventarlo, se volessi, - rispose Walter.
- Questo  un ottimo amarone, assaggiane un goccio. - No, grazie.
- Sei sicuro? - Ray gli agit davanti la bottiglia.
- S,  sicuro! - grid Patty. - Te lo ha ripetuto per quattro sere di seguito ! Pronto? Ray ? Non tutti vogliono ubriacarsi e diventare disgustosi e maleducati. Alcuni preferiscono conversare da adulti, invece che andare avanti per due ore a fare battute sconce.
Ray ghign, come se Patty lo stesse divertendo. Joyce apr i mezzi occhiali per esaminare la lista dei dolci, mentre Walter arrossiva e Abigail, con una torsione spastica del collo e un cipiglio stizzito, diceva: -" Ray "?" Ray "? Lo chiamiamo " Ray", adesso?
Il mattino dopo, Joyce, tutta tremula, disse a Patty: - Walter  molto pi... non so se conservatore sia la parola giusta, ecco, non proprio conservatore, anche se, in effetti, dal punto di vista del processo democratico, e del potere conferito dal popolo, e della prosperit per tutti, insomma, non proprio autocratico, ma in un certo senso, s, quasi pi conservatore... di quanto mi aspettassi.
Due mesi dopo, alla laurea di Patty, Ray, trattenendo a stento una risatina, le disse: - Walter  diventato cos rosso in faccia quando parlava di quella storia dello sviluppo, mio Dio, credevo gli venisse un colpo.
E Abigail, sei mesi pi tardi, durante l'unico giorno del Ringraziamento che Patty e Walter furono cos stupidi da celebrare in Westchester, disse a Patty: - Come va con il Club di Roma? Siete entrati nel Club di Roma? Avete imparato le parole d'ordine? Vi siete seduti sulle poltrone di cuoio?
All'aeroporto LaGuardia, Patty disse a Walter, singhiozzando: - Odio la mia famiglia!
E Walter replic con coraggio: - Ne costruiremo una tutta nostra!
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Povero Walter. Prima aveva abbandonato il sogno di diventare attore e regista perch si sentiva in dovere di aiutare i genitori, e poi, quando la morte del padre lo aveva liberato da ogni obbligo, si era messo con Patty, aveva abbandonato l'aspirazione di salvare il pianeta ed era andato a lavorare per la 3M, perch Patty potesse avere la sua splendida casa antica e diventare una mamma a tempo pieno. Tutto questo avvenne quasi senza discussioni. Walter, entusiasta dei progetti che entusiasmavano lei, si butt nella ristrutturazione della casa e nella difesa di Patty dalla sua famiglia. Solo molti anni dopo - quando Patty aveva ormai cominciato a Deluderlo - sarebbe diventato pi indulgente verso gli altri figli di Ray e Joyce, sostenendo che lei era la pi fortunata, l'unica Emerson scampata al naufragio e
sopravvissuta per raccontarne la storia. Avrebbe detto che Abigail, bloccata su un'isola arida e brulla (Manhattan!), andava perdonata se monopolizzava la conversazione per procurarsi nutrimento emotivo. Avrebbe detto che Patty doveva compatirli, non biasimarli, perch non avevano avuto la forza o la fortuna di andarsene: per la loro fame. Ma tutto questo sarebbe accaduto molto pi tardi. Nei primi anni era cos infiammato d'amore che Patty, ai suoi occhi, non sbagliava mai. E quelli furono anni davvero splendidi.
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La competitivit di Walter non si manifestava in famiglia. Quando conobbe Patty, quella partita l'aveva gi vinta. Al poker dei Berglund gli erano toccati tutti gli assi, tranne forse la bella presenza e la disinvoltura con le donne. (Quell'asso era andato al fratello maggiore, attualmente accasato con la terza giovane moglie, che sgobba dalla mattina alla sera per mantenerlo). Walter non solo conosceva il Club di Roma, leggeva romanzi difficili e ascoltava Igor Stravinskij, ma sapeva anche saldare un tubo di rame e fare lavori di carpenteria fine e riconoscere gli uccelli dal canto e occuparsi di una donna problematica. Era senza dubbio il vincente della famiglia, tanto che a intervalli regolari poteva permettersi di tornare indietro ad aiutare gli altri.
"Adesso ti toccher vedere dove sono cresciuto", le aveva detto davanti alla stazione degli autobus di Hibbing, dopo che Patty aveva interrotto il viaggio in macchina con Richard. I finestrini della Crown Victoria di suo padre erano appannati dal loro respiro caldo e pesante.
- Voglio vedere l tua stanza, - disse Patty. - Voglio vedere tutto. Sei una persona meravigliosa!
Dopo queste parole, Walter dovette baciarla ancora a lungo prima di ripiombare nell'ansia. - Comunque sia, - disse, - mi vergogno di portarti a casa.
- Non vergognarti. Dovresti vedere casa mia. E una gabbia di matti.
- S, be', la mia non  cos interessante. Qui troverai solo
il tipico squallore dell'Iron Range.
- Andiamo, allora. Voglio vederla. Voglio dormire con te. - Sarebbe bello, - disse Walter, - ma credo che mia ma
dre non sarebbe contenta.
- Voglio dormire vicino a te. E poi voglio fare colazione con te.
- Questo si pu fare.
Alla vista dei Pini Fruscianti, in effetti, Patty torn coi piedi per terra, e si domand, sia pure per un istante, come le fosse venuto in mente di andare a Hibbing; perse un po' di quella certezza che le aveva consentito di correre da un ragazzo che fisicamente l'attirava molto meno del suo migliore amico. Dall'esterno il motel non era male, e nel parcheggio c'era una quantit di macchine non deprimente, ma gli alloggi privati, dietro l'ufficio, erano molto lontani da Westchester. Mettevano in luce un intero universo di privilegio finora invisibile, il privilegio dei quartieri residenziali dove era cresciuta; Patty avvert un'inattesa fitta di nostalgia. I pavimenti, coperti da una moquette spugnosa, erano visibilmente inclinati verso il torrente che scorreva dietro l'edificio. Nel soggiorno / sala da pranzo c'era un portacenere di ceramica dall'orlo dentellato, grosso come un coprimozzo, accanto al divano dove Gene Berglund aveva letto le sue riviste di caccia e pesca e guardato tutti i programmi che l'antenna del motel (montata, not Patty il mattino dopo, in cima a un pino decapitato dietro la fossa biologica) riusciva a captare dalle stazioni delle Citt Gemelle e di Duluth. La cameretta che Walter aveva condiviso con il fratello minore si trovava nel punto pi basso del pendio, ed era perennemente umida per i vapori del torrente. Sulla moquette, lungo il centro del pavimento, c'era una striscia appiccicosa, lasciata dal nastro adesivo che Walter aveva steso da bambino per delimitare il suo spazio personale. Sulla parete opposta erano ancora allineati gli oggetti della sua infanzia laboriosa: manuali e premi dei Boy Scout, la raccolta completa delle biografie dei presidenti in edizione ridotta, la raccolta parziale dei volumi della World Book Encyclopedia, scheletri di piccoli animali, un acquario vuoto, collezioni di francobolli e monete, un termometro/barometro scientifico con i cavi che uscivano dalla finestra. Sulla porta deformata della stanza c'era un cartello ingiallito con la scritta Vietato Fumare fatta a mano in matita rossa, la V e la F traballanti ma alte di sfida.

- Il mio primo atto di ribellione, - disse Walter.
- Quanti anni avevi? - chiese Patty.
- Non lo so. Forse dieci. Il mio fratellino aveva una brut
ta asma.
Fuori pioveva a dirotto. Dorothy dormiva nella sua stanza, ma Walter e Patty fremevano ancora di desiderio. Walter le mostr la "saletta bar" gestita da suo padre, l'enorme lucioperca imbalsamato appeso alla parete, il bancone in compensato di betulla costruito dal padre con il suo aiuto. Fino a quando non era stato ricoverato, poco tempo prima, Gene si piazzava dietro quel bar a fumare e bere nel tardo pomeriggio, aspettando che gli amici uscissero dal lavoro e gli portassero un po' di affari.
- Ecco, questo sono io, - disse Walter. - E da qui che vengo.
- Mi piace che tu venga da qui.
- Non capisco cosa vuoi dire, ma va bene cos. - Voglio dire che ti ammiro tanto.
- Questo  positivo. Credo -. Si avvicin al banco della
reception e guard le chiavi. - Cosa ne dici della stanza nu
mero a r ?
-  una bella stanza?
- E uguale alle altre.
- Ho ventun anni. Quindi  perfetta, direi.
La stanza numero a r era piena di superfici sbiadite e abrase che, anzich venire sostituite, avevano subto decenni di vigorose strofinature. L'umidit del torrente era percepibile ma non oppressiva.I letti erano bassi e di misura standard, non extralarge.
- Non devi rimanere, se non ti va, - le disse Walter, met
tendo gi la valigia. - Posso riportarti in stazione domattina. - No! Va benissimo. Non sono qui in vacanza. Sono qui
per vederti, e per cercare di rendermi utile.
- Gi. Temo solo di non essere davvero quello che vuoi. - Oh, di, smetti di temere.
- Be', non ci riesco.
Patty lo fece sdraiare sopra un letto e cerc di rassicurarlo con il proprio corpo. Ben presto, tuttavia, Walter cadde di nuovo nei suoi timori. Si rizz a sedere e le chiese perch
fosse partita con Richard. Patty si era concessa di sperare che non glielo avrebbe chiesto.
- Non lo so, - rispose. - Forse perch avevo voglia di f are un viaggio.
- Mm.
- Dovevo indagare su una cosa. E l'unica spiegazione che mi viene in mente. Dovevo scoprire una cosa. E l'ho scoperta, e adesso sono qui.
- Cos'hai scoperto?
- Ho scoperto dove volevo stare, e con chi.
- Be', hai fatto in fretta.
- E stato uno stupido errore, - disse Patty. - Lui ha un certo modo di guardare le persone, tu lo sai. E cos una persona ci mette un po' per capire cosa vuole davvero. Ti prego, non avercela con me.
- Mi stupisce solo che tu l'abbia capito cos in fretta.
Patty prov l'impulso di mettersi a piangere, e lo assecond, e per un po' Walter ritrov il suo ruolo di dolce consolatore.
- Non  stato gentile con me, - disse Patty fra le lacrime. - E tu sei tutto l'opposto. E in questo momento ho tanto, tanto bisogno dell'opposto. Puoi essere gentile, per favore?
- Certo che posso, - rispose Walter, accarezzandole la testa.
- Ti prometto che non te ne pentirai.
Disse proprio cos, l'autobiografa lo ricorda con rammarico.
L'autobiografa ricorda benissimo anche un'altra cosa: la violenza con cui Walter, a quel punto, l'afferr per le spalle e la gir sulla schiena, sovrastandola e insinuandosi fra le sue gambe, con un'espressione del tutto sconosciuta sul volto. Era un'espressione rabbiosa, e gli donava. Era come se d'un tratto si fosse aperto il sipario su qualcosa di bello e virile.
- Tu non c'entri, - disse. - Lo capisci? Io amo tutto di te. Ho amato ogni centimetro di te, ogni centimetro, fin dal primo istante in cui ti ho vista. Lo capisci?
- S, - rispose Patty. - Cio, grazie. Un po' lo immaginavo, ma  bello sentirselo dire.
Walter, per, non aveva finito.
- Devi capire che ho un... un... - Cerc la parola giusta. - Un problema. Con Richard. Ho un problema.

- Quale problema?
- Non mi fido di lui. Gli voglio bene, ma non mi fido di lui.
- Oddio, - disse Patty, - dovresti proprio fidarti, invece. Anche lui ti vuole bene,  ovvio. E molto protettivo nei tuoi confronti.
- Non sempre.
- Be', a me ha fatto questa impressione. Ti rendi conto di quanto ti ammira?
Walter la guard furioso. - E allora perch sei andata via con lui? Perch siete stati a Chicago insieme? Perch cazzo? Non capisco!
Sentendogli dire cazzo, e vedendolo inorridito dalla sua stessa rabbia, Patty ricominci a piangere. - Dio, ti prego, Dio, ti prego, Dio, ti prego, - disse. - Sono qui. Okay? Sono qui per te! E a Chicago non  successo niente. Proprio niente.
Lo attrasse a s, tirandolo per i fianchi. Ma anzich toccarle i seni o toglierle i jeans, come senz'altro avrebbe fatto Richard, Walter si alz e cominci a misurare a grandi passi la stanza numero 2 i.
- Non sono sicuro che sia giusto, - disse. - Perch, sai, non sono mica stupido. Ho occhi e orecchie, io, non sono stupido. Non so proprio cosa fare.
Per Patty fu un sollievo scoprire' che non era stupido riguardo a Richard; ma le sembrava di non avere pi argomenti per rassicurarlo. Rimase l sdraiata, ascoltando la pioggia sul tetto, consapevole che avrebbe potuto evitare tutta quella scena se non fosse mai salita in macchina con Richard; consapevole di meritare una punizione. E tuttavia era difficile non pensare che le cose sarebbero potute andar meglio. Quello era solo un assaggio delle scenate notturne di molti anni dopo: la bella rabbia di Walter che andava sprecata, mentre Patty piangeva e lui la puniva e poi si scusava per averla punita, dicendo che erano entrambi esausti ed era molto tardi, e in effetti era vero: cos tardi che era presto.
- Vado a farmi un bagno, - disse infine Patty.
Walter era seduto sull'altro letto, la faccia tra le mani. - Mi dispiace, - disse. - Tu non c'entri niente.
- Insomma, lo sai cosa ti dico? Non  che sia entusiasta di sentirtelo dire.
- Scusa. Libera di non crederci, per a me sembrava una cosa carina.
- E anche "scusa" non  in cima alla lista delle mie parole preferite, a questo punto.
Senza togliersi le mani dalla faccia, Walter le chiese se le servisse aiuto per il bagno.
- Ce la faccio benissimo, - disse Patty, anche se fu una bella impresa lavarsi con il ginocchio bloccato e bendato fuori dall'acqua. Quando usc dal bagno in pigiama, mezz'ora dopo, vide che Walter non aveva mosso un muscolo. Gli and vicino, abbassando lo sguardo sui suoi riccioli biondi e sulle sue spalle strette. - Ascolta, Walter, - disse. - Posso partire domani mattina, se vuoi. Ma adesso ho bisogno di dormire. Dovresti andare a letto anche tu.
Walter annu.-;
- Mi dispiace di essere andata a Chicago con Richard. E stata un'idea mia, non sua. Dovresti prendertela con me, non con lui. Ma adesso? Mi stai facendo sentire una merda.
Walter annu e si alz in piedi.
- Mi dai il bacio della buonanotte? - disse Patty.
Walter la baci, e baciarsi era molto meglio che litigare, tanto che poco dopo s'infilarono sotto le coperte e spensero la lampada. La luce del giorno traboccava oltre l'orlo delle tende: in maggio l'alba arrivava presto, l al Nord.
- Non so quasi niente di sesso, - confess Walter.
- Oh, be', - disse Patty, - non  molto complicato.
E cos cominciarono gli anni pi felici della loro vita. Per Walter, soprattutto, fu un periodo molto esaltante. S'impossess della ragazza che desiderava, la ragazza che poteva andare con Richard e invece aveva scelto lui, e poi, tre giorni dopo, all'ospedale luterano, la morte pose fine all'eterna lotta contro suo padre. (L'unico padre sconfitto  un padre morto). Quel mattino Patty, che era all'ospedale con Walter e Dorothy, venne mossa al pianto dalle loro lacrime, e pi tardi, mentre rientravano al motel in un silenzio quasi assoluto, le sembr di essere gi praticamente sposata.
Nel parcheggio del motel, quando Dorothy se ne fu andata a riposare, Patty assistette a una strana scena. Walter cominci a correre da un capo all'altro del parcheggio, saltando e

rimbalzando sulla punta dei piedi prima di girarsi e ricominciare a correre. Era una splendida mattinata limpida, con una brezza forte e regolare da nord che faceva davvero frusciare i pini lungo il torrente. Walter, al termine di una volata, si mise a saltellare, poi si gir, part di corsa lungo la Route 73, imbocc la curva e spar, e ricomparve solo un'ora dopo.
Il pomeriggio seguente, nella stanza numero , in pieno giorno, con le finestre aperte 21 le tende sbiadite gonfiate dal vento, risero e piansero e scoparono con una gioia cos seria e innocente che l'autobiografa si sente male a ripensarci, e piansero ancora un po' e scoparono ancora un po' e rimasero sdraiati fianco a fianco con il corpo sudato e il cuore gonfio, ad ascoltare i sospiri dei pini. A Patty sembrava di aver preso una droga potente e inesauribile, o di essere precipitata in un sogno straordinariamente vivido e persistente, tranne che si rendeva conto benissimo, istante dopo istante dopo istante, che non si trattava di una droga o di un sogno, ma solo della sua vita, una vita tutta presente e niente passato, una storia d'amore come non se l'era mai immaginata. Gi, perch la stanza numero 21! Come avrebbe potuto immaginare la stanza numero 21? Era una stanza cos dolce, pulita e all'antica, e Walter era una persona cos dolce, pulita e all'antica. E lei aveva ventun anni, e li sentiva nel vento giovane, pulito e forte che soffiava dal Canada. Il suo piccolo assaggio di eternit.
Pi di quattrocento persone parteciparono ai funerali del padre di Walter. Patty, che non lo aveva neppure conosciuto, si sent fiera di lui per quella massiccia affluenza. (Morire presto aiuta, se si vuole un grande funerale). Gene era un uomo ospitale che amava la caccia, la pesca e frequentare gli amici, perlopi reduci di guerra, e che aveva avuto la sfortuna di essere alcolizzato, poco istruito e sposato con una persona che aveva riposto speranze, sogni e affetto nel secondo figlio anzich nel marito. Walter non gli avrebbe mai perdonato di aver fatto tanto sgobbare sua madre, ma a dire il vero, secondo l'autobiografa, Dorothy era s dolcissima, ma aveva decisamente una personalit da martire. Il ricevimento funebre, in una sala per cerimonie luterana, rappresent per Patty un corso full immersion sulla famiglia allargata di
Walter, un festival del ciambellone e della tendenza a vedere il lato positivo di ogni cosa. C'erano tutti e cinque i fratelli di Dorothy, oltre al fratello maggiore di Walter appena uscito di prigione, con la (prima) moglie bella e un po' sgualdrina e i due bambini piccoli, e al taciturno fratello minore in alta uniforme dell'esercito. L'unico assente importante era proprio Richard.
Walter lo aveva chiamato per dargli la notizia, naturalmente, ma anche questa era stata un'impresa, perch per trovarlo aveva prima dovuto rintracciare Herrera, l'inafferrabile bassista, a Minneapolis. Richard era appena arrivato a Hoboken, in New jersey. Dopo avergli fatto le condoglianze per telefono, gli aveva spiegato che era al verde e purtroppo non poteva andare al funerale. Walter gli aveva assicurato che non c'era problema, e poi per anni gli aveva fatto una colpa di non averci neanche provato, cosa piuttosto ingiusta, visto che Walter era gi segretamente arrabbiato con Richard e non lo voleva neppure al funerale. Ma Patty si guard bene dal farglielo notare.
Quando andarono a New York, un anno dopo, Patty gli sugger di telefonare a Richard e passare un pomeriggio con lui, ma Walter le ricord che aveva chiamato Richard due volte negli ultimi mesi, mentre Richard non lo aveva mai chiamato. Patty disse: - Ma  il tuo migliore amico, - e Walter rispose: - No, tu sei la mia migliore amica, - e Patty ribatt: - Be', allora lui  il tuo migliore amico maschio, e dovresti andare a trovarlo -. Ma Walter sostenne che era sempre stato cos - che era sempre lui quello che correva dietro a Richard; che fra loro c'era una specie di politica del rischio calcolato, una sfida a chi per primo si mostrava debole e bisognoso - e lui ne aveva abbastanza. Non era la prima volta che Richard gli faceva lo scherzetto di sparire. Se voleva ancora essere suo amico, allora forse, per una volta, poteva disturbarsi a chiamare per primo. Patty, pur sospettando che Richard si sentisse tuttora in imbarazzo per l'episodio di Chicago e non volesse interferire con la felicit domestica di Walter, e che quindi toccasse a Walter assicurargli che era sempre il benvenuto, anche in questo caso si guard bene dall'insistere.
Laddove Eliza aveva immaginato un'attrazione gay fra

Walter e Richard, ora l'autobiografa vede un rapporto tra fratelli. Una volta superata la fase di prevaricazioni e botte in testa subite dal fratello maggiore e poi restituite in altrettante prevaricazioni e botte in testa al fratello minore, Walter non aveva pi trovato rivali soddisfacenti in famiglia. Aveva bisogno di un altro fratello-rivale da amare e odiare. E la questione che lo tormentava da sempre, per come la vede l'autobiografa, era se Richard fosse il fratello piccolo o il fratello grande, il cazzone o l'eroe, l'amico amatissimo e problematico o il pericoloso rivale.
Walter sosteneva che con Richard era stato amore a prima vista, proprio come con Patty. Era successo la sera del suo arrivo a Macalester, dopo che suo padre lo aveva mollato l ed era tornato di volata a Hibbing, nella saletta bar, seguendo il richiamo del Canadian Club. Walter aveva scritto a Richard una lettera carina durante l'estate, all'indirizzo fornitogli dall'ufficio alloggi, ma lui non aveva risposto. Sopra un letto nella loro stanza c'erano una custodia di chitarra, uno scatolone e una sacca da viaggio. Walter vide il proprietario di quel bagaglio ridotto solo dopo cena, a una riunione della residenza universitaria. Molte volte, in seguito, avrebbe descritto a Patty quel momento: in piedi in un angolo, in disparte, c'era questa persona da cui non riusciva a staccare gli occhi, un ragazzo molto alto con la pelle butterata dall'acne, un'acconciatura afro-ebraica e una maglietta di Iggy Pop, che non c'entrava niente con le altre matricole e non rideva, e neppure sorrideva per educazione, allo scherzoso discorsetto orientativo del referente studentesco. Walter provava una forte compassione per chi si sforzava di essere spiritoso, e rideva forte per premiarne lo sforzo, eppure cap all'istante di voler diventare amico della persona alta che non sorrideva. Sperava che fosse il suo compagno di stanza, e infatti lo era.
Richard, strano ma vero, lo trov simpatico. Tutto cominci quando scopr che Walter, per puro caso, veniva dalla cittadina in cui era cresciuto Bob Dylan. Dopo la riunione, quando tornarono nella loro stanza, Richard lo tempest di domande su Hibbing, chiedendogli come fosse la scena locale e se avesse mai conosciuto qualche Zimmerman. Walter gli spieg che il motel era parecchio fuori citt, ma Richard
fu colpito dall'esistenza del motel, cos come dal fatto che Walter era uno studente con una borsa di studio a copertura totale e un padre alcolizzato. Richard gli disse di non aver risposto alla lettera perch il suo, di padre, era morto di cancro ai polmoni cinque settimane prima. Poi aggiunse che, poich Bob Dylan era uno stronzo, uno di quegli splendidi stronzi purosangue che facevano desiderare a un giovane musicista di diventare stronzo a sua volta, lui aveva sempre immaginato Hibbing come un posto pieno di stronzi. Quello sbarbatello di Walter, che ascoltava entusiasta il nuovo compagno di stanza e cercava in tutti i modi di fargli una buona impressione, era un'evidente confutazione della sua teoria.
Richard, gi da quella prima sera, fece dei commenti sulle ragazze che Walter non avrebbe mai dimenticato. Si disse negativamente colpito dall'alta percentuale di pupe sovrappeso a Macalester. Disse di aver trascorso il pomeriggio a gironzolare per le vie dei dintorni, cercando di capire dove bazzicassero le pupe locali. Si disse meravigliato dal numero di persone che lo avevano salutato sorridendo: perfino le pupe carine. Era cos anche a Hibbing? Disse che, al funerale del padre, aveva conosciuto una cugina molto fica che purtroppo aveva solo tredici anni, e che adesso gli scriveva lettere sulle sue avventure con la masturbazione. La premura di Walter nei confronti delle donne non aveva certo bisogno di incoraggiamenti, eppure l'autobiografa non pu fare a meno di chiedersi, considerando la specializzazione degli obiettivi derivante dalla rivalit tra fratelli, se l'ossessione sessuale di Richard non avesse fornito a Walter un ulteriore incentivo per abbandonare la competizione in quel campo.
Dettaglio importante: Richard e sua madre avevano interrotto ogni rapporto. Lei non era neppure andata al funerale di suo padre. Come Richard stesso avrebbe raccontato a Patty (molto tempo dopo), la madre era una persona instabile, che alla fine era diventata una fanatica religiosa, ma prima aveva condannato a una vita infernale l'uomo che l'aveva messa incinta a diciannove anni. Il pap di Richard era un sassofonista bohmien del Greenwich Village. La mamma era una ragazza alta e ribelle, una wasp di buona famiglia e di scarso autocontrollo. Dopo quattro turbolenti anni di sbornie e

infedelt seriali, appiopp al signor Katz il figlio da crescere (prima nel Village, poi a Yonkers), mentre lei se ne and in California, trov Ges e mise al mondo altri quattro figli. Il signor Katz smise di suonare ma non, ahim, di bere. Alla fine trov un impiego alle poste e non si rispos pi, e si pu dire che le sue numerose giovani amiche, negli anni prima che l'alcol lo rovinasse completamente, non si impegnarono granch per fornire quella stabilizzante presenza materna di cui Richard aveva bisogno. Una di loro svaligi l'appartamento prima di volatilizzarsi; un'altra tolse la verginit a Richard mentre gli faceva da babysitter. Poco dopo quell'episodio, il signor Katz lo mand a trascorrere l'estate con la nuova famiglia della madre, ma Richard resistette meno di una settimana. Il giorno del suo arrivo in California, tutti i membri della famiglia gli si radunarono intorno, si presero per mano e ringraziarono Dio che fosse arrivato sano e salvo, e da quel momento in poi la situazione divent sempre pi delirante.
I genitori di Walter, che andavano in chiesa solo per coltivare le relazioni sociali, accolsero con gioia quell'orfano spilungone. Dorothy, in particolare, si affezion molto a Richard - forse, a modo suo, aveva addirittura una pudibonda cottarella per lui - e lo invit a trascorrere le vacanze a Hibbing. Richard, non avendo un altro posto dove andare, non se lo fece ripetere due volte. Rallegr Gene interessandosi alle sue armi da fuoco, e pi in generale rivelandosi ben diverso dal tipo "puzza sotto il naso" con cui Gene temeva che Walter stringesse amicizia, e fece colpo su Dorothy aiutandola nelle faccende domestiche. Come gi osservato in precedenza, Richard aveva un forte (anche se assai intermittente) desiderio di essere un bravo ragazzo, ed era scrupolosamente beneducato con le persone come Dorothy, che considerava Buone. Walter trovava falso e condiscendente il suo modo di comportarsi con Dorothy - come quando si complimentava per un mediocre pasticcio al forno, chiedendole informazioni sulla ricetta e sui principi di una dieta bilanciata - visto che le probabilit che Richard andasse a fare la spesa e preparasse un pasticcio al forno erano pari a zero, e visto che Richard tornava a essere il duro di sempre non appena Dorothy usciva dalla stanza. Ma Walter era in competizione con lui e, malgrado non
fosse molto bravo a rimorchiare le pupe locali, ad ascoltare le donne con sincera attenzione non lo batteva nessuno, specialit della quale era molto geloso. Pertanto l'autobiografa si considera pi attendibile di Walter riguardo all'autenticit del rispetto di Richard per le brave persone.
La caratteristica senza dubbio ammirevole di Richard era il suo desiderio di migliorarsi e di colmare il vuoto creato dall'assenza dei genitori. Era sopravvissuto all'infanzia suonando e leggendo libri scelti con gusto eccentrico, e Walter lo attirava, fra l'altro, per la sua intelligenza e la sua etica del lavoro. In alcuni campi (esistenzialismo francese, letteratura latino-americana) possedeva una vasta cultura, acquisita per senza ordine n metodo, e provava un'autentica soggezione per la chiarezza intellettuale di Walter. Lo rispettava abbastanza da non trattarlo mai con l'ipercortesia riservata ai Buoni, per amava ascoltare le sue idee ed esortarlo a spiegare le sue insolite convinzioni politiche.
L'autobiografa sospetta che Richard ottenesse anche un paradossale vantaggio competitivo dall'amicizia con un ragazzo un po' sfigato del Nord. Era un modo per distinguersi dai fighetti di Macalester che venivano da ambienti pi privilegiati. Richard disprezzava quei fighetti (comprese le ragazze, anche se questo non gli impediva di scoparsele a ogni occasione) con la stessa intensit con cui i fighetti, a loro volta, disprezzavano le persone come Walter. Il documentario su Bob Dylan, Don't Look Back, era stato una pietra miliare sia per Richard sia per Walter, e cos una sera, quando i bambini erano ancora piccoli, Patty lo affitt e lo guard con Walter, per vedere la famosa scena in cui Dylan umiliava il cantante Donovan durante una festa di gente cool a Londra, per il puro gusto di fare lo stronzo. Anche se a Walter dispiaceva per Donovan - e, soprattutto; si sentiva inadeguato perch non preferiva somigliare a Dylan piuttosto che a Donovan -, Patty si entusiasm per quella scena. La competitivit di Dylan era cos manifesta, cos schietta! In quel momento pens, ammettiamolo, vincere  proprio bello. Quella scena l'aiut a capire perch Richard avesse preferito frequentare una persona come Walter, estranea alla scena musicale, anzich i fighetti di Macalester.

Dal punto di vista intellettuale, Walter era senz'altro il fratello maggiore, e Richard il suo gregario. E tuttavia, per Richard, l'intelligenza, cos come la bont, erano solo fattori secondari rispetto allo sforzo competitivo principale. Era questo che Walter aveva in mente quando diceva di non fidarsi del suo amico. Non riusciva a liberarsi dalla sensazione che Richard gli nascondesse qualcosa, un lato oscuro che usciva nella notte per perseguire scopi inconfessabili; e che tenesse alla loro amicizia purch fosse chiaro che era lui a comandare. Richard diventava inaffidabile soprattutto quando c'era di mezzo una ragazza, e Walter se la prendeva con quelle ragazze perch, anche solo per poco tempo, diventavano pi interessanti di lui. Richard, in realt, vedeva le cose in modo diverso, perch si stancava in fretta delle ragazze e finiva sempre per sbarazzarsi di loro; tornava sempre da Walter, del quale non si stancava mai. Ma Walter trovava sleale che il suo amico impiegasse tanta energia per conquistare persone che neppure gli piacevano. Si sentiva piccolo e debole, nel ruolo del porto sicuro a cui Richard poteva sempre tornare. Era tormentato dal sospetto di volergli bene pi di quanto non gliene volesse Richard, e di impegnarsi pi di lui per far funzionare la loro amicizia.
La prima grave crisi si verific durante l'ultimo anno di college, due anni prima che Patty li conoscesse, quando Walter s'innamor perdutamente del crudele personaggio chiamato Nomi, una studentessa del secondo anno. A sentirla descrivere da Richard (come capit una volta a Patty), la situazione era chiara: l'amico sessualmente ingenuo sfruttato da una femmina indegna che non lo amava, tanto che alla fine Richard si era incaricato di dimostrargli quanto fosse indegna. Secondo Richard non valeva la pena di competere per lei: era solo una zanzara da schiacciare. Ma Walter la pensava in un altro modo. Si arrabbi talmente con Richard che non gli rivolse la parola per settimane. Condividevano due stanze comunicanti, di quelle in cui spesso alloggiano gli studenti dell'ultimo anno, e tutte le sere, quando Richard passava dalla stanza di Walter per accedere alla sua, pi appartata, si fermava a intavolare una conversazione a senso unico, che forse a un osservatore imparziale sarebbe parsa divertente.
Richard: - Continui a non parlarmi. Complimenti. Quan
to durer?
Walter: silenzio.
Richard: - Se non vuoi che mi sieda qui a guardarti leg
gere, basta che lo dici.
Walter: silenzio.
Richard: - Libro interessante? Non hai ancora girato pagina.
Walter: silenzio.
Richard: - Lo sai cosa mi sembri? Mi sembri una femminuccia. Le femminucce si comportano cos. E una stronzata, Walter. Mi stai facendo incazzare.
Walter: silenzio.
Richard: - Se aspetti che ti chieda scusa, sappi che non succeder. Te lo dico subito. Mi dispiace che tu stia male, ma io ho la coscienza a posto.
Walter: silenzio.
Richard: - Lo capisci, vero, che tu sei l'unica ragione per cui sono ancora qui. Se quattro anni fa mi avessi chiesto quante probabilit avevo di laurearmi, ti avrei risposto
da poche a zero.
Walter: silenzio.
Richard: - Sul serio, sono un po' deluso.
Walter: silenzio.
Richard: - Okay. 'Fanculo. Fai pure la femminuccia. Chi se ne frega.
Walter: silenzio.
Richard: - Ascolta. Se tu scoprissi che mi buco e mi buttassi via la droga, mi incazzerei, ma capirei anche che volevi farmi un favore.
Walter: silenzio.
Richard: - Certo, il paragone non  proprio calzante, perch io in effetti la droga, per cos dire, l'ho usata, invece di buttarla via. Ma mettiamo che tu fossi incline a una dipendenza rovinosa, mentre nel mio caso si trattava solo di un consumo ricreativo, in base all'idea che sprecare la roba buona  un peccato...
Walter: silenzio.
Richard: - Va bene,  un paragone stupido.

Walter: silenzio.
Richard: - Era divertente. Dovresti ridere. Walter: silenzio.
Cos, ad ogni modo, l'autobiografa si immagina la scena, basandosi sulle successive testimonianze di entrambe le parti in causa. Walter mantenne il silenzio fino alle vacanze di Pasqua, quando torn a casa da solo e Dorothy insistette per sapere perch non avesse portato anche Richard. - Le persone vanno prese per quello che sono, - gli disse. - Richard  un caro amico, e dovresti rimanergli leale -. (Dorothy dava molta importanza alla lealt - perch conferiva significato alla sua vita non troppo piacevole -, e spesso Patty sentiva Walter citare il suo ammonimento, attribuendovi un valore quasi sacro). Walter le fece notare che Richard si era dimostrato molto sleale portandogli via la ragazza, ma Dorothy, forse a sua volta conquistata dal fascino katziano, disse che non poteva averlo fatto con lo scopo di ferirlo. - E bello avere amici, nella vita, - disse. - Se vuoi avere amici, devi ricordarti che nessuno  perfetto.
Un'ulteriore, fastidiosa complicazione del problema ragazze era il fatto che Richard attirava spesso e volentieri appassionate di musica*, con le quali Walter, essendo il primo e pi grande ammiratore di Richard, entrava in aspra competizione. Ragazze che altrimenti sarebbero state bendisposte, o quantomeno tolleranti, verso il migliore amico del loro innamorato, trovavano indispensabile essere gelide con Walter, perch le vere fan devono sempre avvertire un contatto unico con l'oggetto della propria passione, e custodiscono gelosamente quei punti di contatto, per quanto minuscoli o immaginari, che giustificano il senso di unicit. Le ragazze, com'era ovvio, consideravano impossibile avvicinarsi a Richard pi che nella stretta dell'amplesso, nello scambio di liquidi corporei. Walter, ai loro occhi, non era altro che un insetto irrilevante e molesto, anche se era stato Walter a introdurre Richard all'ascolto di Anton Webern e Benjamin Britten, era stato Walter a fornire una cornice politica alle sue prime canzoni
pi arrabbiate, ed era Walter l'unica persona davvero importante per Richard. E quel trattamento gelido da parte di tante ragazze sexy era gi brutto di per s, ma ancora peggiore, per Walter, era il sospetto - confessato a Patty negli anni in cui non si nascondevano niente - di non essere poi tanto diverso da loro: di essere anche lui una specie di parassita che cercava di sentirsi pi avanti e sicuro di s grazie alla sua vicinanza a Richard. E la cosa peggiore di tutte era il sospetto che Richard lo sapesse, e che questo lo rendesse ancora pi solo e guardingo.
La situazione divenne particolarmente velenosa quando entr in scena Eliza, che non si accontentava di ignorare Walter, ma si impegnava a fondo per metterlo a disagio. Come poteva Richard, si chiedeva Walter, andare a letto con una persona che trattava cos male il suo migliore amico? Walter era ormai cresciuto abbastanza da non ripetere il numero del silenzio, per smise di cucinare per Richard, e se continuava ad andare ai suoi concerti era soprattutto per mostrare la propria disapprovazione per Eliza e, in seguito, per spingerlo a vergognarsi di usare la coca che lei gli procurava. Ma naturalmente non c'era modo di far vergognare Richard. N allora, n mai.
I dettagli delle loro conversazioni su Patty sono purtroppo ignoti, ma l'autobiografa si compiace di pensare che fossero molto diverse dalle conversazioni su Nomi o Eliza. Pu darsi che Richard esortasse Walter a imporsi di pi, e che Walter replicasse con qualche stupidaggine sul fatto che Patty era stata violentata o che aveva le stampelle, ma le conversazioni degli altri su di noi sono fra le cose pi difficili da immaginare. Alla fine Patty avrebbe scoperto i veri sentimenti di Richard nei suoi confronti: l'autobiografa ci sta arrivando, anche se un po' lentamente. Per ora basti osservare che Richard emigr a New York e l rimase, e che Walter era cos impegnato a costruire la propria vita con Patty che per diversi anni sembr non sentire mai la mancanza dell'amico.
In pratica, Richard stava diventando sempre pi Richard, e Walter sempre pi Walter. Richard si stabili a jersey City, decise che qualche bevuta in compagnia poteva anche essere innocua, e poi, dopo un periodo che in seguito avrebbe de-

scritto come "abbastanza dissoluto", decise che no, in realt non era poi cos innocua. Finch era vissuto con Walter, Richard aveva evitato l'alcol che aveva rovinato suo padre, usando la coca solo quando la pagavano gli altri e facendo progressi costanti con la sua musica. Rimasto solo, si lasci andare per un po'. Lui e Herrera impiegarono tre anni a ricostituire i Traumatics, con la bionda, bella e problematica Molly Tremain come seconda voce, e a pubblicare il loro primo lp, Greetings from the Bottom of the Mine Shafti, con una casa discografica microscopica. Quando suonarono all'Entry di Minneapolis, Walter and a vederli, ma alle dieci e mezza era gi tornato a casa da Patty e dalla piccola Jessica, portandosi dietro sei copie del disco. Richard si era trovato un lavoro per sbarcare il lunario, costruire terrazze sui tetti di Lower Manhattan per quei membri della borghesia urbana che amavano sfoggiare frequentazioni con artisti e musicisti, cio che in pratica non si seccavano se la giornata lavorativa del costruttore di terrazze cominciava alle due del pomeriggio e terminava qualche ora dopo, e se quindi ci volevano tre settimane per finire un lavoro di cinque giorni. Il secondo disco della band, In Case You Hadn't Noticed, venne notato tanto quanto il primo, ma il terzo, Reactionary Splendor, usc per una casa discografica meno microscopica e venne citato in parecchie classifiche dei Migliori Dieci di fine anno. Questa volta Richard telefon in anticipo, e quando pass per il Minnesota pot trascorrere un pomeriggio a casa di Patty e Walter insieme a Molly, gentile ma annoiata e quasi sempre silenziosa, che forse era la sua ragazza e forse no.
Quel pomeriggio - del quale, stranamente, l'autobiografa ricorda ben poco - piacque soprattutto a Walter. Patty era occupata con i bambini e con i suoi tentativi di persuadere Molly a pronunciare qualche polisillabo, ma Walter pot sfoggiare tutti i lavori di ristrutturazione della casa e la prole bella e vivace che aveva concepito con Patty, pot osservare Richard e Molly mentre consumavano il pasto migliore
dell'intera tourne e, cosa non meno importante, pot ottenere da Richard una messe di informazioni sulla scena musicale alternativa, informazioni di cui avrebbe fatto buon uso nei mesi seguenti, comprando i dischi di ogni artista nominato da Richard per ascoltarli mentre ristrutturava la casa, in modo da far colpo su vicini e colleghi che si sentivano avanti in campo musicale e convincersi cos di avere una cosa e anche l'altra. La rivalit con l'amico si era volta a suo favore, quel giorno. Richard era povero e mogio e troppo magro, e la sua donna, bizzarra e infelice. Walter, nel ruolo ormai incontestabile del fratello maggiore, pot rilassarsi e godersi il successo di Richard come un elettrizzante accessorio che sottolineava il suo successo e lo faceva sentire pi avanti degli altri.
C'era una sola cosa, a quel punto, che poteva far riprovare a Walter i sentimenti sgradevoli che provava al college - quando era tormentato dalla sensazione di perdere con la persona che amava troppo per non volerla battere - e cio una qualche assurda e patologica serie di eventi. La situazione famigliare avrebbe dovuto prendere una brutta piega. Walter avrebbe dovuto cominciare a scontrarsi con Joey, non riuscendo a capirlo e a guadagnarsi il suo rispetto, e in genere ricreando con lui il rapporto che aveva avuto con suo padre, e nel frattempo la carriera di Richard avrebbe dovuto registrare un'impennata inattesa, e Patty si sarebbe dovuta innamorare alla follia di Richard. Quante probabilit c'erano che tutto questo accadesse?
Ahim, pi di zero.
Sarebbe meglio non attribuire troppa importanza esplicativa al sesso, eppure l'autobiografa trascurerebbe il proprio dovere se non vi dedicasse un imbarazzante paragrafo. La spiacevole verit  che Patty era giunta ben presto a considerare il sesso un'attivit piuttosto noiosa e inutile - sempre la stessa solfa - e a farlo soprattutto per accontentare Walter. E s, senza dubbio a non farlo molto bene. Di solito avrebbe preferito fare qualcos'altro. Dormire, per esempio. Oppure si lasciava distrarre da uno strano rumorino proveniente dalla stanza di uno dei bambini. Oppure contava mentalmente quanti minuti dell'appassionante partita di pallacanestro fra due college della costa occidentale le sarebbero rimasti da

vedere, quando finalmente avesse potuto riaccendere la tv. Ma persino faccende banali come il giardinaggio, le pulizie o la spesa potevano sembrare piacevoli e urgenti rispetto a scopare, e se ti mettevi in testa che dovevi rilassarti in fretta e venire in fretta, per poi poter andare di sotto a piantare le impatiens che appassivano dentro i vasetti di plastica, non c'era pi niente da fare. Patty tent di prendere scorciatoie, tent di soddisfare in anticipo Walter con la bocca, tent di dirgli che aveva sonno, e che quindi lui facesse pure senza preoccuparsi per lei. Ma il povero Walter era strutturato per pensare alla soddisfazione di Patty prima che alla propria, o se non altro per basare la propria su quella di lei, e Patty non riusciva a trovare un modo gentile di spiegargli che cos la metteva in una posizione scomoda, perch, stringi stringi, questo significava dirgli che non lo voleva tanto quanto lui voleva lei: che il desiderio sessuale era una delle cose (okay, la cosa principale) a cui aveva rinunciato in cambio di tutte le cose positive della loro vita insieme. E questa si rivel una verit piuttosto difficile da confessare all'uomo amato. Walter le prov tutte per appassionarla al sesso, tranne l'unica cosa che probabilmente avrebbe funzionato, e cio smettere di provare ad appassionarla e prenderla da dietro sopra il tavolo della cucina. Ma se Walter si fosse comportato cos non sarebbe stato Walter. Lui era quello che era, e voleva che Patty lo volesse per quello che era. Voleva che tutto fosse reciproco ! E cos l'inconveniente di succhiarglielo era che dopo lui voleva sempre leccargliela, cosa che le faceva un solletico incredibile. Alla fine Patty, dopo anni di resistenze, lo convinse a smettere. E prov un forte senso di colpa, ma anche di rabbia e fastidio per essere costretta a sentirsi una fallita. La stanchezza di Richard e Molly, il pomeriggio che erano venuti a trovarli, le era sembrata la stanchezza di chi aveva passato la notte a scopare, e il fatto che non li invidiasse neppure la dice lunga sul suo stato d'animo di quel periodo, sulla sua indifferenza al sesso, sulla sua totale immersione nel ruolo di madre di Jessica e Joey. Il sesso le sembrava un passatempo per gente giovane che non aveva niente di meglio da fare. Richard e Molly non ne apparivano certo nobilitati.
E poi i Traumatics se ne andarono - proseguendo verso il concerto successivo, a Madison, e verso la pubblicazione di altri dischi dal titolo sarcastico che piacevano a un certo tipo di critica e ad altre circa cinquemila persone in tutto il mondo, e verso serate in piccoli locali frequentati da maschi bianchi trasandati, istruiti e non pi giovani come una volta - mentre Patty e Walter continuarono la loro vita quotidiana piena di impegni, in cui i trenta minuti settimanali di stress sessuale rappresentavano un disagio cronico ma di scarsa importanza, come l'umidit in Florida. L'autobiografa riconosce il possibile collegamento fra questo piccolo disagio e i grossi errori che Patty stava commettendo come madre in quegli anni. Se i genitori di Eliza, tanto tempo prima, avevano sbagliato nell'interessarsi troppo l'uno dell'altra e non abbastanza della figlia, probabilmente Patty, con Joey, commise l'errore opposto. Ma queste pagine contengono numerosi altri sbagli non materni, cos tanti che soffermarsi anche su quelli commessi con Joey sarebbe di una crudelt disumana; l'autobiografa teme che finirebbe per sdraiarsi a terra e non rialzarsi pi.
Tanto per cominciare, Walter e Richard tornarono grandi amici. Walter conosceva molta gente, ma la voce che pi sperava di sentire sulla segreteria telefonica al suo rientro a casa era quella di Richard, che diceva cose tipo: "Ehi, qui Jersey City. Ti va di tirarmi un po' su di morale riguardo alla situazione in Kuwait? Fammi uno squillo". Dalla frequenza delle telefonate di Richard, e dal modo meno circospetto con cui gli parlava - dicendogli che non conosceva nessun altro come lui e Patty, che loro erano il suo unico legame con un mondo di assennatezza e speranza -, finalmente Walter si mise in testa che Richard gli voleva bene e aveva davvero bisogno di lui, e non era solo un beneficiario passivo della sua amicizia. (Fu in questo contesto che Walter cit con gratitudine il consiglio materno sulla lealt). Ogni volta che i Traumatics facevano tappa in citt, Richard trovava il tempo di andare a trovarli, in genere da solo. Si interessava particolarmente a Jessica, che considerava un'Autentica Anima Buona sul modello della nonna, e la tempestava di domande sui suoi scrittori preferiti e sul suo volontariato alla mensa dei poveri.

Patty avrebbe forse desiderato una figlia pi simile a s, per la quale la sua abbondante esperienza nel commettere errori rappresentasse un'utile risorsa, ma in generale era molto fiera di avere una figlia con uno sguardo cos attento sul mondo. Le piaceva guardare Jessica attraverso gli occhi ammirati di Richard, e quando lui e Walter uscivano insieme, Patty si sentiva al sicuro vedendoli salire in macchina, l'uomo meraviglioso che era suo marito e quello sexy che non lo era. L'affetto di Richard avvicinava anche lei a Walter; il suo carisma riusciva in qualche modo a legittimare tutto ci che toccava.
Tuttavia, la disapprovazione di Walter per la storia fra Richard e Molly Tremain gettava un'ombra consistente sulla loro amicizia. Molly aveva una bella voce, ma era una persona depressa o forse bipolare, che trascorreva enormi quantit di tempo sola nel suo appartamento del Lower East Side, lavorando come correttrice di bozze free-lance durante la notte e dormendo di giorno. Molly era sempre disponibile per Richard, e secondo lui il ruolo di amante part-time non le dispiaceva affatto, ma Walter non riusciva a liberarsi del sospetto che il loro rapporto fosse basato sull'incomprensione. Nel corso degli anni, Patty riusc a farsi rivelare molte cose inquietanti che Richard aveva confidato a Walter, tra cui: "A volte penso che il mio scopo sulla terra sia infilare il pene nella vagina del maggior numero possibile di donne", e: "Andare a letto con la stessa persona per il resto della mia vita sarebbe come morire". Il sospetto di Walter, secondo il quale Molly era segretamente convinta che col tempo Richard avrebbe cambiato idea, si rivel fondato. Molly aveva due anni pi di Richard, e quando d'un tratto decise di volere un figlio prima che fosse troppo tardi, Richard fu costretto a spiegarle che non l'avrebbe mai accontentata. La situazione degener in fretta, tanto che Richard piant Molly e lei lasci la band.
Si dava il caso che la madre di Molly fosse un'affermata redattrice delle pagine culturali del " New York Times ", una circostanza che potrebbe spiegare perch i Traumatics, malgrado le poche migliaia di copie vendute e le poche centinaia di persone che andavano ai loro concerti, avessero ottenuto svariati servizi su quel quotidiano (Sempre originali, perenne
mente sconosciuti, I Traumatics tengono duro e resistono all'indifferenza), oltre a brevi recensioni di tutti i dischi incisi dopo In Case You Hadn't Noticed. E cos, per combinazione, Insanely Happy' - il primo disco senza Molly, e anche l'ultimo del gruppo - venne ignorato non solo dal " Nyt ", ma anche dai settimanali gratuiti cittadini che da tempo rappresentavano un baluardo dei Traumatics. In pratica - secondo la teoria che Richard espose a Walter e Patty mentre cenavano insieme prima del concerto, quando la band si trascin un'altra volta fino alle Citt Gemelle - lo stesso Richard, senza rendersene conto, aveva sempre comprato a credito l'attenzione della stampa, e adesso la stampa aveva concluso che la conoscenza dei Traumatics non era necessaria per l'alfabetizzazione culturale o il successo sociale del pubblico, e cos non c'era motivo di concedergli altro credito.
Quella sera Patty, munita di tappi per le orecchie, and al concerto con Walter. Le Sick Chelseas, un intonato quartetto di ragazze locali poco pi grandi di Jessica, aprivano per i Traumatics, e Patty si ritrov a cercare di indovinare con quale delle quattro Richard ci avesse provato nel backstage. Non era gelosa delle ragazze, era triste per Richard. Si stavano finalmente rendendo conto, lei e Walter, che malgrado fosse un bravo musicista e un bravo autore, Richard non aveva una gran bella vita: la sua autodenigrazione e le sue dichiarazioni di ammirazione e invidia per lei e per Walter non erano affatto uno scherzo. Quando le Sick Chelseas finirono di suonare, i loro amici tardo-adolescenti uscirono alla spicciolata dal club, lasciandosi dietro non pi di trenta ammiratori irriducibili dei Traumatics - bianchi, maschi, trasandati e ancora meno giovani di una volta - che ascoltarono l'umorismo distaccato di Richard (" Vogliamo ringraziarvi di essere venuti a questo 40o Bar invece che all'altro, quello pi famoso... a quanto pare abbiamo fatto lo stesso sbaglio anche noi"), e poi una versione esuberante della canzone che dava il titolo al nuovo disco:
Piccole teste lass, in quei grossi suv! Pazzi di gioia alla guida, eccoli qui!

E Circuit City' con il sorriso di cento Kathy Lee' Una parete di Regis Philbin! Adesso s, adesso s PAZZO DI GIOIA! PAZZO DI GIOIA!
seguita da una canzone pi tipica del loro repertorio, l'interminabile e repellente PCCV, composta soprattutto di feedback di chitarre che richiamavano alla mente lamette e vetri rotti, sulle quali Richard inton i versi:
Possono comprarti come vogliono Possono castrarti come vogliono
Produrre consumare come vampiri Predatori come cani voraci
Provate creme calde vellutate Potete creare cloache voluttuose
Possono cambiarti come vogliono Possono censurarti come vogliono
Piccoli consumatori calpestano valori Prendono carrelli cedono visioni
Posso chiederti come vivi? Posso chiederti come vivi?
e infine da un lento dalle atmosfere country, Dark Side of the Bar', che commosse Patty fino alle lacrime:
Una porta senza insegne si apre sul nulla Nel lato oscuro del bar E io volevo sola perdermi Nello spazio con te
Le voci della nostra fine Ci inseguono nel vuoto
Non dovevamo svoltare alla cabina Ci siamo persi per sempre
Suonavano molto bene - Richard e Herrera lavoravano insieme da quasi vent'anni - ma era difficile immaginare una
band che suonasse cos bene da annullare la desolazione del locale semivuoto. Dopo un unico bis, I Hate Sunshine, Richard, anzich andare dietro il palco, pos la chitarra sul supporto, si accese una sigaretta e salt gi in platea.
- Siete stati carini a fermarvi, - disse ai Berglund. - So che dovete alzarvi presto.
-  stato fantastico! Sei stato fantastico! - esclam Patty.
- Sul serio, secondo me  il tuo disco migliore, - disse Walter. - Sono canzoni straordinarie. Un altro grande passo avanti.
- Gi, - rispose Richard, distratto. Stava scrutando in fondo al locale per vedere se qualcuna delle Sick Chelseas si fosse fermata. E infatti una c'era. Non la bassista dalla bellezza convenzionale su cui Patty avrebbe scommesso, bens la batterista, una tipa alta, scontrosa e dall'aria ostile che in effetti, a pensarci meglio, era una scelta molto pi ovvia. - C' una persona che mi aspetta per fare due chiacchiere, - disse Richard. - Immagino che voi vorrete andare dritti a casa, ma se preferite possiamo uscire tutti insieme.
- No, vai pure, - disse Walter.
- E stato magnifico sentirti suonare, Richard, - disse Patty. Lo tocc sul braccio con aria amichevole, poi lo guard avvicinarsi alla batterista scontrosa.
Mentre tornavano a Ramsey Hill, sulla Volvo di famiglia, Walter parl con enfasi delle qualit di Insanely Happy, e dei gusti degradati di un pubblico americano che accorreva a milioni per la Dave Matthews Band e non sapeva nemmeno che Richard Katz esistesse.
- Scusa, - disse Patty. - Mi ripeti cos'ha che non va Dave Matthews ?
- Praticamente tutto, tranne l'abilit tecnica, - rispose Walter.
- Ah, ecco.
- Ma forse soprattutto la banalit dei testi. "Voglio essere libero, libero, yeah, yeah, yeah. Non posso vivere senza libert, yeah, yeah". Sono tutti cos, pi o meno.
Patty rise. - Pensi che Richard andr a letto con quella ragazza?

- Sono sicuro che ci prover, - disse Walter. - E probabilmente gli andr bene.
- Non le ho trovate molto brave. Quelle ragazze.
- No, non lo erano. Il fatto che Richard vada a letto con una di loro non  una prova del talento della band.
A casa, dopo aver controllato che i bambini dormissero, Patty s'infil una canottiera e un paio di calzoncini di cotone, and a letto e prese l'iniziativa con Walter. Era un fatto molto inconsueto, ma per fortuna non tanto da provocare commenti e indagini; e Walter non si fece pregare per accontentarla. Era solo una sorpresina notturna, niente di eccezionale, eppure oggi, col senno di poi, l'autobiografa lo vede quasi come il punto pi alto della loro vita insieme. O forse, pi precisamente, come il punto finale: l'ultima volta che ricorda di essersi sentita sicura e fiduciosa all'interno del matrimonio. L'intimit fra lei e Walter al 40o Bar, il ricordo del loro primo incontro, la sensazione di tranquillit provata con Richard, l'amichevole calore della loro coppia, il piacere semplice di avere un vecchio e caro amico, e pi tardi la gioia, rara per entrambi, del suo improvviso e intenso desiderio di sentire Walter dentro di s: il matrimonio andava bene. E in teoria non c'erano ragioni impellenti per cui non dovesse continuare ad andar bene, anzi, magari sempre meglio.
Qualche settimana dopo, Dorothy si sent male nel negozio di abbigliamento di Grand Rapids. Patty, proprio come sua madre tanti anni prima, disse a Walter che secondo lei non la stavano curando bene, e la sua preoccupazione risult tragicamente fondata quando Dorothy entr in insufficienza multiorgano e mor. Il dolore di Walter era onnicomprensivo, riferito sia alla propria perdita sia alla vita sacrificata della madre, ma anche, in un certo senso, attenuato dal fatto che quella morte rappresentava un sollievo, una liberazione: la fine della responsabilit nei confronti di Dorothy, la rottura del vincolo pi forte con il Minnesota. Patty rimase sorpresa dall'intensit del proprio dolore. Dorothy, come Walter, aveva sempre pensato bene di lei, e Patty soffriva all'idea che neppure una persona dall'animo generoso come Dorothy facesse eccezione alla regola che tutti, in definitiva, muoiono soli. Dorothy, sempre cos gentile e fiduciosa, aveva varcato
l'amara soglia della morte senza nessuno ad accompagnarla: solo a pensarci le si spezzava il cuore.
Patty compativa anche se stessa, naturalmente, come succede sempre quando si compatisce qualcun altro per la sua morte solitaria. Si dedic ai preparativi per le esequie in uno stato di fragilit mentale che l'autobiografa spera giustifichi almeno in parte la reazione scomposta alla scoperta che Joey era diventato preda sessuale di una ragazza del vicinato pi grande di lui, Connie Monaghan. La litania di errori che Patty commise in seguito a quella scoperta supererebbe l'attuale lunghezza di questo documento, che  gi abbastanza lungo. L'autobiografa  ancora cos piena di vergogna per quello che ha fatto a Joey che non riesce neppure a raccontarlo in modo coerente. Chiunque si ritrovi, alle tre di notte, a uscire nel viottolo dietro la casa del vicino per distruggere con un taglierino le gomme del suo pick-up, pu difendersi invocando l'infermit mentale. Ma sar una difesa valida anche dal punto di vista morale?
Per la difesa: Patty aveva provato, fin dall'inizio, a spiegare a Walter com'era fatta. Lo aveva avvertito che in lei c'era qualcosa che non andava.
Per l'accusa: E infatti Walter si era mosso con cautela.  stata Patty che lo ha raggiunto a Hibbing e gli si  buttata fra le braccia.
Per la difesa: Ma stava cercando di essere buona e costruirsi una vita felice! E poi ha promesso di essergli fedele in salute e malattia, e si  fatta in quattro per essere una brava mamma e donna di casa.
Per l'accusa: Ha agito per motivi sbagliati. Era in competizione con la madre e le sorelle. Voleva che i suoi figli gettassero discredito su di loro.
Per la difesa: Ma lei amava i suoi figli!
Per l'accusa: Amava Jessica in modo equilibrato, ma Joey lo ha sempre amato troppo. Sapeva cosa stava facendo e non si  fermata, perch non sopportava il fatto che Walter fosse diverso da come lei lo voleva, e perch aveva un brutto carattere e pensava di aver diritto a un risarcimento perch era una grande atleta intrappolata in una vita da casalinga.
Per la difesa: Ma al cuore non si comanda. Non era colpa sua, se il pi piccolo gesto di Joey la riempiva di gioia.

Per l'accusa: Certo che era colpa sua. Non puoi amare alla follia biscotti e gelati e poi dire che non  colpa tua se pesi centocinquanta chili.
Per la difesa: Ma lei non lo sapeva! Credeva di agire per il meglio, dando ai suoi figli l'attenzione e l'amore che i suoi genitori non avevano dato a li.
Per l'accusa: Lo sapeva, invece, perch Walter glielo aveva detto e ridetto.
Per la difesa: Ma Walter non era credibile. Patty pensa
va di dover fare il poliziotto buono e difendere Joey, perch
Walter si comportava da poliziotto cattivo.
Per l'accusa: Il problema non era fra Walter e Joey. Il pro
blema era fra Patty e Walter, e lei lo sapeva.
Per la difesa: Lei ama Walter!
Per l'accusa: Le prove dimostrano il contrario.
Per la difesa: Be', in tal caso, neppure Walter l'ama. Non
ama la vera Patty. Ama un'immagine che non corrisponde
alla realt.
Per l'accusa: Sarebbe comodo pensarlo, se fosse vero. Purtroppo per Patty, Walter non l'ha sposata malgrado fosse fatta cos, ma proprio perch era fatta cos. Le brave persone non si innamorano sempre di brave persone.
Per la difesa: Non  giusto dire che non lo ama!
Per l'accusa: Non importa se lo ama oppure no, se non riesce a comportarsi bene.
Walter sapeva che Patty aveva tagliato le gomme dell'orribile pick-up del loro orribile vicino. Non ne parlavano mai, eppure lo sapeva. Patty sapeva che Walter lo sapeva proprio perch non ne parlavano mai. Il vicino, Blake, stava costruendo un orribile annesso dietro la casa della sua orribile fidanzata, l'orribile madre di Connie Monaghan, e quell'inverno Patty trovava opportuno bere almeno una bottiglia di vino ogni sera, per poi svegliarsi nel cuore della notte, fradicia di sudore per l'ansia e la rabbia, e mettersi a camminare avanti e indietro come un'ossessa, con il cuore che le batteva all'impazzata. Blake aveva un'aria di stupida superiorit che Patty, frastornata dalla mancanza di sonno, equiparava all'aria di stupida superiorit del procuratore speciale che aveva spinto Bill Clinton a mentire su Monica Lewinsky, e all'aria di
stupida superiorit dei membri del Congresso che di recente lo avevano incriminato. Bill Clinton, cosa rara per un politico, non le sembrava un ipocrita - non si fingeva Mister Purezza - e Patty, come milioni di altre donne americane, sarebbe andata a letto con lui senza pensarci un istante. Bucare le gomme all'orribile Blake era il meno che potesse fare per difendere il suo presidente. Tutto questo non serve a giustificarla, solo a spiegare in che stato d'animo si trovava.
Ma la cosa pi irritante di quell'inverno era l'ammirazione che Joey ostentava per Blake. Joey era troppo intelligente per ammirare davvero Blake, ma stava attraversando una fase di ribellione adolescenziale che lo spingeva ad apprezzare tutto quello che Patty detestava, per allontanarla da s. Patty probabilmente se lo meritava, a causa dei mille errori che aveva commesso amandolo troppo, per all'epoca le sembrava di non meritarselo affatto. Le sembrava di venire presa a frustate in faccia. E per via di certe cose mostruose che era stata capace di dire a Joey, nelle varie occasioni in cui, esasperata, aveva perso il controllo e gli aveva restituito le frustate, Patty cercava di sfogare il dolore e la rabbia su terze persone meno rischiose, come Blake e Walter.
Non si considerava alcolizzata. Non era alcolizzata. Si stava solo comportando come suo padre, che a volte beveva troppo per evadere dalla famiglia. Una volta a Walter piaceva vederla bere un paio di bicchieri quando i bambini andavano a letto. Diceva che l'odore dell'alcol gli dava la nausea fin da quando era piccolo, ma che adesso aveva imparato a perdonarlo e ad amarlo nell'alito di Patty, perch lui amava il suo alito, perch il suo alito veniva da dentro di lei e lui amava quel che c'era dentro di lei. Queste erano le cose che le diceva; le dichiarazioni che lei non poteva ricambiare e che tuttavia la inebriavano. Ma quando i bicchieri, anzich un paio, diventarono sei o otto, tutto cambi. La sera Walter aveva bisogno di trovarla sobria per poterle elencare le carenze morali del figlio, mentre Patty aveva bisogno di non essere sobria per non doverlo ascoltare. Non era alcolismo, era autodifesa.
Ed ecco una grave mancanza di Walter: non riuscire ad accettare che Joey fosse diverso da lui. Se Joey fosse stato timido e diffidente con le ragazze, se Joey si fosse trovato a suo

agio nel ruolo del bambino, se Joey avesse voluto un padre che gli insegnava tante cose, se Joey fosse stato irrimediabilmente onesto, se Joey si fosse schierato dalla parte dei diseredati, se Joey avesse amato la natura, se Joey fosse stato indifferente ai soldi, lui e Walter sarebbero andati d'amore e d'accordo. Ma Joey, fin dall'infanzia, si era rivelato pi simile a Richard Katz - cool per natura, rude e sicuro di s, concentrato sui propri obiettivi, indifferente alla morale, intrepido con le ragazze - e cos Walter aveva deposto ai piedi di Patty ogni frustrazione e delusione nei confronti del figlio, come se fosse lei la colpevole di tutto. Era da quindici anni che la implorava di appoggiarlo nei suoi tentativi di mettere in riga Joey, di aiutarlo a far valere la proibizione domestica di videogiochi, tv in eccesso e musica degradante per le donne, ma Patty non poteva fare a meno di amare Joey cos com'era. Era ammirata e divertita dalla sua capacit di aggirare le proibizioni: lo considerava un vero genio. Uno studente modello, un grande lavoratore, amato dai compagni, con un fantastico spirito imprenditoriale. Forse, se lo avesse cresciuto da sola, avrebbe dato pi importanza alla disciplina. Invece a quello pensava Walter, mentre lei si era convinta di avere una splendida amicizia con suo figlio. Assisteva rapita alle sue maligne imitazioni degli insegnanti antipatici, gli riferiva senza censure i pettegolezzi salaci sul vicinato, si sedeva sul suo letto con le ginocchia piegate e cercava a tutti i costi di strappargli una risata; non si salvava neppure Walter. Patty non si sentiva sleale quando ridicolizzava le eccentricit di Walter - l'astensione dall'alcol, la fissa di andare al lavoro in bicicletta anche con la tormenta, l'incapacit di difendersi dai seccatori, l'odio per i gatti, il rifiuto dei tovaglioli di carta, l'entusiasmo per il teatro difficile - perch lei stessa aveva imparato ad amarle, o almeno a trovarle divertenti nella loro bizzarria, e voleva che Joey vedesse Walter come lo vedeva lei. Questa era la spiegazione razionale che cercava di darsi, ma in realt, se fosse stata sincera con se stessa, avrebbe dovuto ammettere che il suo unico scopo era divertire Joey.
Patty non riusciva a capire perch Joey fosse cos leale e affezionato alla figlia della vicina. Connie Monaghan, quella piccola serpe competitiva, doveva essere riuscita ad attirar
lo nelle sue luride grinfie, ma non lo avrebbe trattenuto per molto. Patty comprese con disastrosa lentezza la gravit della minaccia Monaghan, e nei mesi in cui sottovalut i sentimenti di Joey per la ragazza - pensando di poterla semplicemente tagliar fuori, prendendo in giro quella zotica della madre e il suo ragazzo scimunito e pensando che presto anche Joey avrebbe riso di loro - riusc a distruggere quindici anni di sforzi per dimostrarsi una brava madre. Mand tutto quanto a puttane, Patty, e poi cominci a dare i numeri. Lei e Walter ebbero delle liti tremende, nelle quali lui l'accusava di aver reso ingovernabile Joey, e Patty non era in grado di difendersi con efficacia perch non poteva azzardarsi a esprimere la convinzione profonda e morbosa che Walter le avesse rovinato l'amicizia con suo figlio. Per il solo fatto di dormire con lei, di essere suo marito, Walter aveva tirato Patty dalla parte degli adulti, convincendo Joey che era passata al nemico. Patty cominci a odiare Walter per questo, e a pentirsi di averlo sposato, e poi Joey se ne and di casa e si trasfer dalle Monaghan e costrinse tutti a pagare cari i loro errori.
Malgrado si sia limitata a grattare la superficie dei fatti, l'autobiografa sente di aver gi parlato fin troppo di quegli anni, quindi ora si far coraggio e passer oltre.
Un piccolo vantaggio di avere la casa tutta per s era che Patty poteva ascoltare la sua musica preferita, soprattutto il country, che fin dalla prima nota provocava urla di dolore e ripugnanza da parte di Joey, e che Walter, con i suoi gusti da radio di college, tollerava solo in piccole dosi, perlopi d'annata: Patsy Cline, Hank Williams, Roy Orbison, johnny Cash. Tutti cantanti graditi anche a Patty, che per amava altrettanto Garth Brooks e le Dixie Chicks. Ogni mattina, quando Walter usciva per andare al lavoro, Patty alzava il volume a un livello incompatibile con il pensiero e si immergeva in sofferenze abbastanza simili alle proprie da consolarla, e abbastanza diverse da riuscire anche a divertirla. Patty era decisamente tipo da canzoni melodiche - Walter aveva rinunciato da tempo a interessarla a Ligeti e Yo La Tengo - e non si stancava mai di ascoltare quelle storie di uomini traditori, donne forti e spiriti indomiti.
In quello stesso periodo Richard stava formando i Walnut

Surprise, un nuovo gruppo country alternativo, con tre ragazzi la cui et complessiva superava di poco la sua. Richard avrebbe forse insistito con i Traumatics e lanciato altri dischi nel vuoto, se non fosse stato per uno strano incidente, una di quelle cose che potevano capitare solo a Herrera, il suo vecchio amico e bassista, una persona talmente caotica e disorganizzata che Richard, al confronto, sembrava l'uomo in doppiopetto grigio. Avendo deciso che jersey City era troppo borghese (!) e non abbastanza deprimente, Herrera era andato a vivere nei bassifondi di Bridgeport, nel Connecticut. Un giorno, a Hartford, durante una manifestazione in favore di Ralph Nader e altri candidati del Green Party, Herrera organizz uno spettacolo che chiam Dopplerpus, noleggiando una giostra da luna park a forma di polipo sulla quale lui e sette amici si sedettero, uno per tentacolo, a suonare nenie funebri con amplificatori portatili, mentre la giostra li scaraventava di qua e di l distorcendo il suono in modo interessante. Il Dopplerpus, come raccont in seguito a Richard la ragazza di Herrera, era stato "sbalorditivo", aveva "entusiasmato" le "pi di cento" persone presenti alla manifestazione, ma poi, mentre Herrera metteva via l'attrezzatura, il furgone aveva cominciato a scivolare gi per la discesa, e Herrera gli era corso dietro, infilando la mano nel finestrino per afferrare il volante, e il furgone era finito contro un muro e lo aveva schiacciato. Herrera era riuscito chiss come a mettere via tutto e guidare fino a Bridgeport, sputando sangue, e li era quasi morto, con la milza spappolata, cinque costole rotte, una clavicola fratturata e un polmone perforato, prima che la sua ragazza lo portasse all'ospedale. Richard, reduce dalla delusione di Insanely Happy, vide quell'incidente come un segno dell'universo e, dato che non poteva vivere senza musica, si mise insieme a un giovane fan virtuoso della pedal steel guitar, e cos nacquero i Walnut Surprise.
La vita privata di Richard non andava molto meglio di quella di Walter e Patty. Aveva perso alcune migliaia di dollari nell'ultimo tour dei Traumatics e ne aveva "prestato" qualche altro migliaio a Herrera, che non era assicurato e doveva pagarsi le spese mediche; inoltre la sua situazione domestica, come raccontava a Walter per telefono, stava andando
a rotoli. Per quasi vent'anni, la sua esistenza era stata resa possibile dal grande appartamento al pianterreno di jersey City, per il quale pagava un affitto irrisorio, praticamente simbolico. Richard non si prendeva mai la briga di buttare via niente, e viveva in un appartamento cos grande che poteva permetterselo. Walter era andato a trovarlo durante uno dei suoi viaggi a New York, e al ritorno aveva raccontato che il corridoio esterno era pieno di stereo rotti, materassi e pezzi di ricambio per il pick-up, e che il cortile sul retro si stava riempiendo del materiale avanzato dalla costruzione di terrazze. La cosa migliore era una stanza nel seminterrato, proprio sotto l'appartamento, dove i Traumatics avevano potuto provare (e, in seguito, registrare) senza disturbare troppo gli altri inquilini. Richard si era sempre sforzato di mantenere buoni rapporti con il vicinato, ma in seguito alla rottura con Molly aveva commesso l'errore madornale di spingersi pi in l e impegolarsi con una di loro.
Al momento era sembrato un errore solo a Walter, che si considerava l'unico qualificato a riconoscere le cazzate dell'amico con le donne. Quando Richard gli aveva detto, al telefono, che era giunto il momento di lasciarsi alle spalle le cose puerili e impegnarsi in una vera relazione con una donna adulta, nella testa di Walter era squillato un campanello d'allarme. La donna era un'ecuadoriana di nome Ellie Posada. Andava per i quaranta, e aveva due figli il cui padre, un autista di limousine, era morto investito da un'auto dopo essere rimasto in panne sul Pulaski Skyway. (Non sfugg a Patty il fatto che, malgrado Richard si sbattesse un sacco di ragazzine per divertimento, le donne con cui aveva relazioni a lungo termine avevano la sua et o addirittura qualche anno di pi). Ellie lavorava per una compagnia di assicurazioni e abitava nell'appartamento di fronte. Per quasi un anno, Richard forn a Walter allegri resoconti sull'inattesa simpatia che si era creata tra lui e i figli di Ellie, e su quanto gli piacesse tornare a casa da lei, e su quanto considerasse ormai insulse le donne che non erano Ellie, e sul fatto che non mangiava cos bene e non si sentiva cos in forma dai tempi in cui viveva con Walter, e (qui s che l'allarme si era messo a scampanellare) su quanto trovasse affascinante il settore delle

assicurazioni. Walter disse a Patty di aver sempre avvertito qualcosa di significativamente astratto, o teorico, o distante, nel tono di Richard durante quell'anno in apparenza felice, e di non essersi affatto sorpreso quando la vera natura dell'amico aveva infine ripreso il sopravvento. La musica che aveva cominciato a suonare con i Walnut Surprise si rivel addirittura pi affascinante del settore delle assicurazioni, e le pupe emaciate che orbitavano intorno ai giovani membri del gruppo si rivelarono tutto sommato non troppo insulse, ed Ellie si rivel favorevole a interpretazioni rigorosamente letterali nel campo dei contratti sessuali esclusivi, e ben presto Richard cominci ad avere paura di rientrare di notte a casa propria, perch Ellie lo aspettava in agguato. Poco dopo Ellie organizz la protesta degli altri inquilini contro la sua macroscopica appropriazione dello spazio comune, e il padrone di casa finora distratto gli mand alcune raccomandate inflessibili, e Richard si ritrov senza casa, all'et di quarantaquattro anni, in pieno inverno, con le carte di credito esaurite e trecento dollari mensili di spese di deposito per tutta la sua roba.
Ed ecco arrivare il grande momento di Walter come fratello maggiore di Richard: gli offr un modo per vivere senza dover pagare l'affitto, per dedicarsi alle sue canzoni in perfetta solitudine e guadagnare un po' di soldi mentre si riorganizzava la vita. Walter aveva ereditato da Dorothy la bella casetta sul lago vicino a Grand Rapids. Aveva in programma alcune importanti migliorie interne ed esterne che, da quando aveva lasciato la 3M per la Nature Conservancy, non sperava pi di riuscire a effettuare, e cos propose a Richard di trasferirsi lass, avviare la ristrutturazione della cucina, e poi, dopo il disgelo, costruire una grande terrazza sul retro della casa, affacciata sul lago. Richard avrebbe ricevuto trenta dollari l'ora, pi elettricit e riscaldamento gratis, e avrebbe potuto lavorare secondo i propri orari. E Richard, che era in un momentaccio, e che (come avrebbe detto in seguito a Patty, con commovente schiettezza) era arrivato a considerare i Berglund come un surrogato di famiglia, ci pens solo un giorno prima di accettare l'offerta. Per Walter fu un'ulteriore, gradita conferma che Richard
gli voleva bene davvero. Per Patty... be', per Patty era un momento pericoloso.
Richard, con il suo vecchio pick-up Toyota sovraccarico, si ferm a St Paul per una notte prima di ripartire verso nord. Quando arriv, alle tre del pomeriggio, Patty aveva gi aperto una bottiglia, e non assolse ai propri doveri di padrona di casa. Walter cucin mentre lei beveva per tutti e tre. Sembrava che entrambi stessero aspettando di rivedere il vecchio amico per comunicargli le loro versioni discordanti sul perch Joey, anzich raggiungerli per cena, stesse giocando a hockey ad aria con uno stupido vicino reazionario. Richard, sconcertato, continuava a uscire a fumare, per poi tornare dentro ad affrontare una nuova dose di ansia berglundiana.
- Andr tutto bene, - disse, rientrando in casa. - Siete due genitori fantastici. Solo che, sapete, quando un ragazzo ha una personalit forte, il processo di individuazione pu comportare grossi problemi. Ci vuole tempo per risolvere queste cose.
- Dio, - disse Patty. - Come hai fatto a diventare cos saggio ?
- Richard  una di quelle persone stravaganti che ancora leggono e riflettono sulle cose, - disse Walter.
- S, al contrario di me, lo so -. Patty si gir verso Richard. - Ogni tanto mi capita di non leggere tutti i libri che Walter mi consiglia. A volte decido semplicemente di... saltarne qualcuno. Credo che il sottinteso sia questo. Il mio intelletto scadente.
Richard le lanci un'occhiataccia. - Vacci piano con il bere, - disse.
Fu come se le avesse tirato un pugno nello sterno. Mentre la disapprovazione di Walter la spingeva a comportarsi ancora peggio, quella di Richard era riuscita a sbatterle sotto il naso la sua puerilit, a mettere in luce la sua sgradevolezza.
- Patty soffre molto, - disse piano Walter, come per avvertire Richard che, sia pure inspiegabilmente, continuava ad appoggiarla.
- Per me puoi bere quanto ti pare, - disse Richard. - Sto solo dicendo che forse, se vuoi che il ragazzo torni, sarebbe bene tenere la casa in ordine.

- A questo punto non sono neanche sicuro di volere che torni, - disse Walter. - Non mi dispiace fare a meno del suo disprezzo.
- Allora, vediamo, - disse Patty. - Abbiamo l'individuazione per Joey, abbiamo il sollievo per Walter, e per Patty, cos'abbiamo? Cosa c' per lei? Il vino, immagino. Giusto? Per Patty c' il vino.
- Ehi, - esclam Richard. - Ci piangiamo un po' addosso?
- Per l'amor del cielo, - disse Walter.
Era terribile vedere, attraverso gli occhi di Richard, quel che era diventata. Da duemila chilometri di distanza era stato facile sorridere dei problemi sentimentali di Richard, della sua eterna adolescenza, dei suoi tentativi falliti di lasciarsi alle spalle i comportamenti puerili, e convincersi che a Ramsey Hill si viveva pi da adulti. Ma adesso che era li in cucina con lei, Richard - la sua altezza, come sempre, una sorpresa mozzafiato, i lineamenti gheddafiani pi segnati e intensi, la massa di capelli scuri piacevolmente brizzolata - aveva smascherato in un lampo la bambina egoista che Patty, rinchiudendosi nella sua bella casa, era riuscita a rimanere. Era scappata dall'infantilismo della sua famiglia solo per continuare a vivere in un'eterna infanzia. Non aveva un lavoro, i suoi figli erano pi maturi di lei, il sesso era quasi un ricordo. Si vergognava di farsi vedere da Richard. Per tutti quegli anni aveva custodito gelosamente memoria del loro viaggio in macchina, rinchiudendolo al sicuro in una parte profonda di s, lasciandolo maturare come un vino, cos che, in qualche maniera simbolica, quello che sarebbe potuto accadere rimanesse vivo e invecchiasse insieme a loro. La natura di quella possibilit si alterava anno dopo anno dentro la bottiglia sigillata, ma non andava a male, rimaneva potenzialmente bevibile, una sorta di rassicurazione: una volta il libertino Richard Katz l'aveva invitata ad andare a vivere con lui a New York, e lei aveva rifiutato. Ma ora Patty si accorgeva che la realt era molto diversa. Aveva quarantadue anni, e il naso arrossato dall'alcol.
Si alz in piedi con cautela, cercando di non barcollare, e vers quel che restava della bottiglia dentro il tubo di scarico. Mise il bicchiere vuoto nel lavandino e disse che andava
di sopra a sdraiarsi per un po', che mangiassero pure senza aspettarla.
- Patty, - disse Walter.
- Sto bene. Davvero. Ho solo bevuto troppo. Magari torno gi fra un po'. Scusami, Richard. Mi ha fatto molto piacere vederti. E un momentaccio, tutto qui.
Malgrado adorasse la casa sul lago, e negli ultimi tempi vi avesse trascorso diverse settimane da sola, Patty non ci and neppure una volta nella primavera in cui Richard la stava risistemando. Walter trov il tempo di passarvi qualche fine settimana lungo per dargli una mano, ma Patty si vergognava troppo. Rest a casa e si rimise in forma: segu il consiglio di Richard sull'alcol, ricominci a correre e a mangiare, ingrass abbastanza da riempire i solchi pi profondi che le segnavano il viso, e in generale prese atto di alcune realt estetiche che aveva ignorato nel suo mondo di fantasia. Uno dei motivi per cui Patty si era finora rifiutata di cambiare era il nuovo look adottato dall'odiosa vicina Carol Monaghan in seguito all'entrata in scena dell'odioso ragazzo-oggetto Blake. Tutto quello che faceva Carol era esecrabile per definizione, eppure Patty si abbass a seguire il suo esempio. Elimin la coda di cavallo, si tinse i capelli, scelse un taglio adeguato alla sua et. Si sforz di vedere pi spesso le vecchie amiche della pallacanestro, e loro la ricompensarono dicendole che cos stava molto meglio.
Richard aveva in programma di tornare sulla costa orientale alla fine di maggio, ma, trattandosi di Richard, stava ancora lavorando alla terrazza a met giugno, quando Patty and a godersi qualche settimana al lago. Walter rimase con loro per i primi quattro giorni, poi ripart alla volta di una gita di pesca per vip, organizzata, allo scopo di raccogliere fondi, da un importante benefattore della Nature Conservancy, proprietario di un "campeggio" di lusso nel Saskatchewan. Patty, per rimediare alla figuraccia dell'inverno precedente, divent un'ospite esemplare, cucinando manicaretti squisiti mentre Walter e Richard martellavano e segavano nel giardino sul retro. Dimostr con orgoglio di poter rimanere sobria per tutto il tempo. La sera, adesso che non c'era Joey, ignorava la tv. Si sedeva sulla poltrona preferita di Dorothy

a leggere Guerra e pace, che Walter le aveva consigliato tanto tempo prima, mentre gli uomini giocavano a scacchi. Walter, per fortuna di tutti, giocava meglio di Richard e di solito vinceva, ma Richard era ostinato e continuava a chiedere la rivincita, e questo metteva Walter a dura prova: si impegnava a fondo per vincere, si agitava un sacco e poi soffriva d'insonnia per ore.
- Ancora questa cazzo di ammucchiata al centro, - diceva
Richard. - Occupi sempre il centro. Non lo sopporto.
- Sono un occupatore del centro, - affermava Walter, an
simando per lo sforzo di trattenere l'eccitazione agonistica. - Mi fa ammattire.
- Be', perch funziona, - diceva Walter.
- Funziona solo perch non sono abbastanza disciplinato da fartela pagare.
- Hai un gioco molto divertente. Non riesco mai a indovinare la prossima mossa.
- S, per continuo a perdere.
Le giornate erano luminose e lunghe, le notti, sorprendentemente fresche. Patty amava l'inizio dell'estate nelle regioni del Nord, le ricordava i primi giorni trascorsi a Hibbing con Walter. L'aria frizzante e la terra umida, il profumo delle conifere, il mattino della sua vita. Le sembrava di non essere mai stata cos giovane come a ventun anni. Era come se la sua infanzia in Westchester, anche se cronologicamente anteriore, si fosse svolta in un momento successivo, pi impuro. In casa c'era un gradevole sentore di muffa che le ricordava Dorothy. Fuori c'era il lago che Joey e Patty avevano battezzato Senza Nome, appena liberato dal ghiaccio, scuro di cortecce e aghi di pino, sul quale si riflettevano nuvole luminose di bel tempo. D'estate le caducifoglie nascondevano l'unica altra casa, che una famiglia di nome Lundner usava nel fine settimana e in agosto. Fra la casa dei Berglund e il lago si ergeva una collinetta erbosa con qualche betulla matura, e quando il sole o la brezza tenevano lontane le zanzare, Patty si sdraiava sull'erba con un libro e restava li per ore, lontana dal mondo, a parte qualche sporadico aereo nel cielo o qualche macchina ancora pi sporadica sulla stradina non asfaltata.
Il giorno prima che Walter partisse per il Saskatchewan,
Patty cominci ad avere le palpitazioni. Era una cosa che le capitava, di avere le palpitazioni. Il mattino seguente, dopo aver accompagnato Walter all'aeroporto di Grand Rapids ed essere tornata a casa, si sent battere il cuore cos forte che lasci cadere un uovo mentre preparava la pastella per i pancake. Si appoggi al piano della cucina e respir a fondo prima di inginocchiarsi a pulire. Della rifinitura della cucina si sarebbe occupato Walter in futuro, ma sigillare le fughe del nuovo pavimento di piastrelle sarebbe dovuto toccare a Richard, che per non ci aveva ancora messo mano. In compenso, come lui stesso aveva spiegato, aveva imparato a suonare il banjo.
Anche se il sole era gi sorto da quattro ore, era ancora abbastanza presto quando Richard usc dalla sua stanza, con un paio di jeans e una maglietta che proclamava il suo sostegno al subcomandante Marcos e alla liberazione del Chiapas.
- Pancake di grano saraceno? - disse allegra Patty.
- Fantastico.
- Posso friggerti delle uova, se preferisci.
- Un buon pancake lo mangio volentieri.
- E il bacon  pronto in un attimo, se vuoi.
- Non dico certo di no.
- Okay! Vada per pancake con bacon.
Se anche Richard aveva le palpitazioni, non lo dimostrava. Patty lo guard ingurgitare due pile di pancake tenendo la forchetta nel modo civile che, come lei sapeva, gli aveva insegnato Walter al primo anno di college.
- Cosa fai oggi? - le chiese Richard, con un livello di interesse da scarso a moderato.
- Accidenti. Non ci avevo pensato. Niente! Sono in vacanza. Stamattina non far niente, e poi ti preparer il pranzo.
Richard annu e continu a mangiare, e Patty vide quanto era facile, per lei, perdersi in fantasticherie avulse dalla realt. And in bagno e si sedette sul coperchio del water, con il cuore che batteva all'impazzata, finch non sent Richard uscire e cominciare a maneggiare il legname. C' una pericolosa tristezza nei primi rumori delle attivit mattutine altrui; sembra che il silenzio soffra, quando qualcuno lo rompe. Il primo minuto della giornata lavorativa ci ricorda tutti gli altri minuti di cui  fatto il giorno, e non  mai un

bene pensare ai minuti come a entit singole. Solo dopo che altri minuti si sono uniti al primo, nudo e solitario, il giorno assume un'identit pi stabile. Patty attese quel momento, poi usc dal bagno.
And sulla collinetta erbosa a leggere Guerra e pace, con il vago, antico obiettivo di far colpo su Richard con la propria cultura, ma si impantan in una sezione militaresca e continu a rileggere pi volte la stessa pagina. Un uccello melodioso di cui Walter aveva rinunciato a insegnarle il nome, un tordo o uno storno, si abitu alla sua presenza e cominci a cantare su un albero proprio sopra di lei. Cantava come se avesse un'idea fissa che non riusciva a togliersi dalla testolina.
Come si sentiva, in quel momento? Come se alcuni guerriglieri spietati e ben organizzati si fossero radunati nella sua mente con il favore delle tenebre, e a questo punto fosse indispensabile impedire che venissero illuminati, anche solo per un istante, dal riflettore della coscienza. L'amore e la lealt nei confronti di Walter, il desiderio di essere una brava persona, l'antica rivalit tra Walter e Richard, il giudizio spassionato sul carattere di Richard, ma anche solo la profonda bastardaggine necessaria per andare a letto con il migliore amico del marito: tutte queste considerazioni superiori erano pronte ad annientare i guerriglieri. E cos Patty doveva continuamente distrarre le forze della coscienza. Non poteva neppure permettersi di curare il proprio abbigliamento - doveva subito allontanare il pensiero di mettersi una canottiera che le donava molto, doveva scacciare quel pensiero all'istante, prima di portare a Richard il caff con i biscotti a met mattina - perch il minimo accenno di normale civetteria avrebbe attirato il riflettore, e lo spettacolo illuminato sarebbe stato troppo rivoltante, vergognoso, patetico. Forse Richard non sarebbe rimasto disgustato, ma lei s. E se poi invece lui se ne fosse accorto e l'avesse redarguita, cos come l'aveva redarguita sull'alcol: disastro, umiliazione, il peggio che si potesse immaginare.
Il suo cuore, tuttavia, sapeva - e glielo comunicava accelerando i battiti - che difficilmente avrebbe avuto un'altra occasione come quella. Non prima di essere troppo avanti con gli anni. Il cuore esprimeva la sua acuta, segreta consa
pevolezza che il campo del Saskatchewan era raggiungibile solo tramite biplano, radio o telefono satellitare, e che Walter non l'avrebbe chiamata per cinque giorni se non in caso di emergenza.
Lasci il pranzo di Richard sul tavolo e part per Fen City, una minuscola cittadina nelle vicinanze. Si rese conto che sarebbe bastato poco per avere un incidente, ed era a tal punto persa a contemplare l'immagine di se stessa morta e di Walter singhiozzante sopra il suo corpo mutilato, con Richard che lo consolava con stoicismo, che per poco non bruci l'unico stop di Fen City; ud appena lo stridio dei suoi stessi freni.
Erano tutte fantasticherie, tutte fantasticherie! L'unica cosa che le dava un po' di speranza era la sua bravura nel nascondere il tumulto interiore. Forse era stata un tantino distratta e instabile negli ultimi quattro giorni, ma si era comportata infinitamente meglio che in febbraio. Se lei riusciva a tenere nascoste le sue forze oscure, era ovvio che anche Richard doveva averne di equivalenti, che riusciva a nascondere altrettanto bene. Ma era davvero un minuscolo barlume di speranza; era il modo di ragionare dei folli, smarriti nelle loro fantasie.
Patty si ferm davanti allo scarno assortimento di birre nazionali della cooperativa di Fen City, le Miller, le Coors, le Budweiser, e cerc di prendere una decisione. Soppes una confezione da sei come se potesse giudicare in anticipo, attraverso l'alluminio delle lattine, cosa avrebbe provato nel berle. Richard le aveva detto di andarci piano con l'alcol; la trovava brutta, da ubriaca. Rimise a posto la confezione e si costrinse a dirigersi verso corsie meno irresistibili, per era difficile pianificare la cena quando le veniva da vomitare. Torn allo scaffale delle birre, come un uccello che ripete il proprio canto. Le lattine avevano decorazioni diverse, ma contenevano tutte la stessa bevanda leggera di scarsa qualit. Le venne in mente di andare fino a Grand Rapids a comprare del vino. Le venne in mente di tornare a casa senza comprare niente. Ma poi cosa avrebbe fatto? Mentre era li in piedi, vacillante, avvert un senso di stanchezza: la premonizione che nessuno dei possibili esiti imminenti le avrebbe dato sufficiente sollievo o piacere per giustificare quel triste

batticuore. Patty capi, in altri termini, cosa significava sentirsi profondamente infelice. E tuttavia oggi l'autobiografa invidia e compatisce quella Patty pi giovane e innocente, convinta di aver toccato il fondo proprio l, nella cooperativa di Fen City: convinta che, in un modo o nell'altro, la crisi si sarebbe risolta nei cinque giorni successivi.
L'adolescente paffuta alla cassa guardava con interesse la sua paralisi. Patty le rivolse un sorriso da squilibrata, poi prese un pollo avvolto nella plastica, cinque brutte patate e qualche umile porro floscio. Decise che solo una cosa poteva essere peggiore del provare quell'ansia da sobria: continuare a provarla da ubriaca.
- Preparo un pollo arrosto, - disse a Richard quando arriv a casa.
Richard aveva trucioli di segatura sparsi fra i capelli, sulle sopracciglia, e appiccicati all'ampia fronte sudata. - Sei molto gentile, - rispose.
- La terrazza  bellissima, - disse Patty. - E davvero un grande miglioramento. Quanto ci vorr ancora? - Un paio di giorni, forse.
- Sai, io e Walter possiamo finirla da soli, se vuoi tornare a New York. So che dovevi gi esserci, a quest'ora.
- E bello vedere un lavoro finito, - disse Richard. - Ci vorranno al massimo un paio di giorni. Ma forse vuoi rimanere qui da sola?
- Se voglio rimanere qui da sola?
- Insomma, faccio molto rumore.
- Oh, no, mi piace il rumore dei lavori in corso. Lo trovo
confortante, non so perch.
- A meno che non venga dai tuoi vicini. - Be', i vicini li detesto, quindi  diverso. - Giusto.
- Allora magari comincio a preparare il pollo.
Probabilmente il suo tono lasci trasparire qualcosa, perch Richard si accigli. - Stai bene?
-No no no, - disse Patty, - adoro stare quass. Lo adoro. E il mio posto preferito sulla terra. Non risolve niente, non so se mi spiego. Per adoro alzarmi al mattino. Adoro il profumo dell'aria.
- Intendevo dire se stai bene con me qui.
- Oh, ma certo. Dio. S. Certo. Ma s! Cio, lo sai che Walter ti adora. Siamo tuoi amici da tanto tempo, eppure io e te non abbiamo quasi mai parlato.  una buona occasione. Ma tu non sentirti in obbligo di restare, se vuoi tornare a New York. Sono abituata a stare qui da sola. Non c' problema.
Le sembr di aver impiegato molto tempo per arrivare alla fine del discorso. Segu un breve silenzio.
- Sto solo cercando di sentire quello che stai davvero dicendo, - rispose Richard. - Se vuoi davvero che resti qui.
- Dio, - disse Patty, - continuo a ripeterlo, no? Non te l'ho appena detto?
La pazienza di Richard nei suoi confronti, nei confronti di una donna, stava chiaramente finendo. Alz gli occhi al cielo e prese in mano un listello. - Finisco qui e vado a fare una nuotata.
- L'acqua sar fredda.
- Ogni giorno un po' meno.
Rientrando in casa, Patty prov una fitta d'invidia per Walter, che poteva dire a Richard di volergli bene senza chiedere in cambio nulla di destabilizzante, nulla di pi terribile che sentirsi amato a sua volta. Com'era facile per gli uomini! Lei, al confronto, era una specie di ragno gonfio e sedentario, che aspettava, anno dopo anno, tessendo la sua arida tela. D'un tratto cap come dovevano sentirsi quelle ragazze tanti anni prima, le ragazze del college infastidite dall'intimit fra Walter e Richard, irritate dalla sua sgradita presenza. Per un istante vide Walter con gli occhi di Eliza.
Mi toccher farlo, mi toccher farlo, mi toccher farlo, si disse, mentre lavava il pollo e giurava a se stessa che non diceva sul serio. Sent il rumore di un tuffo e guard Richard allontanarsi a nuoto nel lago all'ombra degli alberi, verso l'acqua ancora dorata dalla luce pomeridiana. Se davvero odiava il sole, come dichiarava nella sua vecchia canzone, il Minnesota settentrionale in giugno doveva essere un posto faticoso per lui. Le giornate erano cos lunghe che verso sera ci si stupiva che il sole non finisse il carburante. Non si spegneva mai. Patty cedette all'impulso di mettersi una mano fra le gambe, di fare qualcosa di sconcertante, cos, per darsi

una scossa, anzich buttarsi in acqua anche lei. Sono viva? Possiedo un corpo?
I suoi cubetti di patate avevano forme molto irregolari. Sembravano una specie di rompicapo geometrico.
Richard, dopo la doccia, entr in cucina con una maglietta senza scritte che, alcuni decenni prima, doveva essere color rosso vivo. I capelli, momentaneamente domati, erano neri e lucidi come quelli di un ragazzo.
- Hai cambiato look, quest'inverno, - osserv.
- No.
- Come sarebbe, " no "? Hai una pettinatura diversa, stai benissimo.
- Non  tanto diversa. Solo un pochino. - E... forse hai messo su qualche chilo? - No. Be'. Pu darsi.
- Hai fatto bene. Prima eri troppo magra.
- E un modo carino per dirmi che sono ingrassata? Richard chiuse gli occhi con una smorfia, come se cercas
se di non perdere la pazienza. Poi li riapr e disse: - Da dove
vengono queste stronzate?
- Eh?
- Vuoi che me ne vada? E cos? Con questo strano atteggiamento fasullo mi dai l'impressione di non essere a tuo agio con me.
L'odore del pollo arrosto le ricordava qualcosa che un tempo era solita mangiare. Si lav le mani e le asciug, rovist in fondo a un armadietto ancora grezzo e trov una bottiglia di sherry da cucina, coperta dalla polvere dei lavori in corso. Si riemp un grosso bicchiere e si sedette al tavolo. - Okay, sinceramente? La tua presenza mi rende un po' nervosa.
- Non  il caso.
- E pi forte di me.
- Non ce n' motivo.
Era proprio quello che Patty non voleva sentire. - Bevo solo questo bicchiere, - disse.
- Guarda che non me ne frega un cazzo di quanto bevi. Patty annu. - Okay. Bene. Buono a sapersi.
- Morivi dalla voglia di bere? Ges. Avanti, fatti un cic
chetto.
-  quello che sto facendo.
- Sei una persona molto strana, sai. E un complimento. - Lo prendo come tale.
- Walter  stato molto, molto fortunato.
- Ah, be', questa  la cosa pi triste. Non sono sicura che
pensi ancora di esserlo.
- Oh, certo. Lo pensa senz'altro, credimi.
Patty scosse la testa. - Stavo per dire che secondo me
non gli piacciono le mie stranezze. Lo strano buono gli va
bene, ma lo strano cattivo non  il suo genere, e in questo
periodo lo strano cattivo  quello che gli tocca di pi. Sta
vo per dire che  un'ironia della sorte il fatto che non sia tu
quello che non ha problemi con lo strano cattivo, la persona
che ho sposato.
- Non ti piacerebbe essere sposata con me.
- No, sono sicura che sarebbe tremendo. Ho sentito qual
che storia.
- Mi dispiace, anche se non mi sorprende. - Walter mi dice tutto. - Non ne dubitavo.
Un'anatra starnazzava sul lago. I germani reali nidificava
no nell'angolo pi lontano, in mezzo alle canne.
- Walter ti ha mai detto che ho tagliato le gomme da ne
ve di Blake ?- disse Patty.
Richard inarc le sopracciglia, e lei gli raccont la storia. - Roba da fuori di testa, - disse infine Richard, in tono
ammirato.
- Gi. Non trovi? - Walter lo sa?
- Uhm. Bella domanda.
- Mi sembra di capire che tu non gli dici tutto. - Oddio, Richard, io non gli dico niente.
- Sbagli, secondo me. Potresti scoprire che sa molto pi
di quello che pensi.
Patty tir un profondo respiro e gli chiese quali segreti
Walter avesse scoperto su di lei.
- Sa che non sei felice, - disse Richard.
- Non ci vuole un grande acume, per capirlo. Che altro? - Sa che lo incolpi del fatto che Joey se n' andato di casa.

- Ah s, - rispose Patty. - Questo gliel'ho praticamente detto. Non conta sul serio.
- Okay. Allora perch non me lo dici tu. A parte il fatto che vai in giro a tagliare le gomme, cos'altro non sa Walter di te?
Quando riflett su quella domanda, Patty vide solo il grande vuoto della sua vita, il vuoto del suo nido, l'inutilit dell'esistenza dopo che i ragazzi avevano preso il volo. Lo sherry l'aveva intristita. - Perch non mi canti una canzone, mentre metto in tavola la cena. Ti dispiace?
- Non so, - disse Richard. - Mi sembra un po' strano.
- Perch?
,
- Non so. E solo che mi sembra strano.
- Sei un cantante. E il tuo mestiere. Cantare.
- Credo di non aver mai avuto la sensazione che ti piac
cia quello che canto.
- Cantami Dark Side of the Bar. Adoro quella canzone. Richard sospir, abbass la testa, incroci le braccia e parve addormentarsi.
- Che c'? - disse Patty.
- Penso che me ne andr domani, se per te va bene. - Okay.
- Mancano solo un paio di giornate di lavoro. La terrazza si pu gi usare cos com'.
- Okay -. Patty si alz e mise il bicchiere di sherry nel lavandino. - Ma posso chiederti perch? Voglio dire,  bello averti qui.	,
- E meglio che vada.
- Okay. Come preferisci. Il pollo sar pronto fra una decina di minuti, se vuoi apparecchiare. Richard non si mosse.
- Quella canzone l'aveva scritta Molly, - disse dopo un
po'. - Non avevo il diritto di inciderla. E stato proprio un ge
sto da bastardo. Una bastardata consapevole e intenzionale. -  molto triste e bella. Cosa dovevi fare? Non usarla? - In pratica s. Non usarla. Sarebbe stata la cosa migliore. - Mi dispiace per voi due. Siete stati insieme parecchio
tempo.
- In modo intermittente.
- Certo, lo so, eppure.
Patty apparecchi la tavola, cond l'insalata e trinci il pollo, mentre Richard restava seduto a rimuginare. Non credeva di avere appetito, ma non appena addent il pollo si ricord che non mangiava dalla sera prima, e che la sua giornata era cominciata alle cinque. Anche Richard mangi, in silenzio. A un certo punto il silenzio divenne palpabile ed emozionante, e poi, dopo un po', faticoso e scoraggiante. Patty sparecchi, mise via gli avanzi, lav i piatti, e vide che Richard era andato a fumare sulla piccola veranda coperta. Il sole era tramontato, finalmente, ma il cielo era ancora chiaro. S, pens Patty,  meglio che parta. Meglio, meglio, meglio.
Usc sulla veranda. - Pensavo di andare a letto a leggere un libro, - disse.
Richard annu. - Va bene. Ci vediamo domattina.
- Come sono lunghe le serate, - disse Patty. - La luce non vuole morire.
- Sono stato benissimo qui. Siete molto generosi.
- Oh,  tutto merito di Walter. A me non era neanche venuto in mente di proportelo.
- Ha fiducia in te, - disse Richard. - Se tu hai fiducia in lui, andr tutto bene.
- Oh, be', forse s e forse no.
- Non vuoi rimanere con lui?
Bella domanda.
- Non voglio perderlo, - disse Patty, - se  questo che intendi. Non passo il tempo a pensare di lasciarlo. Aspetto il giorno in cui Joey finalmente si stufer delle Monaghan. Ha
ancora un anno di superiori davanti a s.
- Non sono sicuro di capire qual  il punto.
- Che sono ancora legata alla mia famiglia.
- Bene. E una bellissima famiglia.
- Gi, allora ci vediamo domattina.
- Patty -. Richard spense la sigaretta nella ciotola nata
lizia danese di Dorothy che stava usando come portacenere.
- Non sono il tipo di persona che rovina il matrimonio del
suo migliore amico.
- No! Dio! Certo che no! - Patty stava per piangere dalla
delusione. - Cio, sul serio, Richard, scusa, ma cosa ho detto?

Ho detto che vado a dormire e ci vediamo domattina. Tutto qui! Ho detto che tengo alla mia famiglia. Non ho detto altro.
Richard le lanci un'occhiata molto impaziente e scettica.
- Sul serio!
- Okay, certo, - disse Richard. - Scusa se mi sono permesso. Cercavo solo di capire perch avverto tanta tensione. Abbiamo gi avuto una conversazione come questa, se ti ricordi.
- S, mi ricordo.
- Cos ho pensato che fosse meglio parlarne, anzich tacere. - Va bene. Ti ringrazio. Sei proprio un amico. E non vo
glio che tu parta domani per causa mia. Qui non c' niente
da temere. Non c' motivo di scappare.
- Grazie. Ma penso che partir lo stesso. - Va bene.
E Patty and a coricarsi nel letto di Dorothy, che Richard aveva usato finch lei e Walter non erano arrivati a cacciarlo via. L'aria fresca stava uscendo dagli angoli dove si era nascosta durante la lunga giornata, ma la luce azzurra del crepuscolo persisteva al di l delle finestre. Era una luce da sogno, una luce folle, che non voleva andarsene. Patty accese una lampada per attenuarla. I guerriglieri erano stati scoperti! Era la fine! Rest l, col suo pigiama di flanella, a ripensare alle cose che aveva detto nelle ultime ore, quasi tutte raccapriccianti. Sent la melodiosa risonanza del gabinetto mentre Richard si svuotava la vescica, e poi lo sciacquone, e lo scroscio melodioso dell'acqua nelle tubature, e la pompa che lavorava per qualche istante in tono pi basso. Per concedersi una tregua da se stessa, apr Guerra e pace e lesse a lungo.
L'autobiografa si, chiede se le cose sarebbero andate in un altro modo, se Patty non fosse arrivata proprio alla parte in cui Natasa Rostva, chiaramente destinata al buono e goffo Pierre, si innamora dell'amico cool di Pierre, il principe Andrj. Patty non lo aveva previsto. La sconfitta di Pierre si svolse sotto i suoi occhi, una catastrofe al rallentatore. Probabilmente le cose sarebbero andate nello stesso modo, ma l'effetto di quelle pagine, della loro pertinenza, fu quasi psichedelico. Lesse fino a mezzanotte passata, ormai assorta anche
nelle questioni militari, e vide con sollievo, quando spense la luce, che il crepuscolo era finalmente svanito.
Dopodich nel sonno, a un'ora imprecisata ma ancora buia, Patty si alz, usc in corridoio, entr nella stanza di Richard e s'infil nel suo letto. La stanza era fredda, e Patty si strinse a lui.
- Patty, - disse Richard.
Ma lei dormiva e scosse la testa, rifiutando di svegliarsi, ed era impossibile resisterle, nel sonno era molto decisa. Si sdrai sopra di lui, cercando di estendere al massimo il contatto, sentendosi abbastanza grande per coprirlo tutto, spingendogli la faccia contro la testa.
- Patty.
- Mm.
- Se stai dormendo, devi svegliarti.
- No, dormo... sto dormendo. Non svegliarmi.
Il pene lottava per sfuggirgli dai boxer. Patty ci si strusci contro con il ventre.
- Mi dispiace, - disse Richard, contorcendosi sotto di lei. - Devi svegliarti.
- No, non svegliarmi. Scopami e basta.
- Oh, Ges -. Richard cerc di allontanarsi, ma Patty gli stava appiccicata come un'ameba. Le afferr i polsi per tenerla a bada. - Libera di non crederci, ma le persone in stato di incoscienza non sono il mio genere.
- Mm, - fece Patty, sbottonandosi il pigiama. - Stiamo dormendo tutti e due. Stiamo facendo un sogno bellissimo.
- S, ma poi al mattino la gente si sveglia e si ricorda quello che ha sognato.
- Ma se sono solo sogni... io sto sognando. Adesso torno a dormire. Dormi anche tu. Addormentati. Dormiremo tutti e due... e al tuo risveglio non ci sar pi.
Il fatto che riuscisse a dire tutto questo, e non solo a dirlo ma anche a ricordarlo in seguito con grande chiarezza, getta senz'altro un dubbio sull'autenticit del suo stato di sonno. Ma l'autobiografa  irremovibile nel sostenere che non era sveglia nel momento in cui trad Walter e sent il suo amico aprirla in due. Forse perch stava imitando il famoso struzzo e teneva gli occhi serrati, o forse perch in seguito

non serb un particolare ricordo di piacere, ma solo la consapevolezza astratta dell'atto compiuto, eppure, se effettua un esperimento mentale e immagina un telefono che squilla durante l'atto, lo stato in cui immagina di entrare a seguito dello shock  quello di veglia, da cui segue logicamente che, in mancanza di un telefono squillante, lo stato in cui si trovava era quello di sonno.
Solo ad atto compiuto si svegli, alquanto allarmata, e si rese conto, e si ricondusse in fretta nel proprio letto. Quando riapr gli occhi, la luce entrava dalle finestre. Sent Richard alzarsi e andare a far pip. Si sforz di decifrare i rumori successivi, per capire se stesse caricando la sua roba sul furgone o tornando al lavoro. Forse tornava al lavoro ! Quando infine trov il coraggio di uscire dal nascondiglio, Patty lo scopr inginocchiato dietro la casa, intento a smistare un mucchio di scarti di legname. C'era il sole, ma non era altro che un disco velato da nuvole sottili. Il tempo stava cambiando, la superficie del lago era increspata. Senza il luccichio del sole sull'acqua, il bosco sembrava pi rado e vuoto.
- Ehi, buongiorno, - disse Patty.
- 'Giorno, - rispose Richard, senza guardarla.
- Hai fatto colazione? Ti va di mangiare qualcosa? Vuoi che ti prepari le uova?
- Ho preso il caff, grazie.
- Ti preparo le uova.
Richard si alz, mise le mani sui fianchi ed esamin il legname, sempre senza guardarla. - Sto riordinando questa roba per Walter, cos vedr cosa abbiamo.
- Okay.
- Mi ci vorranno un paio d'ore per fare i bagagli. Tu occupati pure delle tue faccende.
- Okay. Ti serve aiuto?
Richard scosse la testa.
- E niente colazione, sicuro?
Nessuna risposta.
Allora le apparve, con curiosa chiarezza, una specie di presentazione in PowerPoint con un elenco di nomi, sistemati in ordine decrescente rispetto alla bont del portatore: il primo era ovviamente Walter, seguito a breve distanza da
Jessica, e pi alla lontana da Joey e Richard, e infine, gi in cantina, da solo all'ultimo posto, c'era il suo orribile nome.
Torn in camera con il caff e rimase ad ascoltare Richard che riordinava le sue cose, il tintinnio dei chiodi nella scatola, il fracasso delle cassette degli attrezzi. Pi tardi si avventur fuori per chiedergli se non volesse almeno fermarsi a pranzo. Lui acconsent, anche se con scarsa cordialit. Patty era troppo spaventata per piangere, cos and a bollire le uova per l'insalata. Il suo piano - o speranza, o illusione -, nella misura in cui si era permessa di esserne consapevole, era che Richard dimenticasse la decisione di partire, cos lei quella notte avrebbe fatto di nuovo la sonnambula, e il giorno seguente sarebbe trascorso ancora in modo silenzioso e gradevole, e poi un'altra notte di sonnambulismo, e poi un'altra giornata piacevole, e poi Richard avrebbe caricato il furgone e sarebbe tornato a New York, e molti anni dopo Patty avrebbe ricordato i sogni incredibilmente intensi che aveva fatto per un paio di notti al Lago Senza Nome, chiedendosi in tutta tranquillit se fosse davvero accaduto qualcosa. Quel vecchio piano (o speranza, o illusione) era naufragato. Il nuovo piano prevedeva che si sforzasse di dimenticare la notte precedente e fingesse che non fosse accaduto nulla.
Quello che senz'altro il nuovo piano non prevedeva era che abbandonasse il pranzo sul tavolo e poi si ritrovasse senza jeans, con il cavallo del costume spinto dolorosamente da parte, mentre Richard la sbatteva fino all'estasi contro l'innocente carta da parati del vecchio soggiorno di Dorothy, in pieno giorno e pi sveglia che mai. Sulla parete non rimase alcun segno, eppure per lei, da allora, quel punto si sarebbe sempre distinto dagli altri. Era una piccola coordinata dell'universo, caricata e alterata in permanenza dalla sua stessa storia. Sarebbe diventato, quel punto, una terza presenza silenziosa accanto a lei e Walter, nei fine settimana che in seguito avrebbero trascorso da soli li dentro. E comunque, in ogni caso, quella le sembr la prima scopata come si deve della sua vita. Un'autentica rivelazione, per cos dire. Anche se ci mise un po' per capirlo, ormai era fregata.
- Okay, allora, - disse Patty, seduta sul pavimento, la te-

sta appoggiata al punto dove fino a poco prima aveva il culo. - Allora,  stato interessante.
Richard si era rimesso i calzoni e camminava avanti e in
dietro senza meta. - Fumer in casa tua, se non ti dispiace. - Date le circostanze, si pu fare un'eccezione.
La giornata era nuvolosa, con una brezza fredda che en
trava dalle zanzariere delle finestre e della porta. Gli uccel
li non cantavano pi, il lago sembrava disabitato. La natura
aspettava che il freddo passasse.
- E comunque, si pu sapere perch ti sei messa il costume? - disse Richard, accendendo la sigaretta.
Patty rise. - Pensavo di farmi una nuotata dopo la tua partenza.
- Fa un freddo cane.
- Be', non una nuotata lunga,  chiaro. - Tanto per mortificare un po' la carne. - Infatti.
La brezza fredda e il fumo della Camel si mescolavano come gioia e rimorso. Patty ricominci a ridere senza motivo, e poi trov qualcosa di buffo da dire.
- Certo, a scacchi fai pena, - disse, - ma a quell'altro gioco vinci a mani basse.
- Chiudi il becco, - disse Richard.
Patty non riusc bene a valutare il suo tono, ma, temendo
che fosse arrabbiato, si sforz di smettere di ridere. Richard si sedette sul tavolino e fum con grande risolu
tezza. - Non dobbiamo farlo mai pi, - disse.
Patty sbott in un'altra risatina; non riusciva a trattener
si. - O magari giusto un altro paio di volte, e poi mai pi.
- S, e questo dove ci porter?
- Ci toglieremo la voglia e poi non ci penseremo pi, direi. - Non funziona cos, secondo la mia esperienza.
- Be', immagino di dovermi rimettere alla tua esperienza,
vero? Visto che io non ne ho.
- Le possibilit sono queste, - disse Richard. - Smettiamo adesso, oppure tu lasci Walter. E siccome la seconda  inaccettabile, smettiamo adesso.
- Oppure, terza possibilit, non smettiamo e io non glielo dico.
- Io non voglio vivere cos. E tu?
- In effetti siamo due delle tre persone che Walter ama di pi al mondo.
- E la terza  Jessica.
- Mi consola un po' - disse Patty - sapere che lei mi odierebbe per sempre e si metterebbe completamente dalla sua parte. A Walter rimarrebbe almeno questo.
- Non  quello che vuole, e io non gli farei mai una cosa del genere.
Patty rise di nuovo, al pensiero di Jessica. Era una persona molto buona, tremendamente seria e matura, la cui esasperazione nei confronti di Patty e Joey - la mamma irresponsabile, il fratello spietato - era spesso cos estrema da rasentare la comicit. A Patty piaceva molto sua figlia, e in effetti, a essere realistici, perdere il suo rispetto l'avrebbe distrutta. Eppure era pi forte di lei, lo sdegno di Jessica la divertiva. Era uno degli aspetti del loro rapporto; e Jessica era troppo immersa nella propria seriet per farci caso.
- Ehi, - disse Patty a Richard, -  possibile che tu sia omosessuale?
- E me lo chiedi adesso?
- Non so.  solo che a volte gli uomini che si scopano un milione di donne lo fanno per dimostrare qualcosa. Per confutare qualcosa. E mi sembra che tu tenga pi alla felicit di Walter che alla mia.
- Fidati. Non ho nessuna voglia di baciare Walter.
- No, lo so. Lo so. Eppure sto cercando di dire qualcosa. Cio, sono sicura che ti stancheresti molto presto di me. Ti basterebbe vedermi nuda a quarantacinque anni, e penseresti: "Mmm. E ancora questo che voglio? Non credo proprio! " Mentre di Walter non ti dovrai mai stancare, perch non hai voglia di baciarlo. Puoi restargli amico per sempre.
- Questo  D. H. Lawrence, - disse Richard con impazienza.
- Un altro scrittore che devo leggere.
- Oppure no.
Patty si strofin gli occhi stanchi e le labbra scorticate. Era, tutto sommato, molto contenta della piega che avevano preso gli eventi.

- Sei proprio bravissimo con gli attrezzi, - disse, con un'altra risatina.
Richard ricominci a camminare. - Prova a star seria, okay? Fai uno sforzo.
- Questo  il nostro momento, Richard. Sto solo dicendo
questo. Abbiamo un paio di giorni, e possiamo usarli oppure
no. Finiranno presto in ogni caso.
- Ho commesso un errore, - disse Richard. - Non ho ri
flettuto. Dovevo partire ieri mattina.
- Solo una parte di me si sarebbe dispiaciuta. Una parte
piuttosto importante, lo ammetto.
- Mi piace frequentarti, - disse Richard. - Mi piace la tua
compagnia. Sono felice al pensiero che Walter stia con te... 
cos che ti vedo. Credevo non ci fossero problemi a fermarmi
un paio di giorni in pi. Ma  stato un errore.
- Benvenuto nel Paese di Patty. Il Paese degli Errori.
- Non mi era venuto in mente che potessi fare la son
nambula.
Patty rise. - E stata un'idea brillante, non trovi?
- Ges. Dacci un taglio, okay? Mi sto arrabbiando.
- S, ma il bello  che non ha importanza. Qual  la co
sa peggiore che potrebbe succedere, adesso? Ti arrabbi con
me e te ne vai.
Allora Richard la guard, e sorrise, e la stanza si riemp (metaforicamente) di sole. Era, secondo lei, un uomo molto bello.
- Tu mi piaci, - disse. - Mi piaci un sacco. Mi sei sempre piaciuta.
- Lo stesso vale per me.
- Volevo che avessi una bella vita. Capisci? Ti credevo una persona degna di Walter.
- Ed  per questo che quella sera a Chicago sei andato via e non sei pi tornato.
- Non avrebbe funzionato, a New York. Sarebbe finita male.
- Se lo dici tu.
- S, lo dico io.
Patty annu. - Allora quella notte volevi venire a letto con me.
- S. Eccome. Ma non solo venire a letto con te. Parlare con te. Ascoltarti. Era questa la differenza.
- Be', mi fa piacere saperlo. Posso cancellare quel dubbio dalla lista, vent'anni dopo.
Richard si accese un'altra sigaretta e rimasero cos per un po', separati dal vecchio e scadente tappeto orientale di Dorothy. Si udiva un sospiro fra gli alberi, la voce di un autunno che non era mai lontano, nel Minnesota settentrionale.
- Allora, la situazione  potenzialmente difficile, a quanto pare, - disse infine Patty.
- S.
- Forse pi difficile di quanto pensassi.
- S.
- Insomma, sarebbe stato meglio che non soffrissi di sonnambulismo. '
- S.
Patty cominci a piangere per Walter. In tutti quegli anni aveva trascorso cos poche notti senza di lui, che non aveva mai avuto l'occasione di sentire la sua mancanza e di apprezzarlo come in quel momento. Fu l'inizio di una terribile confusione del cuore, una confusione di cui l'autobiografa soffre ancora. Gi allora, al Lago Senza Nome, in quella luce tetra e immutabile, il problema le era molto chiaro. Si era innamorata dell'unico uomo al mondo che provava i suoi stessi sentimenti di affetto e protezione nei confronti di Walter; chiunque altro sarebbe forse riuscito a metterla contro di lui. E ancora peggiore era la colpa che sentiva nei confronti di Richard, che nella vita non aveva nessun altro come Walter, e che considerava la lealt verso l'amico come una delle poche cose, oltre la musica, che lo salvavano come essere umano. E Patty, con il suo sonnambulismo egoista, aveva messo tutto a repentaglio. Si era approfittata di una persona che, pur essendo incasinata e predisposta, si sforzava di mantenere una specie di ordine morale nella propria vita. E cos piangeva anche per Richard, ma ancora di pi per Walter, e per se stessa, per la propria sfortuna e i propri errori.
- Piangere fa bene, - disse Richard, - anche se non posso dire di averci mai provato.

-  un pozzo senza fondo, una volta che ci caschi dentro, - rispose Patty, tirando su col naso. D'un tratto le era venuto freddo, in costume da bagno, e non si sentiva bene. Si avvicin a Richard e gli mise le braccia intorno alle spalle ampie e calde, e si sdrai con lui sul tappeto orientale, e cos pass il lungo e luminoso pomeriggio grigio.
Tre volte in tutto. Una, due, tre. Una volta nel sonno, una volta con violenza, e poi una volta con l'orchestra al completo. Tre: un piccolo numero patetico. L'autobiografa, ormai ultraquarantenne, ha trascorso gli ultimi anni a contare e ricontare, ma il totale non  mai pi di tre.
Non c' molto altro da raccontare, e quel che resta  costituito soprattutto da ulteriori sbagli. Il primo venne commesso da Patty di concerto con Richard, mentre erano ancora sdraiati sul tappeto. Decisero insieme - d'accordo - che lui doveva andarsene. Decisero in fretta, doloranti e stremati, che doveva andarsene subito, prima che si invischiassero ancora di pi, e che entrambi avrebbero riflettuto attentamente sulla situazione e sarebbero giunti a una decisione ragionevole, decisione che, nel caso fosse risultata negativa, sarebbe stata ancora pi dolorosa se lui fosse rimasto.
Dopo aver preso questa decisione, Patty si rizz a sedere e vide con stupore che gli alberi e la terrazza erano fradici. La pioggia era cos leggera che non l'aveva sentita cadere sul tetto, cos fine che non era gocciolata nelle grondaie. Indoss la maglietta rossa sbiadita di Richard e gli chiese se poteva tenerla.	,
- Perch vuoi la mia maglietta? - Odora di te.
- Per molti non sarebbe un punto a favore. - Voglio solo qualcosa di tuo.
- Va bene. Speriamo che sia l'unica cosa.
- Ho quarantadue anni, - disse Patty. - Dovrei sborsare ventimila dollari per rimanere incinta. Non per demolire le tue certezze, ma sai com'.
- Sono molto orgoglioso della mia media zero. Cerca di non rovinarla, okay?
- E io? - disse Patty. - Devo preoccuparmi di aver portato a casa qualche malattia?
- Ho fatto le vaccinazioni, se  questo che vuoi sapere. Sono cos attento che sfioro la paranoia.
- Scommetto che lo dici a tutte.
E cos via. Si sentivano espansivi e cordiali, e nella leggerezza del momento Patty gli disse che ora non aveva pi scuse per non cantarle una canzone, prima di andarsene. Richard tir fuori il banjo e cominci a strimpellare, mentre Patty preparava dei panini e li avvolgeva nella carta stagnola.
- Forse dovresti dormire qui e partire presto domani mattina, - gli grid.
Richard sorrise, come se quella frase non meritasse neppure una risposta.
- Sul serio, - insistette Patty. - Piove, tra poco far buio.
- Non ci penso neanche, - disse Richard. - Mi dispiace. Non mi fido pi di te. Dovrai fartene una ragione.
- Ha-ha-ha, - fece Patty. - Perch non canti? Voglio sentire la tua voce.
Per farla contenta, Richard cant Shady Grove. Con gli anni aveva sviluppato, contrariamente alle previsioni, una bella voce ricca di sfumature, e con quel petto cos ampio poteva davvero buttare gi la casa.
- Okay, ho capito cosa volevi dire, - disse Patty al termine della canzone. - Non mi sta facilitando le cose.
Ma quando un musicista comincia a suonare, detesta fermarsi. Richard accord la chitarra e cant tre canzoni country che i Walnut Surprise avrebbero poi inserito in Nameless Lake'. I testi, pi che altro sillabe senza senso, sarebbero stati scartati e sostituiti da altri assai migliori, ma Patty si emozion e si commosse a tal punto nel sentirlo cantare, in quella maniera country che lei conosceva e amava, che a met della terza canzone cominci a gridare: - BASTA! OKAY! SMETTILA! BASTA! SMETTILA! OKAY! - Ma lui non la smetteva, e Patty, vedendolo tutto preso dalla musica, si sent cos sola e abbandonata che cominci a piangere a dirotto, e alla fine divent talmente isterica che Richard non pot far altro che smettere di suonare - anche se chiaramente incazzato per l'interruzione! - e cercare, invano, di calmarla.

- Qui ci sono i tuoi panini, - gli disse, mettendoglieli in mano, - e l c' la porta. Abbiamo detto che te ne saresti andato, e quindi adesso te ne vai. Okay? Subito! Parlo sul serio! Subito. Scusa se ti ho chiesto di cantare, DI NUOVO COLPA MIA, ma cerchiamo di imparare dai nostri errori, okay?
Richard tir un profondo respiro e drizz la schiena, come per formulare una dichiarazione, ma poi curv le spalle e lasci che il suo importante proclama uscisse inespresso dai polmoni.
- Hai ragione, - disse, in tono irritato. -  inutile. - Abbiamo preso la decisione giusta, non credi? - S,  probabile.
- Allora vai.
E Richard and.
E Patty cominci a leggere di pi. Da principio per una disperata evasione dalla realt, poi in cerca di aiuto. Al ritorno di Walter dal Saskatchewan, Patty aveva divorato Guerra e pace in una maratona di tre giorni. Natasa si era promessa ad Andrj, ma poi era stata corrotta dal perfido Anatole, e Andrj, disperato, era andato a combattere ed era stato ferito a morte, sopravvivendo giusto il tempo necessario per farsi assistere da Natasa e perdonarla, dopodich il buon vecchio Pierre, che aveva avuto occasione di maturare e riflettere come prigioniero di guerra, si era fatto avanti offrendosi a Natasa tipo premio di consolazione; nel finale nascevano tanti bambini. A Patty era sembrato di vivere un'intera esistenza compressa in tre giorni, e quando il suo Pierre torn dalle terre selvagge, gravemente scottato malgrado le scrupolose e abbondanti applicazioni di crema solare a massima protezione, Patty era pronta a riprovare ad amarlo. And a prenderlo a Duluth e lo interrog sulle giornate trascorse con i milionari amanti della natura, che a quanto pareva avevano spalancato i portafogli per lui.
- E incredibile, - disse Walter quando, arrivato a casa, vide la terrazza quasi terminata. - Sta qui quattro mesi e non riesce a finire le ultime otto ore di lavoro.
- Credo che fosse stufo dei boschi, - disse Patty. - Gli ho detto di tornare pure a New York. Ha scritto delle canzoni bellissime, mentre era qui. Era pronto per partire.
Walter si accigli. - Ti ha suonato delle canzoni?
- Tre, - rispose Patty, girandosi dall'altra parte.
- Ed erano belle?
- Molto belle -. S'incammin verso il lago, e Walter la segu. Non era difficile mantenere la distanza. Solo agli inizi erano stati una di quelle coppie che si abbracciavano e sbaciucchiavano ogni volta che lui tornava a casa.
- Siete andati d'accordo? - chiese Walter.
- E stato un po' imbarazzante. Sono stata contenta quando  partito. L'unica sera che  stato qui, ho dovuto bere un bicchierone di sherry.
- Non  poi cos male. Un solo bicchiere.
Il patto che aveva stretto con se stessa prevedeva fra l'altro di non dirgli bugie, neanche piccole; di non pronunciare parole che non fossero strettamente interpretabili come vere.
- Ho letto un casino, - gli disse. - Credo che Guerra e pace sia il miglior libro che abbia mai letto.
- Sono geloso, - disse Walter.
- Eh?
- Poter leggere Guerra e pace per la prima volta. Avere intere giornate a disposizione.
- E stato fantastico. Quel libro mi ha cambiata.
- Ti trovo un po' cambiata, in effetti.
- Non in peggio, spero.
- No. Per sei diversa.
Quella notte, a letto, Patty si tolse il pigiama e scopr con sollievo di desiderare Walter di pi, e non di meno, per quello che aveva fatto. Era piacevole, fare sesso con lui. Non era poi cos male.
- Dobbiamo farlo di pi, - gli disse.
- Quando vuoi. In qualunque momento.
Quell'estate vissero una specie di seconda luna di miele, alimentata dalla contrizione e dal nervosismo sessuale di Patty. Ce la mise tutta per essere una brava moglie, e per far contento il suo bravissimo marito, ma un resoconto completo del successo dei suoi tentativi non pu escludere le e-mail che lei e Richard cominciarono a scambiarsi pochi giorni dopo la partenza di quest'ultimo, e il permesso, che Patty gli accord alcune settimane pi tardi, di prendere un aereo per Minneapolis e rag-

giungerla al Lago Senza Nome mentre Walter accompagnava un altro gruppo di vip alle Boundary Waters. Patty cancell subito l'e-mail con i dati del volo di Richard, come aveva cancellato tutte le altre, ma non prima di aver imparato a memoria il numero del volo e l'orario di arrivo.
Una settimana prima della data stabilita, Patty si rifugi al lago in completa solitudine e si abbandon alla propria follia. Che consisteva nel bere come una spugna tutte le sere, svegliarsi qualche ora dopo in preda al panico, al rimorso e all'indecisione, poi dormire tutta la mattina, poi leggere romanzi in uno strano stato di calma sospesa, fasulla, poi saltar su e camminare avanti e indietro per pi di un'ora nei pressi del telefono, cercando di decidere se chiamare Richard per dirgli di non venire, e alla fine aprire una bottiglia per dimenticarsi di tutto per qualche ora.
Pian piano i giorni mancanti si ridussero fino a zero. L'ultima notte si ubriac al punto da vomitare, si addorment in soggiorno e riprese conoscenza di colpo prima dell'alba. Per calmare il tremito alle mani quel tanto che bastava per comporre il numero di Richard, Patty dovette sdraiarsi sul pavimento ancora grezzo della cucina.
Le rispose la segreteria telefonica. Richard aveva trovato un nuovo appartamento, pi piccolo, a qualche isolato dal vecchio. Se Patty provava a immaginarselo, le veniva in mente solo una versione pi spaziosa della stanza nera nell'appartamento dove Richard abitava con Walter, l'appartamento dove lei lo aveva soppiantato. Rifece il numero, e rispose di nuovo la segreteria. Riprov per la terza volta, e le rispose Richard.
- Non venire, - gli disse. - Non ce la faccio.
Richard non parl, ma Patty lo sentiva respirare.
- Scusami, - gli disse.
- Perch non mi richiami fra un paio d'ore. Vedi come ti senti domattina.
- Ho dato di stomaco. Ho vomitato. - Mi dispiace.
- Ti prego, non venire. Ti prometto che smetter di darti noia. Forse dovevo solo arrivare al limite, per rendermi conto che non posso farcela.
- Credo di capire.
-  giusto, vero?
- Probabilmente. S. Probabilmente  giusto.
- Non posso fargli questo.
- Bene, allora. Non vengo.
- Non  che non lo voglia. Ti sto solo chiedendo di non venire.
- Far quello che vuoi.
- No, Dio, stammi a sentire. Ti sto chiedendo di fare quello che non voglio.
Forse in quel momento, a jersey City, New jersey, Richard stava alzando gli occhi al cielo. Ma Patty sapeva che aveva voglia di vederla, che era pronto a prendere un aereo quel mattino stesso, e che l'unico modo per mettersi definitivamente d'accordo sul fatto che non doveva venire era prolungare la conversazione per due ore, continuando a girare in tondo, a mettere in scena quel conflitto irrisolvibile, finch non si fossero sentiti cos insozzati ed esausti e stufi di s e dell'altro da perdere del tutto la voglia di vedersi.
Quando infine riagganciarono, tra gli ingredienti dell'infelicit di Patty c'era la sensazione di sprecare l'amore di Richard. Lo conosceva come un uomo del tutto insofferente alle stronzate femminili, e il fatto che avesse sopportato due ore ininterrotte delle sue, vale a dire circa centodiciannove minuti in pi di quanto fosse in grado di sopportare per natura, la riempiva di gratitudine e di rammarico per lo spreco, lo spreco. Lo spreco del suo amore.
Questo la spinse - non c' quasi bisogno di dirlo - a richiamarlo venti minuti dopo e trascinarlo in una versione un po' pi breve ma perfino pi squallida della prima telefonata. Era una piccola anteprima di quello che in seguito avrebbe fatto in maniera pi prolungata con Walter a Washington: pi lei metteva alla prova la sua pazienza, e pi lui si mostrava paziente; pi lui si mostrava paziente, e pi lei faticava a lasciarlo andare. Per fortuna Richard, a differenza di Walter, aveva una pazienza tutt'altro che infinita. Alla fine sbatt gi il telefono, e non rispose quando lei lo richiam di nuovo, un'ora dopo, poco prima di quando sarebbe dovuto uscire per andare all'aeroporto di Newark.
Malgrado avesse dormito pochissimo, e malgrado aves-

se vomitato quel poco che aveva mangiato il giorno prima, Patty si senti subito pi fresca e lucida ed energica. Pul la casa, lesse met di un romanzo di joseph Conrad consigliato da Walter, e non compr altro vino. Quando Walter torn dalle Boundary Waters, gli prepar un'ottima cena e gli butt le braccia al collo e - cosa rara - lo mise un po' in imbarazzo con l'intensit del suo affetto.
Quello era il momento giusto per cercarsi un lavoro, rimettersi a studiare o darsi al volontariato. Ma c'era sempre qualcosa a trattenerla. C'era la possibilit che Joey cedesse e tornasse a casa per l'ultimo anno delle superiori. C'erano la casa e il giardino che Patty aveva trascurato in quell'anno di ubriachezza e depressione. C'era l'adorata libert di trascorrere settimane al Lago Senza Nome ogni volta che ne aveva voglia. C'era una libert pi generale che la stava uccidendo, e lei se ne rendeva conto ma non riusciva a rinunciarvi. C'era il Fine Settimana dei Genitori al college di Jessica a Philadelphia, un'occasione cui Patty si offri di partecipare al posto di Walter, che non poteva andare e che si rallegr moltissimo, perch ogni tanto temeva che lei e Jessica non fossero abbastanza unite. E poi ci furono le settimane precedenti al Fine Settimana dei Genitori, settimane di e-mail fra lei e Richard, settimane di fantasticherie sulla camera d'albergo di Philadelphia dove sarebbero stati irreperibili per un giorno e una notte interi. E poi ci furono i mesi di grave depressione dopo il Fine Settimana dei Genitori.
Patty era andata a Philadelphia il gioved, spiegando con cura a Walter che intendeva visitare la citt per conto proprio, da turista. Mentre viaggiava in taxi dall'aeroporto al centro, avverti una inattesa fitta di rammarico perch non stava facendo quello che aveva detto: perch non camminava per le strade come una donna adulta indipendente, perch non coltivava una propria vita indipendente, perch non era una turista assennata e curiosa anzich una pazza che rincorreva l'amore.
Potr sembrare incredibile, ma Patty non era pi stata in albergo da sola dai tempi della stanza numero ai, e rest molto colpita dalla camera lussuosa e moderna del Sofitel. Esamin bene tutti i comfort mentre aspettava l'arrivo di
Richard, e poi li esamin di nuovo mentre l'ora stabilita arrivava e se ne andava. Tent di guardare la televisione ma non ci riusc. Quando infine squill il telefono, era ridotta a una poltiglia di nervi.
- E successa una cosa, - disse Richard.
- Va bene. Okay. E successa una cosa. Okay -. Patty and alla finestra e guard Philadelphia. - Ed  brava a letto, questa cosa?
- Bella battuta, - disse Richard.
- Oh, dammi solo un po' di tempo, - replic Patty, - e ti reciter tutti i clich del caso. Non abbiamo neanche cominciato con la gelosia. Ecco, ora siamo al Minuto Uno della gelosia.
- Non c' nessun'altra.
- Nessuna? Non c' stata nessuna? Dio, io stessa mi sono comportata peggio di te. Nel mio piccolo di donna sposata.
- Non ho detto che non c' stata nessuna. Ho detto che non c' nessuna adesso.
Patty appoggi la testa alla finestra. - Scusami, - disse. - Mi sento troppo vecchia, troppo brutta, troppo stupida, troppo gelosa. Non sopporto di sentire quello che mi esce dalla bocca.
- Mi ha chiamato stamattina, - disse Richard.
- Chi? '
- Walter. Avrei dovuto lasciar suonare, invece ho risposto. Ha detto che si era alzato presto per accompagnarti all'aeroporto, e che gli mancavi. Ha detto che le cose tra voi vanno molto bene. "Non eravamo cos felici da anni" sono le parole che ha usato.
Patty non rispose.
- Ha detto che stavi andando a trovare Jessica, e che Jessica ne  segretamente felice, anche se teme che tu possa dire qualcosa di strano e imbarazzante, oppure che non ti piaccia il suo nuovo ragazzo. Walter, tutto considerato,  felicissimo che tu faccia questo per lei.
Patty si agitava nervosa davanti alla finestra, sforzandosi di ascoltare.
- Ha detto che gli dispiaceva di avermi raccontato certe cose, lo scorso inverno. Ha detto che non voleva mi facessi

un'idea sbagliata di te. Ha detto che lo scorso inverno  stato terribile, per via di Joey, ma che adesso va molto meglio. "Non eravamo cos felici da anni": mi sembra proprio che abbia usato queste parole.
Un conato misto a un singhiozzo le sal alla gola, uscendo
le di bocca come un rutto ridicolo e doloroso. - E questo cos'era? - esclam Richard. - Niente. Scusa.
- E cos. Insomma.
- Insomma.
- Ho deciso di non venire.
- Giusto. Capisco. Ovviamente. - Bene, allora.
- Ma perch non vieni lo stesso. Cio, tanto ormai sono qui. E poi potr tornare alla mia vita tanto felice, e tu potrai tornare nel New jersey.
- Ti sto spiegando quello che mi ha detto.
- La mia vita tanto, tanto felice.
Oh, le lusinghe dell'autocommiserazione. Cos dolce, cos irresistibile, e cos odiosa a Richard. Patty sent, in quel preciso istante, di essersi spinta troppo in l. Se avesse mantenuto la calma, avrebbe potuto usare il suo fascino per convincerlo a venire a Philadelphia. Chiss? Forse non sarebbe mai pi tornata a casa. Ma autocommiserandosi aveva mandato tutto a puttane. Man mano che Richard diventava pi freddo e distaccato, lei si compiangeva sempre di pi, e cos via, finch non fu costretta a riattaccare per abbandonarsi completamente al piacere di piangersi addosso.
Da dove veniva, quell'autocommiserazione? In dosi cos massicce? Patty viveva un'esistenza invidiabile da quasi tutti i punti di vista. Ogni giorno aveva a disposizione l'intera giornata per escogitare un modo di vivere dignitoso e soddisfacente, eppure tante possibilit di scelta e tanta libert sembravano solo renderla pi infelice. L'autobiografa  quasi costretta a concludere che si compativa proprio perch era libera.
Quella sera, a Philadelphia, si verific un breve e squallido episodio: Patty scese al bar dell'albergo con l'intenzione di rimorchiare qualcuno. Ben presto scopr che il mondo si divide tra chi riesce a sentirsi a proprio agio seduto
da solo sullo sgabello di un bar, e chi invece non ci riesce. Inoltre, gli uomini le sembravano troppo stupidi, e per la prima volta da molto tempo si ripens ubriaca e violentata, e torn nella sua stanza moderna a godersi un ulteriore attacco di autocommiserazione.
Il mattino dopo raggiunse il college di Jessica a bordo di un treno di pendolari, in uno stato di bisogno da cui non poteva venire niente di buono. Malgrado cercasse, da diciannove anni, di fare per Jessica tutto quello che sua madre non aveva fatto per lei - era sempre andata alle sue partite, non le aveva mai fatto mancare la sua approvazione, si era impratichita con la sua intricata vita sociale, l'aveva sostenuta in ogni piccolo momento di dispiacere o delusione, aveva partecipato in pieno al dramma delle sue domande di iscrizione al college ; si percepiva, come  stato gi osservato, una mancanza di vera intimit. Ci era dovuto in parte alla natura indipendente di Jessica, e in parte alle attenzioni esagerate che Patty dedicava a Joey. Era per Joey, e non per Jessica, che il cuore le traboccava d'amore. Ma la porta di Joey era chiusa a chiave, adesso, a causa dei suoi errori, e Patty arriv al bellissimo campus quacchero senza il minimo interesse per il Fine Settimana dei Genitori. Voleva solo passare un po' di tempo a tu per tu con la figlia.
Purtroppo il nuovo ragazzo di Jessica, William, non mangi la foglia. William era un biondo calciatore californiano di indole gentile, i cui genitori non erano venuti in visita. Segu Patty e Jessica a pranzo, alla lezione pomeridiana di storia dell'arte e nella stanza di Jessica, e quando Patty propose esplicitamente a Jessica di andare a cena in citt, Jessica rispose di aver gi prenotato per tre in un ristorante l vicino. Al ristorante, Patty ascolt stoica mentre Jessica spronava William a descrivere l'organizzazione filantropica che aveva fondato quando era ancora alle superiori: un programma di grottesca generosit, grazie al quale le squadre di calcio di San Francisco finanziavano l'istruzione delle ragazze povere del Malawi. A Patty non rimaneva che il vino. A met del quarto bicchiere decise che William doveva sapere che anche lei, un tempo, era stata un'eccellente atleta universitaria. Visto che Jessica si rifiutava di menzionare la sua elezione nella seconda squadra All-American, Patty fu costretta a menzionarla di persona, e visto che non voleva darsi troppe arie, decise di compensare con la storia della sua groupie, il che port alla tossicodipendenza e alla falsa leucemia di Eliza, e all'incidente che le aveva distrutto il ginocchio. Parlava ad alta voce e si credeva divertente, ma William, anzich ridere, lanciava occhiate nervose a Jessica, seduta con le braccia conserte e l'espressione imbronciata.
- E allora, dove vuoi arrivare? - disse infine Jessica.
- Da nessuna parte, - rispose Patty. - Vi sto solo raccon
tando com'erano le cose quando andavo al college. Non mi
ero accorta che non vi interessava.
- A me interessa, - intervenne premuroso William.
- Quello che interessa a me, - disse Jessica, -  il fatto
che non ne sapevo niente.
- Non ti ho mai raccontato di Eliza ?
- No. Lo avrai raccontato a Joey.
- Sono sicura di avertelo raccontato. - No, mamma. Mi dispiace. Ti sbagli.
- Be', ad ogni modo, adesso te lo sto raccontando, anche
se forse ho parlato troppo.
- Forse!
Patty si rendeva conto di comportarsi male, ma non riusciva a trattenersi. Vedendoli cos teneri l'uno con l'altra, ripensava a se stessa a diciannove anni, alla sua istruzione mediocre e alla sua relazione malata con Carter ed Eliza, e si rammaricava della propria vita, e si autocommiserava. Stava cadendo in una depressione che si aggrav a precipizio il giorno dopo, quando torn al college e dovette subire un tour del lussuoso campus, un pranzo ufficiale nel giardino della casa del rettore, e un seminario pomeridiano ("Rappresentare l'identit in un mondo multivalente") frequentato da un gran numero di altri genitori. Sembravano tutti raggianti e molto pi equilibrati di lei. Gli studenti, compresa Jessica, sembravano allegramente esperti in tutto, senza dubbio anche nello star comodi sullo sgabello di un bar, e tutti gli altri genitori sembravano fieri di loro, entusiasti di essere loro amici, e il college stesso sembrava immensamente fiero della propria ricchezza e della propria missione altruistica. Patty era stata davvero una buona
madre: era riuscita a preparare la figlia a una vita pi felice e semplice della sua; ma bastava guardare il linguaggio corporeo delle altre famiglie per accorgersi che non era stata una brava mamma per le cose pi importanti. Mentre le altre madri camminavano spalla a spalla con le figlie sui viottoli lastricati, ridendo o confrontando i rispettivi cellulari, Jessica camminava sull'erba o due passi davanti a Patty. L'unico ruolo che le concesse, quel fine settimana, fu quello della madre colpita dalla fantastica scuola della figlia. Patty fece l'impossibile per sostenere quel ruolo, ma alla fine, in preda a un attacco di depressione, si sedette su una delle sedie Adirondack sparse per il prato centrale del campus e implor Jessica di andare a cena con lei in citt senza William, il quale, grazie al cielo, quel pomeriggio aveva una partita.
Jessica la osserv circospetta da una certa distanza. - Stasera io e William dobbiamo studiare, - disse. - Di norma avrei studiato anche tutto ieri e oggi.
- Mi dispiace di avertelo impedito, - rispose Patty, con sincerit depressiva.
- Non importa, - disse Jessica. - Volevo tanto che venissi. Volevo ,che vedessi dove sto passando quattro anni della mia vita. E solo che il carico di lavoro  piuttosto elevato.
- No, certo. E fantastico. E fantastico che tu riesca a gestirlo. Sono molto fiera di te. Sul serio, Jessica. Ti stimo tantissimo.
- Be', grazie.
- E solo che... ti va di venire con me in albergo? Ho una stanza che  uno spasso. Possiamo ordinare la cena in camera e guardare un film e prendere qualcosa dal minibar. Cio, tu puoi prendere qualcosa dal minibar, io stasera non bevo. Ma tanto per passare una serata fra donne, solo noi due, per una volta. Potrai studiare per tutto il resto dell'autunno.
Teneva gli occhi fissi a terra, in attesa del giudizio di Jessica. Era dolorosamente consapevole di proporle una cosa del tutto nuova.
- Credo proprio che farei meglio a studiare, - disse Jessica. - L'ho gi promesso a William.
- Oh, andiamo, Jessie, per favore. Non morirai, per una sera. Vorrebbe dire molto, per me.

Jessica non rispose, e allora Patty si costrinse ad alzare lo sguardo. Sua figlia fissava con triste autocontrollo l'edificio principale del college, dove Patty aveva notato la perla di saggezza della Classe 1920 incisa su una lapide appesa al muro:
USA BENE LA TUA LIBERT.
- Per favore? - disse.
- No, - rispose Jessica, senza guardarla. - No! Non mi va.
- Mi dispiace di aver bevuto troppo e di aver detto tutte quelle stupidaggini, ieri sera. Vorrei che mi permettessi di rimediare.
- Non sto cercando di punirti, - disse Jessica. - Per  evidente che la mia universit non ti piace,  evidente che il mio ragazzo non ti piace...
- No,  simpatico,  carino, mi piace.  solo che sono venuta qui per vedere te, non lui.
- Mamma, io ti semplifico molto la vita. Te ne rendi conto? Non mi drogo, non faccio nessuna di quelle stronzate che fa Joey, non ti metto in imbarazzo, non faccio scenate, non ho mai fatto niente del genere...
- Lo so! E te ne sono davvero grata.
- Okay, ma allora non lamentarti se ho la mia vita e i miei amici e non mi va di riorganizzare tutto di punto in bianco per te. Tu hai solo da guadagnarci dalla mia indipendenza, e potresti almeno evitare di farmi sentire in colpa.
- Ma Jessie, stiamo parlando di una sera. E sciocco farne un affare di stato.
- Allora non farne un affare di stato.
L'autocontrollo e l'indifferenza di Jessica sembrarono a Patty una giusta punizione per come lei stessa, a diciannove anni, era stata fredda e inflessibile con sua madre. Anzi, Patty si sentiva cos in colpa che quasi ogni punizione le sarebbe parsa adeguata. Conservando le lacrime per dopo - sentendo di non meritare il vantaggio emotivo che avrebbe potuto ottenere piangendo, o correndo via imbronciata verso la stazione -, esercit il proprio autocontrollo e cen presto in mensa con Jessica e la sua compagna di stanza. Si comport da adulta anche se sentiva che, delle due, la vera adulta era Jessica.
Tornata a St Paul, Patty continu a precipitare dentro il
pozzo minerario della salute mentale, e non ricevette pi email da Richard. L'autobiografa vorrebbe poter riferire che anche Patty non gli mand pi nessuna e-mail, ma ormai la sua illimitata capacit di sbagliare, tormentarsi e autoumiliarsi dovrebbe essere evidente. L'unico messaggio che non le dispiace di aver spedito  quello scritto dopo che Walter le ebbe dato la notizia che Molly Tremain si era suicidata con i sonniferi nel suo appartamento del Lower East Side. Patty si comport al meglio in quell'e-mail, e spera che Richard la ricordi cos.
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Le altre cose che Richard stava facendo tra l'inverno e la primavera di quell'anno sono state raccontate altrove, in particolare su "People" e "Spin" ed "Entertainment Weekly", dopo l'uscita di Nameless Lake e il sorgere del "culto" di Richard Kati. Michael Stipe e jeff Tweedy furono tra le personalit che si fecero avanti per appoggiare i Walnut Surprise e confessare di essere sempre stati ammiratori segreti dei Traumatics. I maschi bianchi, trasandati e istruiti che formavano il pubblico di Richard potevano anche non essere pi giovani, ma parecchi di loro erano diventati influenti capiredattori delle terze pagine dei quotidiani.
Quanto a Walter, il risentimento che si prova quando la nostra band sconosciuta preferita finisce di colpo nella playlist di tutti, nel suo caso era moltiplicato per mille. Walter era orgoglioso, naturalmente, del fatto che il nuovo disco prendesse il nome dal lago di Dorothy, e che molte delle canzoni fossero state scritte in quella casa. Richard, inoltre, aveva misericordiosamente composto i testi in modo che la "tu" protagonista, che era Patty, venisse scambiata per la defunta Molly; e quella era la direzione in cui spingeva gli intervistatori, sapendo che Walter leggeva e conservava ogni articolo, anche il pi breve, dedicato a lui. Ma Walter era soprattutto deluso e ferito dal momento di gloria di Richard. Disse che capiva perch non lo chiamava quasi pi, capiva che aveva parecchio da fare, ma in verit non capiva affatto. La realt della loro amicizia si stava rivelando proprio quella che aveva sempre temuto. Richard, anche quando sembrava toccare il fondo, non lo toccava mai del tutto. Aveva sempre avuto il suo progetto musicale segreto, un progetto che non comprendeva Walter, e in definitiva si rivolgeva sempre direttamente ai suoi fan, senza mai perdere di vista l'obiettivo. Un paio di giornalisti musicali di secondo piano furono tanto diligenti da telefonare a Walter per intervistarlo, e il suo nome comparve su qualche pubblicazione minore, pi che altro on line, ma Richard, nelle interviste lette da Walter, si riferiva a lui semplicemente come a "un caro amico del college", e nessuna delle riviste pi importanti menzion il suo nome. A Walter non sarebbe dispiaciuto ottenere un po' di riconoscenza per il sostegno morale, intellettuale e perfino economico fornito a Richard, ma quello che lo feriva di pi era accorgersi che Richard teneva a lui molto meno di quanto lui tenesse a Richard. E Patty, che disponeva della migliore prova a favore di Richard, non poteva certo rivelarla a Walter. Quando poi Richard trovava il tempo di farsi vivo, il risentimento di Walter avvelenava le loro conversazioni, e gli faceva passare sempre di pi la voglia di telefonare.
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E cos Walter divent competitivo. Si era cullato nella convinzione di essere il fratello maggiore, e ora Richard lo aveva rimesso al suo posto. Richard, in privato, poteva anche fare pena a scacchi, nelle relazioni a lungo termine e nell'esercizio della cittadinanza, ma in pubblico era amato, ammirato e celebrato per la tenacia, la purezza d'intenti e le splendide .canzoni nuove. D'un tratto Walter cominci a odiare la casa, il giardino, la piccola vita di provincia in cui aveva sepolto tanta parte della sua esistenza e delle sue energie; Patty era sconvolta dall'amarezza con cui sminuiva i propri risultati. Poche settimane dopo l'uscita di Nameless Lake, Walter and a Houston per il primo colloquio con il megamilionario Vin Haven, e un mese pi tardi cominci a trascorrere la settimana lavorativa a Washington D.C. Era evidente a Patty, se non a Walter stesso, che la decisione di andare a Washington e creare la Fondazione del Monte Ceruleo e diventare un professionista internazionale pi ambizioso era dettata dalla competitivit. Quando i Walnut Surprise suonarono con i Wilco all'Orpheum, un venerd sera di dicembre, Walter evit perfino di tornare a St Paul in tempo per sentirli.
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Anche Patty salt il concerto. Non sopportava di ascolta
re il nuovo disco, non riusciva a superare il tempo passato in cui era scritta la seconda canzone:
Non c' mai stata nessuna come te Per me. Nessuna. Io vivo con nessuna. Amo Nessuna. Tu eri quell'una E come te nessuna Tu eri quell'una
Quell'una per me
Non c'era nessuna come te
e cos si sforz di seguire il suggerimento e relegare Richard nel passato. C'era qualcosa di eccitante, quasi da Orco di Atene, nella nuova energia di Walter, e Patty riusc a sperare che a Washingtoh li aspettasse una nuova vita. Era ancora affezionata alla casa sul Lago Senza Nome, ma aveva chiuso con quella in Barrier Street, che non era riuscita a trattenere Joey. Visit Georgetown un pomeriggio, in un sabato azzurro d'autunno quando un vento minnesotano scuoteva gli alberi ingialliti, e disse, s, okay, posso farcela. (Sapeva anche che la University of Virginia, dove Joey si era appena iscritto, si trovava poco lontano da li? Forse la sua padronanza della geografia non era cos scarsa come aveva sempre pensato?) Incredibile ma vero, solo quando arriv definitivamente a Washington - solo mentre attraversava il Rock Creek in taxi, con due valigie - Patty si ricord di aver sempre odiato la politica e i politicanti. Entr nella casa in 29th Street e si accorse, in un batter d'occhio, di aver commesso un altro errore.

2004

Rimozione delle cime
Quando Richard Katz non pot pi evitare di tornare in studio con i giovani ed entusiasti compagni della band per registrare il secondo album dei Walnut Surprise - quando ebbe esaurito tutte le modalit di procrastinazione e fuga, prima suonando in ogni citt disponibile d'America, e poi andando in tourne in paesi stranieri sempre pi remoti finch i compagni non si rifiutarono di aggiungere Cipro alle date della Turchia, e poi rompendosi l'indice sinistro mentre afferrava al volo l'edizione tascabile della fondamentale indagine di Samantha Power sui genocidi mondiali, lanciata con troppa violenza dal batterista della band, Tim, in una camera d'albergo di Ankara, e poi ritirandosi da solo in una baita sugli Adirondack per comporre la colonna sonora di un film d'autore danese finch, annoiato a morte, non scov uno spacciatore di coca a Plattsburgh e si spar su per il naso cinquemila euro di finanziamenti culturali del governo danese, e poi dandosi alla macchia per un dispendioso periodo di dissolutezza a New York e in Florida, che termin solo quando venne arrestato a Miami per guida in stato di ubriachezza e possesso di droga, e poi facendosi ricoverare alla Gubser Clinic di Tallahassee per sei settimane di disintossicazione e beffarda resistenza al vangelo della riabilitazione, e poi guarendo dal fuoco di sant'Antonio che non si era preoccupato di evitare durante un'epidemia di varicella alla Gubser, e poi svolgendo duecentocinquanta ore di lavoro socialmente utile e gradevolmente meccanico al parco della contea di Dade, e poi semplicemente rifiutandosi di rispondere al telefono e di controllare l'e-mail mentre se ne stava chiuso in casa a leggere, con il pretesto di rafforzare le difese contro le pupe e le dro-

ghe che i suoi compagni sembravano capaci di godersi senza esagerare troppo -, a quel punto mand una cartolina a Tim, dicendogli di riferire agli altri che era in bolletta e tornava a costruire terrazze a tempo pieno; e gli altri membri dei Walnut Surprise si sentirono degli idioti per averlo aspettato.
Per quel che poteva importare, Richard Katz era davvero in bolletta. Spese e ricavi erano rimasti pi o meno in pari durante l'anno e mezzo di tour della band; ogni volta che correvano il rischio di accumulare profitti, Richard aumentava le stelle degli alberghi e offriva da bere a bar pieni di ammiratori ed estranei. Anche se Nameless Lake, insieme al rinnovato interesse per le vecchie incisioni dei Traumatics, gli aveva fruttato pi soldi dei precedenti vent'anni di lavoro messi insieme, Richard era riuscito a scialacquare ogni centesimo nella ricerca del proprio io smarrito. Questi erano i fatti pi traumatici mai accaduti al leader storico dei Traumatics: i) aggiudicarsi una candidatura ai Grammy, 2) sentire la sua musica trasmessa dalla National Public Radio, e 3) dedurre, dai dati delle vendite di dicembre, che Nameless Lake era diventato il perfetto regalino di Natale da lasciare sotto il raffinato albero di centinaia di migliaia di famiglie che ascoltavano la Npr. La candidatura ai Grammy, in particolare, gli aveva procurato grande sconcerto e imbarazzo.
Katz aveva letto molti libri di sociobiologia divulgativa, e la sua opinione sulla personalit depressiva e sulla sua caparbia persistenza nel patrimonio genetico umano era che la depressione rappresentava un adattamento riuscito al dolore e alla fatica incessanti. Pessimismo, sensazione di inutilit e mancanza di valore, incapacit di trarre soddisfazione dal piacere, tormentosa consapevolezza del generale lerciume del mondo: per gli antenati paterni di Katz, ebrei scacciati da uno shtetl all'altro da implacabili antisemiti, come per i vecchi angli e sassoni di parte materna, che faticavano per coltivare segale e orzo sui terreni poveri e nelle estati brevi dell'Europa settentrionale, sentirsi perennemente male e aspettarsi il peggio erano metodi naturali per mantenersi in equilibrio con la propria condizione abietta. Dopotutto, poche cose gratificavano i soggetti depressivi pi delle pessime notizie. Questo non era certo un modo di vivere ottimale,
ma aveva i suoi vantaggi evolutivi. Nelle situazioni negative i depressivi tramandavano i propri geni, sia pure con disperazione, mentre i volenterosi si convertivano al cristianesimo o si trasferivano in localit pi amene. Le situazioni negative erano la nicchia di Katz, come le acque torbide sono la nicchia della carpa. Gli anni migliori con i Traumatics avevano coinciso con il Reagan I, il Reagan II e il Bush I; Bill Clinton (se non altro quello pre-Lewinsky) era stato un po' problematico. Ora toccava al regime di Bush II, il peggiore di tutti, e Richard avrebbe potuto ricominciare a suonare, se non gli fosse capitato l'incidente del successo. Si dibatteva qua e l come una carpa, mentre le sue branchie psichiche si sforzavano invano di trarre un po' di negativit da un'atmosfera di abbondanza e approvazione. Non era mai stato cos libero dai tempi della pubert, e neppure cos vicino al suicidio. Negli ultimi giorni del 2003 torn a costruire terrazze.
Ebbe fortuna con i primi due clienti, un paio di giovani gestori di fondi d'investimento privati che ascoltavano i Chili Peppers e non avrebbero saputo distinguere Richard Katz da Ludwig van Beethoven. Richard seg e spar chiodi sui loro tetti in relativa tranquillit. Solo al terzo lavoro, che cominci in febbraio, ebbe la sventura di incontrare qualcuno che credeva di conoscerlo. Il palazzo si trovava in White Street, fra Church e Broadway, e il cliente, un editore di libri d'arte che viveva di rendita e possedeva l'opera omnia dei Traumatics in vinile, sembr offendersi perch Katz non ricordava la sua faccia tra le poche che avevano assistito ai concerti dei Traumatics tenutisi nel corso degli anni da Maxwell's, a Hoboken.
- Ci sono tante facce, - disse Katz. - Non sono bravo con le facce.
- Quella sera che Molly  caduta dal palco, poi abbiamo bevuto tutti insieme. Ho ancora il suo tovagliolo insanguinato da qualche parte. Non ti ricordi?
- Ho un vuoto di memoria. Mi dispiace.
- Be', ad ogni modo  stato bello vedere riconosciuto il tuo talento, finalmente.
- Preferirei non parlarne, - disse Katz. - Parliamo del tuo tetto, invece.

- In pratica, voglio che tu sia creativo a mie spese, - disse il cliente. - Voglio una terrazza costruita da Richard Katz. Non riesco a immaginare che continuerai ancora per molto con questo lavoro. Non potevo crederci, quando ho sentito che ti eri messo in affari.
- Qualche vaga idea sulle misure e sulla scelta dei materiali sarebbe comunque utile.
- Quello che vuoi, davvero. Sii creativo. Non ha importanza.
- Abbi pazienza, per, e fai finta che ce l'abbia, - disse Katz. - Perch se davvero non ha importanza, non sono sicuro di...
- Copri tutto il tetto. Okay? Falla enorme -. Il cliente sembrava seccato. - Lucy vuole organizzare delle feste, quass. E uno dei motivi per cui abbiamo comprato questa casa.
Il cliente aveva un figlio, Zachary, un apprendista fighetto che frequentava l'ultimo anno della Stuy High e a quanto pareva strimpellava la chitarra, e che il primo giorno di lavoro di Katz, al ritorno da scuola, sal sul tetto e, tenendosi a distanza di sicurezza come se Katz fosse un leone alla catena, lo tempest di domande calcolate per dimostrare la propria conoscenza delle chitarre d'epoca. Katz considerava queste ultime un feticcio particolarmente fastidioso: glielo disse, e il ragazzo se ne and seccato.
Il secondo giorno, mentre Katz trasportava sul tetto un carico di legname da costruzione e assi Trex, la madre di Zachary, Lucy, gli tese un'imboscata sul pianerottolo del secondo piano per esporgli la propria opinione, non richiesta, sui Traumatics, una delle tante band di ragazzini che non le erano mai interessate, i soliti commercianti d'angoscia dalle pose adolescenziali. Poi attese, con le labbra socchiuse e un impertinente sguardo di sfida, per vedere che effetto gli faceva la sua presenza, la forza drammatica della sua persona. Come tutte le pupe di quel genere, sembrava convinta dell'originalit della provocazione. Katz aveva gi incontrato quella provocazione centinaia di volte, praticamente identica, e questo lo metteva nell'assurda posizione di sentirsi in colpa per non riuscire a fingersi provocato: di compatire il piccolo ego ardito di Lucy, galleggiante su un mare di insicurezza da
donna che invecchia. Dubitava di poter arrivare da qualche parte con lei, anche se avesse avuto voglia di provarci, ma sapeva che avrebbe ferito il suo orgoglio se non avesse compiuto almeno un tentativo simbolico di mostrarsi antipatico.
- Lo so, - disse, appoggiando le assi Trex contro il muro. - Ecco perch  stata un'importante conquista, per me, produrre un disco di veri sentimenti adulti che anche le donne potessero apprezzare.
- Cosa ti fa pensare che Nameless Lake mi sia piaciuto? - disse Lucy.
- Cosa ti fa pensare che me ne importi qualcosa? - ribatt Katz, sfacciato. Era tutta la mattina che andava su e gi dalle scale, ma ci che lo sfiniva davvero era dover recitare se stesso.
- Mi  piaciuto abbastanza, - disse Lucy. - Forse  stato solo un tantino sopravvalutato.
- Non saprei come darti torto, - rispose Katz.
Lucy se ne and seccata.
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Negli anni Ottanta e Novanta, per non indebolire il suo miglior argomento di vendita come imprenditore autonomo - il fatto che componesse musica astrusa meritevole di sostegno economico -, Katz era quasi costretto a comportarsi in maniera poco professionale. La sua clientela di base era formata da artisti di Tribeca e gente del cinema, che gli fornivano cibo e a volte droga e che avrebbero dubitato della sua dedizione all'arte se si fosse presentato al lavoro prima di met pomeriggio, avesse evitato di tampinare le donne non disponibili, o avesse rispettato i tempi di consegna e il preventivo. Adesso, con Tribeca completamente inglobato dall'industria della finanza, e con Lucy che oziava tutta la mattina sul suo letto Dux, seduta a gambe incrociate in canottiera e slip trasparenti a leggere il "New York Times " o parlare al telefono, e lo salutava dal lucernario ogni volta che lo vedeva passare, con il triangolino appena coperto e le cosce notevoli in bella vista, Richard divenne un campione di professionalit e virt protestante, arrivando alle nove in punto e smettendo diverse ore dopo il tramonto, nel tentativo di limare via un paio di giorni di lavoro e smammare prima del previsto.
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Era tornato dalla Florida con un'uguale avversione per il sesso e per la musica. Era un sentimento del tutto nuovo, per lui, e Richard era abbastanza razionale da ammettere che dipendeva dal suo stato mentale e non dalla realt. Proprio come la fondamentale uniformit dei corpi femminili non ne precludeva l'infinita variet, non c'era alcun motivo razionale di disperarsi per l'uniformit dei blocchi da costruzione della musica pop, i bicordi maggiori e minori, i 2/4 e i 4/4, lo schema A-B-A-B-C. A tutte le ore del giorno, da qualche parte nell'area urbana di New York, qualche giovane pieno d'energia stava lavorando a una canzone che, almeno per qualche ascolto - forse addirittura venti o trenta -, sarebbe sembrata fresca come il mattino della Creazione. Da quando aveva ricevuto il benservito dall'Autorit di pubblica sicurezza della Florida e si era congedato dalla sorvegliante tettona del dipartimento parchi, Marta Molina, Katz non era pi riuscito ad accendere lo stereo, a toccare uno strumento o a immaginare che un'altra donna potesse entrare nel suo letto. Non passava giorno senza che sentisse un nuovo sound interessante uscire da qualche scantinato trasformato in sala prove, o addirittura (poteva succedere) dall'ingresso di qualche Banana Republic o Gap, e senza che vedesse, per le strade di Lower Manhattan, una pupa giovane che avrebbe cambiato la vita a qualcuno; ma aveva smesso di credere che quel qualcuno potesse essere lui.
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Poi arriv un gelido gioved pomeriggio, il cielo di un grigiore uniforme, una leggera nevicata che rendeva meno negativo lo spazio negativo del profilo di downtown, velando il Woolworth Building e le sue torri fiabesche, inclinandosi dolcemente lungo i tensori del vento sopra l'Hudson e gi fino al cupo Atlantico, e distanziando Katz dalla ressa di pedoni e traffico quattro piani pi in basso. La neve bagnata sulle strade acuiva in modo gradevole il sibilo del traffico, riuscendo quasi a spegnere il suo acufene. Si sentiva doppiamente protetto, racchiuso nel grembo della neve e del lavoro manuale, mentre tagliava le assi Trex per adattarle agli spazi tortuosi fra tre comignoli. Il mezzogiorno divent crepuscolo senza che lo sfiorasse il pensiero di una sigaretta, e dato che in quel periodo gli intervalli fra le sigarette erano il suo modo di suddividere le giornate in bocconi inghiottibili, gli sembr che non fossero trascorsi pi di quindici minuti fra il panino del pranzo e l'improvvisa, sgradita apparizione di Zachary. Il ragazzo indossava una felpa con cappuccio, e quei pantaloni aderenti a vita bassa che Katz aveva notato per la pri
ma volta a Londra. - Cosa ne pensi dei Tutsi Picnic? - disse. - Ti piacciono?
- Non li conosco, - rispose Katz. - Impossibile! Non ci credo.
- Eppure  la verit, - disse Katz.
- E i Flagrants? Non sono grandissimi? Quella canzone di trentasette minuti?
- Mai avuto il piacere.
- Ehi, - esclam Zachary, per nulla scoraggiato, - cosa ne
pensi di quelle band psichedeliche di Houston che incideva
no per la Pink Pillow alla fine degli anni Sessanta? Alcune
mi ricordano un sacco le tue prime cose.
- Mi serve quel pezzo che hai sotto i piedi, - disse Katz. - Secondo me hanno influenzato la tua musica. Soprat
tutto i Peshawar Rickshaw.
- Ti dispiacerebbe alzare il piede sinistro per un secondo ? - Ehi, posso chiederti un'altra cosa? - Adesso questa sega far un po' di rumore. - Un'ultima domanda.
- Va bene.
- Fa parte del tuo processo creativo? Tornare al tuo vec
chio lavoro?
- Non ci avevo mai pensato.
- Sai, perch a scuola i miei amici me lo chiedono. Gli ho
detto che secondo me faceva parte del tuo processo. Tipo che
magari ti stavi ricollegando con l'uomo lavoratore per racco
gliere materiale per il tuo prossimo disco.
- Fammi un favore - disse Katz - e di' ai tuoi amici di
mandare i loro genitori da me, se vogliono una terrazza. La
voro dappertutto a sud di Fourteenth Street e a ovest di
Broadway.
- Sul serio,  per questo che lavori? - Questa sega fa molto rumore.
- Okay, ma un'ultima domanda? Giuro che  l'ultima.
Posso intervistarti ?
Katz accese la sega.
- Per favore? - disse Zachary. - C' una ragazza nella mia classe che va matta per Nameless Lake. Riuscirei senz'altro a farmi notare, se potessi registrare una breve intervista in digitale e metterla on line.
Katz pos la sega e scrut Zachary con seriet. - Tu suoni la chitarra e mi vieni a dire che non riesci a farti notare dalle ragazze?
- Be', da questa in particolare no. Ha gusti pi convenzionali. E una battaglia difficile.
- E devi avere proprio quella, non puoi vivere senza di lei. - Infatti.
- Ed  all'ultimo anno, - disse Katz prima di poterselo impedire, per un vecchio riflesso calcolatore. - Non ha saltato classi o roba del genere.
- Non che io sappia.
- Si chiama?
- Caitlyn.
- Portala qui domani, dopo la scuola.
- Ma non ci creder, quando le dir che sei qui. E per questo che voglio intervistarti, per dimostrare che  vero. Poi vorr venire a conoscerti.
A Katz mancavano due giorni per arrivare a otto settimane di castit. Nelle sette settimane precedenti, ripudiare il sesso gli era sembrato il naturale complemento dell'astinenza da droghe e alcol: una forma di virt rinforzava l'altra. Meno di cinque ore prima, lanciando un'occhiata alla madre esibizionista di ZAchary attraverso il lucernario, aveva provato un'indifferenza che rasentava la nausea. Ma ora, d'un tratto, con lucidit divinatoria, vide che avrebbe mancato di un giorno l'obiettivo delle otto settimane: si sarebbe dedicato alla meticolosa conquista di Caitlyn, prima cancellando gli innumerevoli momenti di consapevolezza che lo separavano dalla sera del giorno dopo con l'immagine del milione di facce e corpi diversi che la ragazza poteva avere, e poi esercitando la propria maestria e godendone i frutti, il tutto allo scopo discutibile di schiacciare Zachary e disilludere un'ammiratrice diciottenne dai gusti "convenzionali". Cap di aver trasformato in virt un semplice disinteresse per il vizio.
- Allora, facciamo cos, - disse. - Tu prepari l'intervista, pensi alle tue domandine, e io vengo gi fra un paio d'ore. Ma domani voglio vedere i risultati. Voglio vedere che non  una presa per il culo.
- Grandissimo, - disse Zachary.
- Per hai sentito cosa ho detto, giusto? Ho chiuso con le interviste. Se faccio un'eccezione,  per ottenere un risultato.
- Giuro che vorr venire. Vorr senz'altro conoscerti.
- Bene, allora vai a riflettere sull'enorme favore che ti sto facendo. Scender verso le sette.
Erano calate le tenebre. La neve si era ridotta a nevischio, ed era cominciato l'incubo notturno del traffico nell'Holland Tunnel. Tutte le linee della metropolitana tranne due, oltre all'indispensabile Path, confluivano a meno di trecento metri da dove si trovava Katz. Era ancora il punto di convergenza del mondo, quel quartiere. L c'era la cicatrice illuminata a giorno del World Trade Center, c'era il mucchio d'oro della Federal Reserve, c'erano le Tombs e Wall Street e City Hall, la Morgan Stanley e l'American Express e i monoliti senza finestre della Verizon, l'emozionante vista dal porto sulla lontana Libert rivestita di ossido verde. I burocrati che facevano funzionare la citt, le donne corpulente e gli uomini nerboruti affollavano Chambers Street con ombrellini dai colori vivaci, diretti a casa, a Queens e Brooklyn. Per un istante, prima di accendere i fari da lavoro, Katz si sent quasi felice, quasi di nuovo a proprio agio con se stesso; ma due ore dopo, quando cominci a mettere via gli attrezzi, era ormai consapevole di tutti i motivi per cui odiava gi Caitlyn, e di quanto fosse strano e crudele un universo che gli faceva venir voglia di scoparsi una pupa perch la odiava, e del brutto epilogo che avrebbe avuto quell'episodio, come tanti altri in precedenza, e di come fosse sul punto di sprecare tutto il suo periodo di purificazione. Quello spreco gli rendeva Caitlyn ancora pi odiosa.
Eppure era importante schiacciare Zachary. Il ragazzo aveva la sua sala prove personale, uno spazio cubico rivestito di schiuma fonoisolante e cosparso di chitarre, pi di quante Katz ne avesse possedute in trent'anni. Gi solo per la tecnica, a giudicare da quanto Katz aveva sentito di sfuggita nei

suoi andirivieni, il ragazzo era un solista pi megalomane di quanto Katz era o sarebbe mai stato. Ma lo stesso valeva per altri centomila adolescenti americani. E allora? Anzich frustrare le ambizioni indirette del padre rocchettaro appassionandosi di entomologia o di strumenti finanziari derivati, Zachary scimmiottava diligentemente Jimi Hendrix. Qualcuno, da quelle parti, mancava di immaginazione.
Il ragazzo stava aspettando nella sala prove con un portatile Apple e la lista delle domande stampata quando Katz entr, con il naso che colava e le mani doloranti per lo sbalzo di temperatura. Zachary gli indic la sedia pieghevole a lui destinata. - Senti, - disse, - ti andrebbe di suonare una canzone all'inizio, e poi magari un'altra alla fine?
- No, non mi va, - disse Katz.
- Una sola. Sarebbe fichissimo.
- Fammi queste domande, okay? E gi abbastanza umiliante cos.

D: Allora, Richard Katz, sono passati tre anni da Nameless Lake, e due anni precisi dalla candidatura al Grammy dei Walnut Surprise. Puoi raccontarmi un po' come  cambiata la tua vita da allora?
R: Non posso rispondere a questa domanda. Devi farmene una migliore.
D: Be', magari puoi raccontarmi qualcosa sulla tua decisione di tornare al lavoro manuale. Hai un blocco creativo ?
R: Devi proprio cambiare rotta.
D: Okay. Cosa ne pensi della rivoluzione degli mp3 ?
R: Ah, rivoluzione, wow. E bello risentire la parola "rivoluzione". E bello che adesso una canzone costi come un pacchetto di gomme e abbia esattamente la stessa durata, finch non perde sapore e tu devi comprarne un'altra. Quell'epoca che si  finalmente conclusa, non so bene quando, forse ieri - sai, quell'epoca in cui fingevamo che il rock fosse il flagello del conformismo e del consumismo, anzich la loro ancella consacrata -, quell'epoca mi irritava molto. Credo che sia un bene, per la sincerit del rock e per il paese in generale, che finalmente possiamo
vedere Bob Dylan e Iggy Pop per ci che erano davvero: fabbricanti di Chiclets alla menta.
D: Quindi stai dicendo che il rock ha perso la sua indole sovversiva ?
R: Sto dicendo che non ha mai avuto un'indole sovversiva. Si  sempre trattato di gomme alla menta, solo che ci divertivamo a fingere il contrario. D: E cosa mi dici della svolta elettrica di Dylan? R: Se vuoi occuparti di storia antica, allora parliamo della Rivoluzione francese. Ti ricordi quando, come si chiama, quel rocker che scrisse La Marsigliese, Jean Jacques Vattelappesca... ti ricordi quando la sua canzone cominci a venire trasmessa sempre pi spesso, nel i792, e d'un tratto i contadini si ribellarono e sconfissero l'aristocrazia? Quella  una canzone che ha cambiato il mondo. I contadini avevano solo bisogno di un po' di grinta. Il resto l'avevano gi: schiavit umiliante, miseria opprimente, debiti schiaccianti, condizioni di lavoro orribili. Ma senza una canzone, ragazzo, tutto questo non voleva dire niente. Lo stile sans-culotte fu quello che cambi davvero il mondo.
D: E allora, quale sar la prossima mossa di Richard Katz ? R: Sto entrando in politica con il Partito repubblicano. D: Ha ha.
R: Sul serio. La candidatura al Grammy  stato un onore cos inaspettato che ho il dovere morale di sfruttarla al meglio in questo critico anno elettorale. Mi  stata offerta l'occasione di partecipare al mainstream pop, fabbricare gomme da masticare, e cercare di persuadere i quattordicenni che lo stile dei prodotti Apple  una dimostrazione dell'impegno della Apple a migliorare il mondo. Perch migliorare il mondo  cool, giusto? E la Apple si impegna senz'altro molto pi degli altri, perch gli iPod sono molto pi cool degli altri lettori mp3, ed  per questo che costano molto di pi e sono incompatibili con il software delle altre aziende, perch... be', a dire il vero non  molto chiaro perch, in un mondo migliore, i prodotti pi cool debbano portare i profitti pi osceni a un minuscolo numero di abitanti di questo mondo migliore. Potrebbe es-

sere il caso di fare un passo indietro e guardare le cose in prospettiva, per accorgerti che  il fatto stesso di possedere un iPod a rendere il mondo un posto migliore. Ed  questo che trovo cos rigenerante, nel Partito repubblicano. Il compito di decidere come sar un mondo migliore  lasciato all'individuo. E il partito della libert, giusto? Ecco perch non capisco come facciano quegli intolleranti cristiani moralisti ad avere tanto potere al suo interno. Quella  gente contraria alla libera scelta. Alcuni si oppongono addirittura all'adorazione del denaro e dei beni materiali. Credo che l'iPod sia la vera faccia della politica repubblicana, e ritengo che l'industria musicale debba pronunciarsi con chiarezza, e diventare pi attiva politicamente, e uscire allo scoperto e dirlo chiaro e tondo: noi fabbricanti di Chiclets non siamo interessati alla giustizia sociale, a ricevere notizie precise, obiettive e verificabili, alla dignit del lavoro, a un insieme coerente di ideali nazionali o alla saggezza. A noi interessa scegliere quello che NOI vogliamo ascoltare, e ignorare tutto il resto. Ci interessa prendere in giro quelli cos maleducati da non voler essere cool come noi. Ci interessa concederci qualche sciocca soddisfazione ogni cinque minuti. Ci interessano l'applicazione e lo sfruttamento assoluti dei nostri diritti di propriet intellettuale. Ci interessa persuadere bambini di dieci anni a spendere venticinque dollari per una piccola custodia in silicone per iPod, un prodotto molto cool realizzato da una consociata Apple al costo di trentanove centesimi.
D: No, sul serio. Alla cerimonia dei Grammy dell'anno scorso c'era un'atmosfera nettamente contraria alla guerra. Parecchi candidati sono stati molto espliciti. Pensi che i musicisti famosi debbano diventare modelli di comportamento?
R: Io io io, compra compra compra, divertirsi divertirsi divertirsi. Resta seduto nel tuo piccolo mondo, a dondolarti con gli occhi chiusi. Quel che sto cercando di dire  che siamo gi perfetti modelli di comportamento repubblicano.
D: Se  cos, allora perch alla cerimonia dell'anno scor
so hanno mandato un censore a controllare che nessuno si pronunciasse contro la guerra? Stai dicendo che Sheryl Crow  repubblicana?
R: Lo spero. Sembra tanto una brava persona, non vorrei proprio che fosse democratica. D: Ha protestato a gran voce contro la guerra.
R: Credi che George Bush detesti davvero i gay? Credi che personalmente gliene freghi qualcosa dell'aborto? Credi che Dick Cheney pensi davvero che l'undici settembre l'abbia architettato Saddam Hussein? Sheryl Crow  una fabbricante di gomme da masticare, e te lo dico in qualit di vecchio fabbricante di gomme da masticare. La persona che ascolta l'opinione di Sheryl Crow sulla guerra in Iraq  la stessa persona che comprer un lettore mp3 a un prezzo osceno perch Bono Vox gli fa una pubblicit smaccata.
D: Ma in una societ c' posto anche per i leader, giusto? Non era questo che l'America delle multinazionali stava cercando di soffocare, alla cerimonia dei Grammy? Le voci dei potenziali leader di un movimento contro la guerra?
R: Tu vorresti che l'amministratore delegato della Chiclets diventasse il leader della lotta contro la carie? Che usasse gli stessi metodi pubblicitari per vendere gomme e per dire al mondo che le gomme fanno male? So di aver appena fatto una battuta su Bono, ma lui ha pi integrit di tutto il resto del mondo musicale messo insieme. Se accumuli una fortuna vendendo Chiclets, puoi anche metterti a vendere costosissimi iPod, gi che ci sei, e diventare ancora pi ricco, e poi usare soldi e prestigio per farti invitare alla Casa Bianca e cercare di combinare davvero qualcosa di buono in Africa. Cio: sii uomo, datti da fare, ammetti che fai parte della classe dominante, e che credi nella classe dominante, e che faresti qualunque cosa per consolidare la tua posizione al suo interno. D: Stai dicendo che hai approvato l'invasione dell'Iraq? R: Sto dicendo che se l'invasione dell'Iraq fosse stata una cosa che un tipo come me poteva approvare, non si sarebbe mai verificata.

D: Torniamo per un istante alla persona Richard Katz. R: No, spegniamo quella tua macchinetta. Direi che abbiamo finito.

-  stato fantastico, - disse Zachary, puntando e cliccando. - Davvero perfetto. Lo metto subito in rete e mando il link a Caitlyn.
- Hai il suo indirizzo e-mail?
- No, ma conosco chi ce l'ha.
- Allora vi vedr entrambi domani, dopo la scuola.
Katz s'incammin lungo Church Street verso il Path, sotto la ben nota nube di rimorso post-intervista. Non temeva di aver offeso qualcuno; offendere era il suo mestiere. Temeva di essere sembrato patetico: il talento palesemente esaurito che si rivaleva demolendo chi se la passava meglio di lui. Non poteva soffrire la persona che purtroppo aveva di nuovo dimostrato di essere. E questa, naturalmente, era la pi semplice definizione di depressione che conosceva: non poter soffrire se stessi.
Al suo arrivo a jersey City si ferm dal venditore di gyro che gli forniva tre o quattro cene alla settimana, ne usc con un sacchetto puzzolente stracolmo di pita e carne di pessima qualit, e sal le scale del suo appartamento, da cui era stato lontano cos spesso negli ultimi due anni e mezzo da sentirlo ormai ostile, come se non volesse pi appartenergli. Un tiro di coca avrebbe cambiato tutto - avrebbe restituito all'appartamento l'aura di cordialit perduta -, ma giusto per qualche ora, o al massimo per qualche giorno, dopodich avrebbe solo peggiorato la situazione. L'unica stanza che gli piaceva ancora un po' era la cucina, dove la violenta luce fluorescente si intonava al suo umore. Si sedette al vecchio tavolo dal piano smaltato e cerc di distrarsi dal sapore della cena leggendo Thomas Bernhard, il suo nuovo scrittore preferito.
Dietro di lui, sopra un ripiano gremito di piatti non lavati, squill il telefono fisso. Sul display apparve il nome
WALTER BERGLUND.
- Walter, mia coscienza, - disse Katz. - Perch mi disturbi proprio adesso?
Era tentato, suo malgrado, di tirare su la cornetta perch
negli ultimi tempi Walter gli mancava, ma si ricord appena in tempo che poteva benissimo essere Patty che lo chiamava dal telefono di casa. Dall'esperienza con Molly Tremain aveva imparato che era meglio non tentare di salvare una donna che stava annegando, a meno che non fosse pronto ad annegare anche lui, e cos era rimasto a guardare dal molo mentre Patty si dibatteva e invocava aiuto. Adesso non voleva neanche sapere come stava. Il grande vantaggio di aver protratto fino alla morte il tour di Nameless Lake - verso la fine riusciva a immergersi in lunghi flussi di pensiero mentre suonava, riesaminando la situazione economica della band, riflettendo su come procurarsi nuove droghe e provando rimorso per l'ultima intervista, senza perdere il ritmo o saltare un verso - era stato lo svuotamento di significato dei testi, la separazione permartente delle canzoni dallo stato di tristezza (per Molly, per Patty) in cui le aveva scritte. Era addirittura arrivato al punto di credere che il tour avesse dato fondo alla tristezza. Ma non aveva la minima intenzione di toccare il telefono mentre stava ancora suonando.
Subito dopo, tuttavia, controll la segreteria telefonica.
" Richard ? Sono Walter... Berglund. Non so se ci sei, probabilmente sarai all'estero, per mi chiedevo se domani non fossi per caso in giro. Devo venire a New York per lavoro, e ho una piccola proposta da farti. Scusa se ti avviso all'ultimo momento. Pi che altro volevo salutarti. Ti saluta anche Patty. Spero che vada tutto bene! "
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Erano passati due anni dall'ultima volta che aveva parlato con Walter. Con il prolungarsi del silenzio, Katz aveva cominciato a pensare che Patty, in un momento di stupidit o angoscia, gli avesse confessato quanto era accaduto al Lago Senza Nome. Walter, con il suo femminismo, la sua esasperante discriminazione al contrario, avrebbe subito perdonato Patty e lasciato Katz ad accollarsi la responsabilit del tradimento. Era proprio strano: le circostanze continuavano a far s che Katz, che non aveva mai paura di nessuno, si sentisse sminuito e intimidito da Walter. Rinunciando a Patty, sacrificando il proprio piacere e deludendola brutalmente per salvare il suo matrimonio, si era elevato per un momento al

livello superiore di Walter, ma in cambio del disturbo aveva solo ottenuto di invidiare l'amico per come dava per scontato il possesso della moglie. Aveva tentato di fingere che interrompeva le comunicazioni con i Berglund per far loro un favore, ma soprattutto non voleva sentirsi dire che erano tranquilli e felicemente sposati.
Katz non sapeva di preciso perch Walter fosse cos importante per lui. Si trattava senz'altro, almeno in parte, di un semplice effetto retroattivo: un attaccamento creatosi a un'et impressionabile, prima che i contorni della personalit si fossero formati del tutto. Walter si era insinuato nella sua vita prima che Katz chiudesse la porta sul mondo della gente ordinaria e legasse la propria sorte a quella di emarginati e disadattati. Non che Walter fosse poi cos ordinario. Era un inguaribile ingenuo, ma era anche molto scaltro e tenace e beninformato. E poi c'era la complicazione di Patty, la quale, anche se per molto tempo si era sforzata di fingere il contrario, era ancora meno ordinaria di Walter, e poi l'ulteriore complicazione che Katz era attratto da Patty almeno quanto lo era Walter, e probabilmente pi attratto da Walter di quanto lo era Patty. E questo era proprio strano. Nessun uomo gli riscaldava i lombi come Walter, quando si rivedevano dopo una lunga assenza. Quel calore inguinale non c'entrava con il sesso, con l'attrazione omosessuale, non pi dell'erezione che gli veniva davanti a un primo tiro di coca a lungo pregustato, ma aveva senz'altro qualcosa di profondo e chimico. Qualcosa che insisteva per farsi chiamare amore. Era stato contento di vedere i Berglund mentre la famiglia cresceva, di conoscerli, di sapere che erano laggi, nel Midwest, con la loro vita felice nella quale lui poteva entrare per un po' quando si sentiva gi di corda. E poi l'aveva distrutta, quella vita, permettendosi di trascorrere una notte in una casa di vacanza con un'ex giocatrice di pallacanestro specializzata nell'approfittare delle minime occasioni. Il suo rifugio domestico dal tepore uniforme era sprofondato, nel giro di una notte, nel microcosmo torrido e affamato della fica di Patty. Alla quale non riusciva ancora a capacitarsi di avere avuto accesso per un tempo cos crudelmente limitato.
"Ti saluta anche Patty".
- S, vaffanculo, - disse Katz, mangiando il gyro. Ma non appena ebbe rimpiazzato l'appetito con un profondo malessere gastrico dovuto al modo in cui lo aveva soddisfatto, richiam Walter. Per fortuna rispose lui.
- Allora, cosa mi dici? - disse Katz.
- Cosa mi dici tu? - ribatt Walter, in tono di frivola gentilezza. - Sei stato dappertutto, o sbaglio?
- Gi, a cantare il corpo elettrico. Momenti esaltanti.
- Canta che ti passa.
- Infatti. Nella prigione della contea di Dade.
- S, l'ho letto. A proposito, cosa diamine ci facevi in Florida ?
- Una pupa sudamericana che avevo scambiato per un essere umano.
- Immaginavo che c'entrasse con la fama, - disse Walter. - "La fama esige ogni sorta di eccesso". Ricordo che ne parlavamo.
- Be', per fortuna non mi riguarda pi. Sono sceso dall'autobus.
- Cosa vuoi dire?
- Sono tornato a costruire terrazze.
- Terrazze? Stai scherzando? E assurdo! In questo momento dovresti essere impegnato a devastare stanze d'albergo e incidere canzoni pi repellenti e incazzate che mai.
- Roba vecchia, amico mio. Sto facendo l'unica cosa onorevole che mi  venuta in mente.
- Ma  un tale spreco !
- Attento a quello che dici. Potresti offendermi.
- Sul serio, Richard, tu sei un grande talento. Non puoi smettere solo perch alla gente  piaciuto uno dei tuoi album.
- "Grande talento". E come dire a qualcuno che  un genio a tris. Stiamo parlando di musica pop.
- Wow, wow, wow, - fece Walter. - Non mi aspettavo niente del genere. Pensavo che stessi finendo un disco e fossi pronto per un altro tour. Ti avrei chiamato prima, se avessi saputo che costruivi terrazze. Non volevo disturbarti.
- Non mi disturbi mai.
- Be', non ti ho pi sentito, ho pensato che avessi da fare.
- Mea culpa, - disse Katz. - E voi come state? Tutto bene?

- Pi o meno. Lo sapevi che ci siamo trasferiti a Washington, vero?
Katz chiuse gli occhi, sferzando i neuroni per costringerli a fornire un ricordo convalidante. - S, - disse. - Lo sapevo, mi pare.
- Be', qui c' una situazione un po' complicata. A dire il vero,  per questo che ti ho chiamato. Ho una proposta da farti. Hai tempo domani pomeriggio? Sul tardi?
- No, nel tardo pomeriggio non posso. Facciamo al mattino ?
Walter gli spieg che aveva un appuntamento con Robert Kennedy jr a mezzogiorno, e doveva tornare a Washington in serata perch sabato mattina aveva un aereo per il Texas. - Potremmo parlare al telefono adesso, - prosegu, - ma la mia assistente ci tiene molto a incontrarti. E con lei che lavoreresti. Preferirei non rubarle la scena raccontandoti tutto adesso.
- La tua assistente, - disse Katz.
- Lalitha. Giovanissima e molto in gamba. In realt vive nel nostro stesso palazzo, al piano sopra di noi. Credo che ti piacer parecchio.
La nota vivace ed esaltata nella voce di Walter, quel pizzico di eccitazione o senso di colpa nelle parole "in realt": niente di tutto questo sfugg all'attenzione di Katz.
- Lalitha, - disse. - Che razza di nome ?
- Indiano. Bengalese. E cresciuta in Missouri. In realt  molto bella.
- Capisco. E cosa riguarda la sua proposta? - La salvezza del pianeta.
- Capisco.
Katz sospettava che Walter stesse deliberatamente usando quella Lalitha come esca, e il fatto che pensasse di poterlo raggirare con tanta facilit era piuttosto seccante. E tuttavia - poich Walter non era tipo da definire bella una femmina senza motivo - il raggiro era riuscito, e Katz moriva dalla curiosit.
- Fammi vedere se riesco a organizzarmi per domani pomeriggio, - disse.
- Fantastico, - disse Walter.
Sar quel che sar, e quel che non sar non sar, pens Katz. Stando alla sua esperienza, far aspettare una pupa non era quasi mai una cattiva idea. Telefon in White Street e inform Zachary che l'incontro con Caitlyn era posticipato.
Il pomeriggio seguente, alle tre e un quarto, con appena quindici minuti di ritardo, Katz entr a grandi passi da Walker's e vide Walter e la pupa indiana in attesa a un tavolo d'angolo. Ancora prima di arrivare al tavolo, cap di non avere la minima possibilit. C'erano diciotto segnali del linguaggio corporeo con cui le donne indicavano disponibilit e sottomissione, e Lalitha ne stava usando una buona dozzina con Walter. Sembrava un'illustrazione animata della frase "pendere dalle sue labbra". Quando Walter si alz da tavola per abbracciare Katz, gli occhi della ragazza rimasero puntati su di lui; l'universo aveva davvero preso una piega imprevista. Era la prima volta che Katz vedeva Walter con quell'aria maschia, capace di far girare una testolina graziosa. Indossava un bell'abito scuro e aveva acquisito una certa stazza da uomo di mezza et. Le spalle avevano una nuova ampiezza, e il petto una nuova prominenza. - Richard, ti presento Lalitha, - disse.
- Molto piacere, - disse Lalitha stringendogli la mano con scioltezza, senza aggiungere che si sentiva onorata, o elettrizzata, o che era una sua grande ammiratrice.
Katz si accasci sulla sedia, colpito a tradimento da una terribile scoperta: contrariamente alle bugie che si era sempre raccontato, le donne di Walter lo attraevano non a dispetto della loro amicizia, ma proprio a causa di essa. Da due anni era costantemente oppresso dall'ammirazione delle fan, e adesso d'un tratto era deluso di non suscitare la stessa ammirazione in Lalitha, solo per il modo in cui lei guardava Walter. La ragazza, scura di carnagione, era una complessa miscela di rotondit e snellezza. Occhi rotondi, viso rotondo, seni rotondi; snella nel collo e nelle braccia. Un sette pieno che poteva diventare un otto se si fosse impegnata un pochino di pi. Katz si pass una mano fra i capelli, scuotendo via un po' di polvere di Trex. Il suo vecchio amico e nemico, invece, era raggiante di gioia incontaminata.
- Allora, cosa mi dici, - esord Katz.

- Be', c' molto da dire, - rispose Walter. - Da dove cominciare?
- Bell'abito, tra parentesi. Ti sta bene.
- Oh, ti piace? - Walter si guard. - Me lo ha fatto prendere Lalitha.
- Continuavo a dirgli che il suo guardaroba faceva schifo, - disse la ragazza. - Non comprava un abito nuovo da dieci anni!
Aveva un lieve accento del subcontinente, percussivo, spiccio, e parlava di Walter in tono padronale. Se il suo corpo non avesse mostrato tutta quell'ansia di piacere, Katz avrebbe pensato che Walter le appartenesse gi.
- Anche tu stai bene, - disse Walter.
- Grazie della bugia.
- No, hai un bell'aspetto, somigli un po' a Keith Richards. - Ah, adesso siamo sinceri. Keith Richards somiglia al lu
po con la cuffietta della nonna. Sai, la fascia per i capelli... Walter consult Lalitha. - Ti sembra che Richard somi
gli a una nonna?
- No, - rispose lei, con una o breve e rotonda.
- E cos stai a Washington, - disse Katz.
- S,  una situazione un po' strana, - rispose Walter. - Lavoro per un tizio di Houston che si chiama Vin Haven, un pezzo grosso del petrolio e del gas. Il padre di sua moglie era un repubblicano della vecchia guardia. Ha lavorato nei governi Nixon, Ford e Reagan. Le ha lasciato un palazzo a Georgetown che non usavano quasi mai. Poi Vin ha istituito la Fondazione, ha messo gli uffici al pianterreno e ha venduto a me e Patty il primo e il secondo piano, a un prezzo fuori mercato. C' anche l'appartamentino della governante all'ultimo piano, dove abita Lalitha.
- Ho uno dei tragitti casa-lavoro pi brevi di tutta Washington, - disse Lalitha. - Walter fa ancora meno strada del Presidente. Abbiamo la cucina in comune.
- Comodo, - disse Katz, lanciando uno sguardo eloquente a Walter, che sembr non farci caso. - E cos' questa Fondazione ?
- Mi sembra di avertelo detto l'ultima volta che abbiamo parlato
- In quel periodo ero drogato marcio, dovrai ripetermi tutto almeno due volte.
-  la Fondazione del Monte Ceruleo, - disse Lalitha. - Un approccio completamente nuovo alla salvaguardia dell'ambiente. Un'idea di Walter.
- A dire il vero, l'idea  stata di Vin, almeno all'inizio.
- Ma le idee davvero originali sono tutte di Walter, - assicur Lalitha a Katz.
Una cameriera (niente di speciale, una che Katz conosceva e aveva gi scartato) venne a prendere le ordinazioni per i caff, e Walter si lanci nella storia della Fondazione del Monte Ceruleo. Vin Haven, disse, era un uomo molto singolare. Lui e sua moglie Kiki erano grandi amanti degli uccelli, e si dava il caso fossero anche amici personali di George e Laura Bush e Dick e Lynne Cheney. Vin aveva accumulato un patrimonio a nove cifre sperperando denaro con profitto nei pozzi di petrolio e gas di Texas e Oklahoma. Adesso stava invecchiando, e dato che lui e Kiki non avevano figli, aveva deciso di scialacquare pi della met del proprio gruzzolo nella salvaguardia di un'unica specie di uccello, la dendroica cerulea, che, disse Walter, oltre a essere una bellissima creatura, era anche l'uccello canoro in pi rapido declino del Nordamerica.
- E il nostro simbolo, - disse Lalitha, tirando fuori un opuscolo dalla valigetta.
Il volatile sulla copertina aveva un'aria del tutto insignificante. Azzurrognolo, piccolo, poco intelligente. - S,  senz'altro un uccello, - disse Katz.
- Aspetta, - disse Lalitha. - Non si tratta solo dell'uccello. C' ben di pi. Aspetta che Walter ti racconti il suo sogno.
Sogno! Katz cominciava a pensare che il vero scopo di Walter nell'organizzare quell'incontro fosse infliggergli lo spettacolo di una venticinquenne piuttosto carina che lo adorava.
La dendroica cerulea, disse Walter, si riproduceva solo nelle foreste temperate di latifoglie mature, e aveva la sua roccaforte negli Appalachi centrali. Una popolazione particolarmente numerosa si trovava nel West Virginia meridionale, e Vin Haven, forte dei suoi legami con l'industria dell'energia non rinnovabile, aveva fiutato l'occasione di unirsi alle societ del carbone per creare un'enorme riserva privata permanente, per la dendroica e altre specie minacciate delle foreste di latifoglie. Le societ del carbone avevano motivo di temere che la dendroica venisse presto inserita tra le specie ufficialmente in pericolo di estinzione, con potenziali effetti dannosi sulla loro libert di abbattere foreste e spianare montagne. Vin credeva di poterle convincere ad aiutare la dendroica, tenendola fuori dalla lista delle specie in pericolo di estinzione e guadagnandosi cos un po' di indispensabile pubblicit positiva, in cambio della garanzia di poter continuare a estrarre il carbone. Ed era cos che Walter si era assicurato il posto di direttore esecutivo della Fondazione. In Minnesota, lavorando per la Nature Conservancy, aveva costruito buone relazioni con le societ minerarie, ed era insolitamente aperto a una collaborazione costruttiva con la gente del carbone.
- Il signor Haven ha incontrato una mezza dozzina di altri candidati prima di Walter, - disse Lalitha. - Alcuni si sono alzati e l'hanno piantato in asso nel bel mezzo del colloquio. Tutta gente di vedute ristrette, spaventata dalle possibili critiche! Nessuno, eccetto Walter, ha saputo scorgere le potenzialit per chi  disposto a correre un grosso rischio e non badare troppo alle convinzioni comuni.
Walter reag con una smorfia al complimento, che per aveva evidentemente gradito. - Avevano tutti un lavoro migliore del mio. Rischiavano pi di me.
- Ma che razza di ambientalista , uno che pensa a salvare il suo lavoro prima che a salvare la terra?
- Be', ce ne sono tanti, purtroppo. Hanno una famiglia, delle responsabilit.
- Anche tu !
- Ammettilo, sei un tipo troppo speciale, - disse Katz in tono poco gentile. Nutriva ancora la speranza di scoprire, al momento di alzarsi da tavola, che Lalitha aveva il sedere largo o le cosce grosse.
Per contribuire alla salvaguardia della dendroica cerulea, spieg Walter, la Fondazione mirava a creare una distesa di duecentocinquanta chilometri quadrati priva di strade - soprannominata per il momento Rifugio Ceruleo - nella contea di Wyoming, in West Virginia, circondata da una " zona cuscinetto" aperta alla caccia e allo svago motorizzato. Per potersi permettere i diritti di superficie e minerari su un'area cos vasta, la Fondazione doveva prima autorizzare l'estrazione del carbone in quasi un terzo del terreno, tramite la rimozione delle cime. Quella era la prospettiva che aveva messo in fuga gli altri candidati. La rimozione delle cime, cos come veniva effettuata di solito, era una pratica deplorevole dal punto di vista ecologico: creste montuose spianate con l'esplosivo per mettere a nudo gli strati di carbone sottostanti, valli limitrofe riempite di detriti, corsi d'acqua ricchi di biodiversit distrutti. Walter, tuttavia, era convinto che un'opera di risanamento ben gestita potesse mitigare molti pi danni di quanto si pensasse; e il grande vantaggio di un terreno sfruttato a fondo era che nessuno l'avrebbe mai pi sventrato.
Katz stava ricordando che, fra le cose che gli mancavano di Walter, c'era la sua capacit di discutere di idee concrete. - Ma il carbone non doveva rimanere sottoterra? - disse. - Credevo lo odiassimo, il carbone.
- Questa  una discussione pi lunga, da farsi in un altro momento, - rispose Walter.
- Walter ha idee eccellenti e originali sui combustibili fossili in rapporto al nucleare e all'eolico, - disse Lalitha.
- Basti dire che siamo realistici riguardo al carbone, - disse Walter.
Ancora pi interessanti, prosegu, erano i soldi che la Fondazione stava riversando in Sudamerica, dove la dendroica cerulea, come tanti altri uccelli canori nordamericani, passava l'inverno. Le foreste andine stavano scomparendo a ritmo devastante, e da due anni Walter andava in Colombia una volta al mese per comprare grossi appezzamenti di terreno, e per collaborare con le Ong locali che promuovevano l'ecoturismo e aiutavano i contadini a sostituire le stufe a legna con sistemi di riscaldamento solari ed elettrici. Con un dollaro si andava ancora lontano nell'emisfero meridionale, e la met sudamericana del Parco Ceruleo Panamericano era gi completata.
- Il signor Haven non aveva pensato al Sudamerica, - disse Lalitha. - Aveva trascurato in pieno quell'aspetto del problema, finch Walter non glielo ha fatto notare.
- Al di l di tutto, - disse Walter, - ho pensato ci fossero dei vantaggi educativi nel creare un parco esteso su due continenti. Cos facciamo capire che tutto  interconnesso. Pi avanti vorremmo anche finanziare alcune riserve pi piccole lungo la rotta migratoria della dendroica, in Texas e Messico.
- Bene, - disse Katz senza entusiasmo. - E una buona idea.
- Un'ottima idea, - disse Lalitha, fissando Walter.
- Il fatto  - disse Walter - che la terra sparisce troppo in fretta, non possiamo aspettare che siano i governi a proteggerla. Il problema dei governi  che sono eletti da maggioranze che se ne fregano della biodiversit. Invece i miliardari ci tengono. Hanno interesse a non sputtanare del tutto il pianeta, perch loro e i loro eredi saranno gli unici abbastanza ricchi da goderselo. Vin Haven ha cominciato a fare conscevazionismo nei suoi ranch in Texas perch gli piace cacciare gli uccelli grossi e osservare quelli piccoli. Interesse personale, certo, ma vantaggioso per tutti. Se si tratta di vincolare un habitat per salvarlo dalla cementificazione,  molto pi facile convertire qualche miliardario che educare un elettorato americano soddisfatto della sua tv via cavo, della sua Xbox e della sua banda larga.
- E comunque non vorresti che trecento milioni di ame
ricani scorrazzassero per le tue zone selvagge, - disse Katz. - Infatti. Altrimenti non sarebbero pi selvagge.
- Quindi in pratica mi stai dicendo che sei passato al lato oscuro.
Walter scoppi a ridere. - Proprio cos.
- Dovresti conoscere il signor Haven, - disse Lalitha a
Katz. - E un personaggio molto interessante.
- Il fatto che sia amico di George e Dick mi sembra pi
che sufficiente.
- No, Richard, - disse Lalitha. - Non  sufficiente.
Pronunci quel "no" con una o cos deliziosa che a Katz venne voglia di contraddirla ancora. - Ed  un cacciatore, - disse. - Andr a caccia anche con Dick, giusto?
- In effetti s, ogni tanto va a caccia con Dick, - disse Walter. - Ma gli Haven mangiano quello che uccidono, e favoriscono la diffusione della fauna selvatica sui loro terreni. Il problema non  la caccia. E neanche i Bush. Quando
viene in citt, Vin va alla Casa Bianca a vedere le partite dei Longhorn, e nell'intervallo si lavora Laura. L'ha fatta appassionare agli uccelli marini delle Hawaii. Credo che presto si muover qualcosa, da quelle parti. Il legame con i Bush di per s non  un problema.
- E allora qual  il problema? - disse Katz.
Walter e Lalitha si scambiarono uno sguardo imbarazzato.
- Be', ce ne sono diversi, - disse Walter. - A cominciare dai soldi. Visto quanti ne stiamo riversando in Sudamerica, sarebbe stato utile ottenere dei finanziamenti pubblici in West Virginia. E la rimozione delle cime si sta rivelando una patata bollente. Tutti gli attivisti locali hanno demonizzato l'industria del carbone, e soprattutto la Mtr.
- Mtr sta per Mountain Top Removal o rimozione delle cime montane,"- disse Lalitha.
- Il "New York Times" d il via libera a Bush-Cheney sull'Iraq, ma continua a pubblicare quegli editoriali del cazzo sui mali della Mtr, - disse Walter. - Nessuno, in ambito statale, federale o privato, vuole toccare un progetto che preveda il sacrificio di creste montuose e lo spostamento di famiglie povere dalle loro dimore ancestrali. Non vogliono sentir parlare di recupero delle foreste, non vogliono sentir parlare di lavori verdi sostenibili. La contea di Wyoming  molto, molto vuota: il numero totale di famiglie direttamente toccate dal nostro progetto  inferiore a duecento. Ma tutto si riduce allo scontro fra le multinazionali cattive e il cittadino indifeso.
- Sono stupidi e irragionevoli, - disse Lalitha. - Si rifiutano persino di ascoltarlo. Walter ha delle ottime notizie sul recupero delle foreste, ma quando entra in una stanza la gente si tappa le orecchie.
- C' questa cosa chiamata Iniziativa per la Riforestazione Regionale degli Appalachi, - disse Walter. - Ti interessano i dettagli?
- Mi interessa vedere voi due che ne parlate, - rispose Katz.
- Be', in breve, la pessima reputazione della Mtr  dovuta al fatto che in genere i titolari dei diritti di superficie non esigono il tipo giusto di recupero. Prima di poter esercitare i propri diritti minerari e spianare una montagna, le societ del carbone devono versare una cauzione, che verr restituita solo dopo il ripristino ambientale. E il problema  che i proprietari continuano ad accettare in cambio pascoli sterili, piatti e soggetti a subsidenza, nella speranza che arrivi una societ immobiliare e vi costruisca dei condomini di lusso, anche se si trovano in mezzo al nulla. In realt, con il giusto recupero, si pu ottenere una foresta rigogliosa e ricca di biodiversit. Basta usare un metro di terriccio e arenaria erosa, al posto dei soliti cinquanta centimetri. Fare attenzione a non compattare troppo il suolo. E poi piantare, nella giusta stagione, la giusta miscela di specie arboree a crescita rapida e lenta. Abbiamo le prove che foreste del genere possono rivelarsi addirittura migliori, per le famiglie di uccelli, di quelle di seconda crescita che vanno a sostituire. Quindi il nostro obiettivo non  solo salvaguardare la dendroica, ma anche dimostrare che c' un modo giusto di fare le cose. La corrente principale del pensiero ambientalista, per, non vuole discutere del modo giusto di fare le cose, perch questo renderebbe le societ del carbone meno scellerate, e la Mtr pi accettabile politicamente. E cos non abbiamo ricevuto nessun finanziamento esterno, e l'opinione pubblica ci  ostile.
- Ma fare da soli - disse Lalitha - significava accontentarci di un parco molto pi piccolo, troppo piccolo per diventare una roccaforte per la dendroica, oppure concedere troppo alle societ del carbone.
- Che in effetti sono piuttosto cattive, - disse Walter.
- E cos non potevamo fare troppe domande sui soldi del signor Haven.
- Sembrate molto presi, - disse Katz. - Se fossi miliardario, tirerei fuori subito il libretto degli assegni.
- Ma c' anche di peggio, - disse Lalitha, con uno strano luccichio negli occhi.
- Non ti abbiamo ancora annoiato? - chiese Walter.
- No, per niente, - rispose Katz. - A dire il vero, ho una certa fame di stimoli intellettuali.
- Be', il problema  che purtroppo Vin ha dimostrato di avere altri scopi.
- I ricchi si comportano come bambini, - disse Lalitha. - Come piccoli bambini del cazzo.
- Ripeti quella parola, - disse Katz.
- Quale?
- Cazzo. Mi piace come la pronunci.
Lalitha arross; il signor Katz era andato a segno.
- Cazzo, cazzo, cazzo, - gli ripet con allegria. - Prima lavoravo per la Nature Conservancy, e al nostro gal annuale i ricchi erano contenti di sborsare ventimila dollari per una cena, ma solo se ricevevano la borsa omaggio al termine della serata. La borsa era piena di cianfrusaglie inutili, donate da qualcun altro. Ma se non avessero ricevuto la borsa omaggio, l'anno dopo non avrebbero pi donato ventimila dollari.
- Devi promettermi - disse Walter a Katz - che non ne parlerai con nessuno.
- Promesso.
La Fondazione del Monte Ceruleo, spieg Walter, era stata concepita nella primavera del 2001, quando Vin Haven era andato a Washington per partecipare alla famigerata task force energetica del vicepresidente, la cui lista degli invitati Dick Cheney stava ancora proteggendo dalla Legge sulla libert d'informazione con i dollari dei contribuenti. Una sera, mentre si godeva un cocktail dopo una lunga giornata di task force, Vin aveva parlato con i presidenti di Nardone Energy e Blasco, tastando il terreno sulla questione della dendroica cerulea. Quando era riuscito a convincerli che non li stava prendendo in giro - che era davvero intenzionato a salvare un uccello non cacciabile -, i tre avevano raggiunto un accordo di principio: Vin avrebbe acquistato un'enorme distesa di terreno, la cui porzione centrale, dopo un periodo di sfruttamento con la Mtr, sarebbe stata recuperata e trasformata per sempre in una zona selvaggia. Quando aveva accettato l'incarico di amministratore delegato della Fondazione, Walter sapeva di quell'accordo. Ci che non sapeva - e che aveva scoperto da poco - era che il vicepresidente, durante quella stessa settimana del 2001, aveva accennato in privato a Vin Haven che il presidente intendeva apportare alcuni cambiamenti normativi e fiscali per rendere praticabile l'estrazione di gas naturale negli Appalachi. E che Vin aveva quindi proceduto ad acquistare importanti quote di diritti minerari non solo nella contea di Wyoming, ma anche in altre parti del West Virginia prive di carbone o gi sfruttate. Quei grossi acquisti di diritti all'apparenza inutili avrebbero fatto suonare un campanello d'allarme, disse Walter, se Vin non avesse dichiarato che stava salvaguardando possibili zone protette per il futuro della Fondazione.
- Insomma, per farla breve, - intervenne Lalitha, - ci stava usando come copertura.
- Non dimentichiamo, per, - disse Walter, - che Vin ama davvero gli uccelli, e sta facendo grandi cose per la dendroica cerulea.
- Solo che anche lui voleva la sua piccola borsa omaggio, - disse Lalitha.
- Non tanto piccola, come si  visto, - disse Walter. - La notizia non  ancora circolata, quindi probabilmente non ne hai sentito parlare, ma il West Virginia sta per essere crivellato di buchi. Decine di migliaia di ettari che tutti credevamo definitivamente protetti vengono distrutti in questo preciso istante. In termini di frammentazione e dissesto, ci equivale n pi n meno a quanto ha fatto l'industria del carbone. Chi detiene i diritti minerari pu esercitarli come cazzo gli pare, anche su terreni pubblici. Nuove strade dappertutto, migliaia di pozzi di trivellazione, macchinari rumorosi in funzione ventiquattrore su ventiquattro, fari abbaglianti accesi tutta la notte.
- E nel frattempo i diritti minerari del tuo capo si rivalutano di colpo, - disse Katz.
- Proprio cos.
- E adesso sta vendendo i terreni che fingeva di comprare per te?
- In parte s.
- Incredibile.
- Be', sta ancora spendendo una barcata di soldi. E adotter misure per mitigare gli effetti delle trivellazioni laddove detiene ancora i diritti. Ma ha dovuto venderne parecchi per coprire certe grosse spese che speravamo di non dover sostenere, se solo l'opinione pubblica fosse stata dalla nostra parte. Insomma, per concludere, Vin ha sempre pensato di investire nella Fondazione molto meno di quanto io credessi.
- In altre parole, ti ha fregato.
- Un po' s. Avremo comunque il Parco Ceruleo, per mi ha fregato. E per favore, non dirlo a nessuno.
- E insomma, tutto questo cosa significa? - disse Katz. - Cio, a parte che avevo ragione sul fatto che gli amici di Bush sono cattivi.
- Significa che io e Walter siamo diventati dipendenti canaglie, - disse Lalitha, con il suo strano sguardo luccicante.
- Non canaglie, - la corresse subito Walter. - Non dire canaglie. Non siamo canaglie.
- No, invece siamo proprio canaglie.
- Mi piace anche come dici "canaglie", - osserv Katz.
- Vin ci  ancora simpatico, - disse Walter. - Vin  un tipo unico. Per, visto che non  stato del tutto onesto con noi, noi non siamo tenuti a essere del tutto onesti con lui.
- Abbiamo alcune' mappe e grafici da mostrarti, - disse Lalitha, rovistando nella valigetta.
I primi clienti del locale, autisti di furgone e poliziotti della stazione dietro l'angolo, stavano occupando i tavoli e assediando il bar. Fuori, nella persistente luce tardo-invernale di un pomeriggio di febbraio, le strade erano intasate dal traffico del venerd. In un universo parallelo, offuscato dall'irrealt, Katz era ancora sul tetto del palazzo in White Street, a flirtare risolutamente con la giovane e bella Caitlyn. Adesso non gli sembrava pi che ne valesse la pena. Malgrado il suo scarso interesse per la natura, Katz non poteva fare a meno di invidiare Walter, che sfidava gli amiconi di Bush e cercava di batterli al loro stesso gioco. In confronto a fabbricare gomme da masticare, o a costruire terrazze per gente spregevole, sembra
va interessante.
- All'inizio ho accettato questo lavoro - disse Walter - perch la notte non riuscivo a dormire. Non sopportavo quello che stava succedendo al paese. Clinton aveva fatto meno di zero per l'ambiente. Un cazzo di niente. Clinton voleva che tutti ballassero al ritmo di quella canzone dei Fleetwood Mac. "Don't stop thinking about tomorrow "'. Stronzate. Quello che ha fatto per l'ambiente  stato proprio non pensare al domani. E poi Gore  stato troppo fifone per sventolare la bandiera verde, e troppo perbene per giocare sporco in Florida. Quando abitavo a St Paul andava ancora abbastanza bene, anche se dovevo girare tutto lo stato per la Nature Conservancy, e ogni volta che uscivo dalla citt era come se mi buttassero dell'acido in faccia. Non solo gli allevamenti intensivi, ma le case, le case, le case. L'urbanizzazione a bassa densit  il peggio. E dappertutto suv, gatti delle nevi, moto d'acqua, quad, prati da un ettaro. Quei maledetti prati monospecie grondanti prodotti chimici.
- Ecco le mappe, - disse Lalitha.
- S, queste mostrano la frammentazione, - disse Walter, porgendo a Katz due mappe laminate. - Qui si vede l'habitat intatto nel 1900, qui l'habitat intatto nel 2000.
- Sono gli effetti della prosperit, - disse Katz.
- Ma l'espansione edilizia  avvenuta in modo stupido, - disse Walter. - Se non fosse cos frammentata, forse le altre specie avrebbero ancora spazio per sopravvivere.
- Una bella illusione, sono d'accordo, - disse Katz. Ora, col senno di poi, trovava inevitabile che l'amico diventasse una di quelle persone che vanno in giro con materiale informativo laminato. Tuttavia si stup nel constatare quanta rabbia avesse accumulato negli ultimi due anni.
- Era questo che mi teneva sveglio la notte, - disse Walter. - Questa frammentazione. Perch il problema  lo stesso dappertutto. E come internet, o la tv via cavo: non c' mai un centro, non c' un'intesa comune, ci sono solo mille miliardi di piccoli bit di rumore disturbante. Non riusciamo a sostenere una conversazione prolungata, siamo circondati da robaccia da quattro soldi e costruzioni di merda. Tutte le cose vere, le cose autentiche, le cose oneste stanno morendo una dopo l'altra. Da un punto di vista intellettuale e culturale, non facciamo che rimbalzare qua e l come palle da biliardo lanciate a caso, reagendo a stimoli casuali.
- Il porno su internet non  affatto male, - disse Katz. - Almeno cos mi dicono.
- In Minnesota non potevo ottenere risultati sistematici. Ci limitavamo a raccogliere piccoli bit di bellezza frazionata. Delle circa seicento specie di uccelli che nidificano in Nordamerica, forse un terzo sono danneggiate dalla frammenta
zione. L'idea di Vin era che se duecento ricconi scelgono una specie ciascuno, e cercano di fermare la frammentazione nelle loro roccaforti, potremmo riuscire a salvarle tutte.
- La dendroica cerulea  un uccellino molto esigente, - disse Lalitha.
- Nidifica in cima agli alberi nelle foreste decidue mature, - disse Walter. - E poi, non appena i piccoli sono in grado di volare, la famiglia si sposta nel sottobosco per mettersi al riparo. Ma le foreste originarie sono state tutte abbattute per ricavarne legname da costruzione e legna da ardere, e quelle di seconda crescita non hanno il tipo giusto di sottobosco, oltre a essere interrotte da strade e fattorie e lottizzazioni e miniere di carbone, e tutto questo rende la dendroica facile preda di gatti, procioni e cornacchie.
- E cos, in man che non si dica, addio dendroica cerulea, - disse Lalitha.
- Sarebbe proprio una brutta cosa, - disse Katz. - Per quanto sia solo un uccello.
- Ogni specie ha il diritto inalienabile di continuare a esistere, - disse Walter.
- Certo. Naturalmente. Sto solo cercando di capire da dove viene tutto questo. Non ti ricordavo cos interessato agli uccelli, al college. Allora, mi sembra, eri pi attento alla sovrappopolazione e ai limiti della crescita.
Walter e Lalitha si scambiarono un altro sguardo.
- E proprio per la sovrappopolazione che ci serve il tuo aiuto, - disse Lalitha.
Katz rise. - Sto gi facendo del mio meglio.
Walter stava rovistando tra i grafici laminati. - Ho cominciato a risalire alle origini - disse - perch continuavo a soffrire d'insonnia. Ricordi Aristotele e i diversi tipi di causa? Efficiente, formale e finale? Bene, la predazione dei nidi da parte di cornacchie e gatti selvatici  una causa efficiente del declino della dendroica. E la frammentazione dell'habitat ne  la causa formale. Ma qual  la causa finale? La causa finale  la radice di quasi tutti i nostri problemi. La causa finale  che ci sono troppe maledette persone sul pianeta. Lo vediamo soprattutto in Sudamerica. S, i consumi pro capite stanno crescendo. S, i cinesi stanno risucchiando illegalmente le risorse di quei paesi. Ma il vero problema  la pressione demografica. Sei figli per famiglia contro uno virgola cinque. La gente ha un disperato bisogno di nutrire i figli che il papa, nella sua infinita saggezza, li spinge a procreare, e cos distrugge l'ambiente.
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- Dovresti venire con noi in Sudamerica, - disse Lalitha. - Guidiamo lungo queste stradine, soffocati dai gas di scarico per via dei motori sgangherati e della benzina scadente, circondati da colline spoglie, e tutte le famiglie hanno otto o dieci figli,  davvero terribile. Qualche volta dovresti venire con noi e vedere se ti piace lo spettacolo. Perch presto arriver in un cinema vicino a casa tua.
Fanatica, pens Katz. Piccola fanatica arrapante.
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Walter gli porse un grafico a barre laminato. - Solo in America - disse - la popolazione aumenter del cinquanta per cento nei prossimi quarant'anni. Pensa a come sono gi affollate le zone extraurbane, pensa al traffico, all'espansione edilizia, al degrado ambientale e alla dipendenza dal petrolio estero. E poi aggiungi il cinquanta per cento. E questa  solo l'America, che in teoria pu sostenere una popolazione pi numerosa. E poi pensa alle emissioni globali di anidride carbonica, e ai genocidi e alle carestie dell'Africa, e al sottoproletariato senza prospettive e radicalizzato del mondo arabo, e allo sfruttamento dissennato degli oceani, agli insediamenti illegali in Israele, ai cinesi Han che soffocano il Tibet, a cento milioni di poveri nel Pakistan nucleare: ci sono ben pochi problemi al mondo che non verrebbero risolti, o almeno enormemente alleviati, da un calo della popolazione. Eppure, - prosegu, porgendo a Katz un altro grafico, - entro il 2050 avremo aggiunto altri tre miliardi di persone. In altre parole, avremo aggiunto l'equivalente dell'intera popolazione mondiale di quando io e te infilavamo le monetine nelle cassette dell'Unicef. Tutte le piccole cose che facciamo adesso per salvare un po' di natura e preservare una certa qualit della vita verranno schiacciate dalla forza del numero, perch la gente pu cambiare le proprie abitudini di consumo, occorrono tempo e fatica, per si pu fare, ma se la popolazione continua a crescere, sar tutto inutile. Eppure nessuno discute apertamente del problema. Ci sta uccidendo, ma tutti nascondono la testa sotto la sabbia.
- Questo mi suona pi familiare, - disse Katz. - Mi ricorda lunghe discussioni.
- Era un argomento che mi appassionava molto, al college. Ma poi, sai, mi sono riprodotto anch'io.
Katz inarc le sopracciglia. Riprodursi era un modo interessante di definire la creazione di una famiglia.
- A modo mio, - prosegu Walter, - ho partecipato a un ampio mutamento culturale avvenuto negli anni Ottanta e Novanta. La sovrappopolazione rientrava senz'altro nel dibattito pubblico negli anni Settanta, con Paul Ehrlich, il Club di Roma e la Crescita Demografica Zero. E poi d'un tratto  scomparsa.  diventata innominabile. In parte a causa della Rivoluzione Verde, sai, le carestie erano sempre numerose, ma non pi apocalittiche. E poi il controllo della popolazione si  fatto una brutta reputazione politica. La Cina totalitaria con la legge del figlio unico, Indira Gandhi con le sterilizzazioni forzate, la Cdz americana dipinta come xenofoba e razzista. I progressisti si sono spaventati e hanno taciuto. Si  spaventato perfino il Sierra Club. E i conservatori, naturalmente, se ne sono sempre fregati, perch la loro ideologia  tutta basata sull'interesse personale a breve termine e sul piano divino e cos via. E dunque il problema  diventato una specie di cancro che ti cresce dentro, e tu lo sai ma decidi di non pensarci.
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- E questo cosa c'entra con la tua dendroica cerulea? - chiese Katz.
- C'entra tantissimo, - rispose Lalitha.
- Come ti dicevo, - riprese Walter, - abbiamo deciso di prenderci qualche libert nell'interpretare lo scopo della Fondazione, che  quello di assicurare la sopravvivenza della dendroica. Continuiamo a risalire alle origini del problema. E alla fine quello che scopriamo, nel 2004, in termini di causa finale o motore immobile,  che parlare di invertire la crescita demografica  fuori moda, praticamente letale.
- E cos ho chiesto a Walter, - disse Lalitha, - chi  la persona pi cool che conosci?
Katz rise e scosse la testa. - Oh, no. No, no, no.
- Ascolta, Richard, - disse Walter. - I conservatori hanno vinto. Hanno trasformato i democratici in un partito di centro-destra. Hanno convinto l'intero paese a cantare God Bless America, con l'accento su " God ", a ogni partita di baseball della major league. Hanno vinto su tutti i cazzo di fronti, ma soprattutto su quello culturale, e soprattutto per quanto riguarda i figli. Nel i 97o era cool preoccuparsi del futuro del pianeta e non fare figli. Adesso l'unica cosa su cui tutti sono d'accordo, a sinistra come a destra,  che  bello avere un sacco di bambini. Pi se ne fanno e meglio . Kate Winslet  incinta, urr urr. Una deficiente dell'Iowa ha avuto otto gemelli, urr urr. La conversazione sulla stupidit dei suv si interrompe di colpo, appena qualcuno dichiara di comprarli per proteggere i suoi preziosi bambini.
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- Un bambino morto non  una bella cosa, - disse Katz. - Cio, presumo che non sosteniate l'infanticidio.
- Certo che no, - disse Walter. - Vogliamo solo rendere un po' imbarazzante il fatto di avere figli. Imbarazzante come fumare. Come essere obesi. Come potrebbe esserlo il fatto di guidare una Escalade, se non fosse per la questione dei bambini. Come dovrebbe esserlo il fatto di abitare in una casa di quattrocento metri quadri in mezzo a un ettaro di terreno.
-" Fallo, se proprio devi, - disse Lalitha, - ma non aspettarti pi le nostre congratulazioni". E questo il messaggio che dobbiamo diffondere.
Katz la guard in quegli occhi da fanatica. - Tu non vuoi figli.
- No, - rispose lei, sostenendo il suo sguardo. - Quanti anni hai, venticinque? - Ventisette.
- Fra cinque anni potresti pensarla diversamente. Il timer scatta verso i trenta. Questa almeno  la mia esperienza con le donne.
- Non sar la mia, - disse Lalitha, spalancando gli occhi gi molto rotondi per sottolineare quelle parole.
- I bambini sono belli, - disse Walter. - I bambini hanno sempre dato un senso alla vita. Ti innamori, ti riproduci, e poi i tuoi figli crescono e s'innamorano e si riproducono. La vita  sempre servita a questo. A partorire figli. A creare un'altra vita. Adesso il problema  che un'altra vita  sempre bella e significativa a livello individuale, ma per il mondo nel suo insieme significa solo morte. E una morte piuttosto brutta. Nei prossimi cento anni vedremo sparire la met delle specie viventi. Siamo sull'orlo dell'estinzione di massa pi catastrofica dai tempi del Cretaceo-Terziario. Prima avremo il totale annientamento degli ecosistemi mondiali, poi subentreranno la fame e/o le malattie e/o le stragi di massa. Ci che  ancora " normale " a livello individuale  di una nefandezza senza precedenti a livello globale.
- E come il problema dei felini, - intervenne Lalitha.
- Di chi? - chiese Richard.
- Dei gatti, - rispose lei. - Tutti amano il loro micio e lo lasciano libero di scorrazzare in giro. E solo un gatto... quanti uccelli potr far fuori? Be', ogni anno, negli Stati Uniti, i gatti domestici e selvatici ammazzano un miliardo di uccelli. E una delle principali cause di declino degli uccelli canori in Nordamerica. Ma tutti se ne fregano, perch tutti amano il loro micetto.
- Si rifiutano di pensarci, - disse Walter. - Tutti vogliono la loro vita normale.
- Vorremmo che ci aiutassi a far riflettere la gente, - disse Lalitha. - Sulla sovrappopolazione. Non abbiamo le risorse per occuparci di pianificazione famigliare e istruzione femminile all'estero. Siamo un gruppo ambientalista impegnato nella conservazione di una specie. E allora come possiamo farci sentire? Come possiamo spingere i governi e le Ong a quintuplicare gli investimenti nel controllo demografico?
Katz sorrise a Walter. - Le hai detto che ne abbiamo gi parlato tante volte? Le hai raccontato delle canzoni che mi chiedevi di scrivere?
- No, - disse Walter. - Ma ricordi cosa mi rispondevi? Che nessuno avrebbe ascoltato le tue canzoni perch non eri famoso.
- Ti abbiamo cercato su Google, - disse Lalitha. - C' una quantit strabiliante di musicisti famosi che dicono di ammirare te e i Traumatics.
- I Traumatics sono morti, tesoro. E anche i Walnut Surprise.
- Allora, questa  la proposta, - disse Walter. - Ti pagheremo un buon multiplo di quello che guadagni costruendo terrazze, per tutto il tempo che vorrai lavorare per noi. Abbiamo in mente una specie di festival estivo di musica e politica, magari in West Virginia, con un gruppetto di star molto cool, per svegliare le coscienze sulla questione demografica. Rivolto interamente ai giovani.
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- Siamo pronti ad avviare stage estivi per gli studenti di college di tutto il paese, - disse Lalitha. - Anche del Canada e dell'America Latina. Possiamo finanziare venti o trenta stage con il fondo discrezionale di Walter. Ma prima dobbiamo farli diventare molto cool. La cosa pi cool da fare quest'estate.
- Vin mi lascia libero di gestire il fondo discrezionale, - disse Walter. - Basta che metta una dendroica cerulea sugli opuscoli, e poi posso fare quello che voglio.
- Per dobbiamo muoverci, - disse Lalitha. - I ragazzi stanno gi decidendo cosa fare quest'estate. Dobbiamo uscire allo scoperto nelle prossime settimane.
- Ci servirebbero come minimo il tuo nome e la tua immagine, - disse Walter. - Se potessi girare qualche video per noi, meglio. Se potessi scriverci qualche canzone, meglio ancora. Se poi potessi telefonare a jeff Tweedy, Ben Gibbard e Jack White, e trovarci un po' di gente che lavori gratis per il festival o che lo sponsorizzi, sarebbe il massimo.
- Sarebbe anche bello se potessimo dire ai potenziali stagisti che lavorerebbero direttamente con te, - disse Lalitha.
- Se potessimo promettere anche solo un contatto minimo sarebbe fantastico, - disse Walter.
- Basterebbe poter mettere sul poster: "Un'estate a Washington con Richard Katz, la leggenda del rock", o qualcosa del genere, - disse Lalitha.
- Dobbiamo renderlo cool, dobbiamo renderlo virale, - disse Walter.
Mentre subiva quel bombardamento, Katz si sentiva triste e distante. Walter e la ragazza sembravano aver ceduto sotto la pressione di pensieri troppo dettagliati sullo sputtanamento del mondo. Erano stati catturati da un'idea e si erano reciprocamente convinti a crederci. Avevano creato una bolla, che poi si era staccata dalla realt e li aveva trascinati via con s. Non si rendevano conto di vivere in un mondo popolato da due persone.
- Non so cosa dire, - azzard.
- Di' di s! - esclam Lalitha, sempre luccicante:
- Sar a Houston per un paio di giorni, - disse Walter, - ma ti mander qualche link, e potremo riparlarne martedi.
- Oppure puoi dire di s adesso, - concluse Lalitha.
La loro attesa speranzosa era come una lampadina troppo potente. Katz, evitando di guardarla, rispose: - Ci penser.
Sul marciapiede davanti a Walker's, prendendo congedo dalla ragazza, Katz constat che non c'era niente che non andasse nella met inferiore del suo corpo, ma questo non aveva pi importanza, serviva solo ad aumentare la tristezza che gli provocava Walter. La ragazza andava a Brooklyn a trovare un'amica del college. Katz, che poteva prendere il Pth anche da Penn Station, s'incammin con Walter verso Canal Street. Davanti a loro, nel crepuscolo sempre pi fitto, risplendevano amichevoli le vetrine dell'isola pi sovrappopolata del mondo.
- Dio, quanto adoro New York, - disse Walter. - C' qualcosa di profondamente sbagliato, in Washington.
- Anche qui ci sono un sacco di cose sbagliate, - disse Katz, schivando un duo mamma-passeggino lanciato ad alta velocit.
- Ma almeno  un posto reale. Washington  un'astrazione. Serve solo ad accedere al potere. Cio,  senz'altro divertente abitare vicino a Seinfeld, o a Tom Wolfe, o a Mike Bloomberg, ma non  per questo che la gente viene a New York. La gente di Washington ti racconta quanto dista la loro casa da quella di john Kerry, non sto scherzando. I quartieri sono morti, l'unica cosa che eccita gli abitanti  la vicinanza al potere.  una cultura totalmente feticista. Tutti provano un brivido orgasmico quando ti dicono che erano seduti vicino a Paul Wolfowitz durante una conferenza, o che sono stati a colazione da Grover Norquist. Sono ossessionati giorno e notte dal tentativo di avvicinarsi al potere. Persino i neri hanno qualcosa di strano.  senz'altro pi scoraggiante essere neri e poveri a Washington che in qualunque altra citt del paese. Non fai neanche paura. Sei solo superfluo.
- Ti ricordo che i Bad Brains e Ian MacKaye vengono da Washington.
- Gi, per qualche strano incidente della storia.
- Eppure da giovani ci piacevano.
- Dio, quanto adoro la metropolitana di New York! - disse Walter mentre seguiva Katz fino al binario urinifero del treno per uptown. - E cos che dovrebbero vivere gli esseri umani. Alta densit! Alta efficienza! - Rivolse un sorriso benevolo alla folla di viaggiatori esausti.
Katz voleva chiedergli di Patty, ma non aveva il coraggio di pronunciare il suo nome. - Allora, questa pupa  single, o cosa? - disse.
- Chi, Lalitha? No. Sta ancora con il fidanzato del college. - Anche lui abita con te?
- No, lui  a Nashville. Ha studiato medicina a Baltimora e adesso sta facendo il tirocinio.
- Lei per  rimasta a Washington.
- E molto presa da questo progetto, - disse Walter. - E poi, francamente, credo che il ragazzo stia per uscire di scena. E un indiano vecchio stampo. Le ha "fatto una scenata pazzesca quando lei ha rifiutato di seguirlo a Nashville.
- E tu cosa le hai consigliato?
- Ho cercato di convincerla ad affermare i propri diritti. Lui avrebbe potuto trovarsi un tirocinio a Washington, se solo avesse voluto. Le ho detto che non doveva sacrificare tutto per la carriera del suo ragazzo. Abbiamo una specie di rapporto padre-figlia. I suoi genitori sono molto tradizionalisti. Penso che sia contenta di lavorare per una persona che crede in lei e non la vede solo come la futura moglie di qualcuno.
- E tanto per essere chiari, - disse Katz, - ti sei accorto che  innamorata di te?
Walter arross. - Non so. Forse un pochino. Mi sembra pi che altro una idealizzazione intellettuale. Pi tipo padre-figlia.
- Certo, sogna pure, amico mio. Vuoi farmi credere di non averla mai immaginata che ti guarda con quegli occhi luccicanti mentre ti affonda la testa in grembo?
- Ges, no. Cerco di non immaginare cose del genere. Soprattutto non con una dipendente.
- Ma forse non sempre riesci a non immaginarle.
Walter si guard intorno sul binario per controllare che nessuno li stesse ascoltando, poi parl a bassa voce. - A par
te tutto il resto, - disse, - credo che ci sia qualcosa di oggettivamente degradante in una donna inginocchiata.
- Perch non provi, una volta, e lasci che sia lei a giudicare ?
- Be', Richard, perch si d il caso che io abbia capito - disse Walter, arrossendo di nuovo, ma con una risata sgradevole - che le donne funzionano in maniera diversa dagli uomini.
- Che fine ha fatto l'uguaglianza di genere? Mi sembra di ricordare che fosse un tuo pallino.
- Penso solo che se tu avessi una figlia capiresti meglio il punto di vista femminile.
- Hai appena nominato il motivo principale per cui non voglio una figlia.
- Be', se l'avessi, potresti permetterti di riconoscere un fatto non difficilissimo da riconoscere, e cio che le donne molto giovani possono confondere il desiderio con l'ammirazione e l'amore, e non capire...
- Non capire cosa?
- Che per l'uomo sono solo un oggetto. Che l'uomo potrebbe semplicemente desiderare di farsi, sai, di f arsi - la voce di Walter divent un sussurro - succhiare l'uccello da una ragazza giovane e carina. Che potrebbe volere solo quello.
- Scusa, c' qualcosa che non mi torna, - disse Katz. - Cosa c' di male nell'essere ammirati? Non mi torna per niente.
- Non ho nessuna voglia di parlarne.
Arriv un treno della linea A, e i due si accalcarono insieme agli altri passeggeri. Un istante dopo, Katz vide una luce accendersi negli occhi di un ragazzo in et da college, in piedi accanto all'uscita opposta. Abbass la testa e si gir dall'altra parte, ma il ragazzo ebbe l'ardire di toccarlo sulla spalla. - Mi dispiace disturbarla, - disse, - ma lei  il musicista, vero? Lei  Richard Katz.
- Forse dispiace di pi a me, - rispose Katz.
- Non voglio infastidirla. Volevo solo dirle che adoro la sua musica.
- Okay, grazie, - disse Katz, lo sguardo fisso a terra.
- Soprattutto la roba pi vecchia, che sto scoprendo adesso. Reactionary Splendor? Oh, mio Dio. E geniale, cazzo. Ce l'ho proprio adesso sull'iPod. Ecco, le faccio vedere.
- Non importa. Ti credo.
- Oh, certo, no, naturalmente. Naturalmente. Scusi se l'ho disturbata. Volevo solo dirle che sono un suo ammiratore sfegatato.
- Non preoccuparti.
Walter seguiva quel dialogo con un'espressione antica quanto le feste del college che era cos masochista da frequentare con Katz, un'espressione che conteneva meraviglia, orgoglio, amore, rabbia e la solitudine dell'invisibilit, tutte cose che a Katz non piacevano, n al college n tanto meno adesso.
- Dev'essere molto strano, trovarsi nei tuoi panni, - disse
Walter mentre uscivano su 34th Street.
- Non ho modo di fare paragoni.
- Dev'essere fantastico, per. Non ci credo che in qual
che modo non ti piaccia.
Katz riflett seriamente sulla questione. - Pi che altro 
una cosa che odierei perdere, ma che neanche mi piace avere. - Io credo che mi piacerebbe, - disse Walter. - Lo credo anch'io.
Katz, non potendo conferire la fama a Walter, lo accompagn fino al tabellone delle partenze dell'Amtrak, che annunciava un ritardo di quarantacinque minuti per il suo Acela diretto a sud.
- Credo fermamente nei treni, - disse Walter. - E spesso ne pago le conseguenze.
- Aspetto con te, - disse Katz. - Grazie, non c' bisogno.
- No, di, ti offro una coca. Oppure Washington ti ha finalmente insegnato a bere?
- No, sono sempre astemio. Che parola strana.
Katz interpret il ritardo del treno come un segno che l'argomento Patty andava affrontato. Quando lo affront, tuttavia, al bar della stazione, con l'urtante sottofondo di una canzone di Alanis Morissette, vide lo sguardo di Walter farsi duro e distante. Prese fiato come per dire qualcosa, ma le parole non gli uscirono di bocca.
- Dev'essere un po' strano, per voi, - sugger Katz. - Avere la ragazza al piano di sopra e il tuo ufficio al piano di sotto.
- Cosa vuoi che ti dica, Richard. Non so proprio cosa dirti.
- Andate d'accordo, voi due? Patty sta facendo qualcosa di interessante?
- Lavora in una palestra a Georgetown. Lo trovi interessante? - Walter scosse la testa con aria cupa. - Vivo con una persona depressa da molto tempo, ormai. Non so perch sia cos infelice, non so perch non riesca a venirne fuori. Per un breve periodo, quando ci siamo trasferiti a Washington, mi era sembrato che stesse meglio. A St Paul era andata da un analista, che le aveva assegnato una specie di progetto di scrittura. Una sorta di diario o storia personale, di cui Patty non faceva parola con nessuno. Finch ha lavorato a quel progetto, le cose sono andate un po' meglio. Ma da due anni a questa parte vanno molto male. Avevamo deciso che appena arrivata a Washington si sarebbe cercata un lavoro, avrebbe cominciata una specie di seconda carriera, ma non  facile, alla sua et e senza una qualifica precisa.  molto intelligente e molto orgogliosa, e non sopportava di venire respinta, n di venire assunta come apprendista. Ha provato con il volontariato, insegnando ginnastica nel doposcuola in varie scuole di Washington, ma non ha funzionato neanche quello. Alla fine l'ho convinta a provare un antidepressivo, che probabilmente l'avrebbe aiutata, se avesse continuato a prenderlo, ma Patty non ne tollerava gli effetti, e a dire il vero era diventata piuttosto insopportabile. Sembrava sempre sotto anfetamine, e cos ha smesso prima che riuscissero a mettere a punto il cocktail. E infine, l'autunno scorso, l'ho pi o meno costretta a trovarsi un lavoro. Non per me: io sono strapagato, e Jessica ha finito la scuola, e Joey non  pi a mio carico. Ma aveva troppo tempo libero, e questo la stava uccidendo. E il lavoro che ha scelto  la receptionist in una palestra. Cio,  un'ottima palestra, ci va un membro del mio consiglio d'amministrazione, e almeno uno dei miei donatori pi importanti. Ed eccola l, mia moglie, una delle persone pi intelligenti che io conosca, che controlla le tessere e augura buon allenamento ai clienti. Ha anche una grave dipendenza da sport. Fa ginnastica almeno un'ora al giorno, minimo:  in gran forma, fisicamente. E poi torna a casa alle undici con qualche piatto pronto, e se sono in citt mangiamo insieme, e mi chiede perch non sono ancora andato a letto con la mia assistente. Un po' quello che hai chiesto tu, solo con . un linguaggio un po' meno pittoresco. Un po' meno diretto. - Scusa. Non immaginavo.
- Come potevi immaginare? Chi l'avrebbe mai pensato? Continuo a ripeterle la stessa cosa, e cio che amo solo lei, desidero solo lei. E poi cambiamo argomento. Tipo,  da un paio di settimane, pi che altro per farmi ammattire, credo, che parla di rifarsi il seno. Mi viene da piangere, Richard. Cio, Patty non ha proprio niente che non va. Esteriormente, almeno. E una vera follia. Ma dice che morir presto, e pensa che sarebbe interessante, prima di morire, vedere come le sta un po' di seno. Dice che potrebbe esserle utile avere un progetto in cui investire i suoi risparmi, adesso che... - Walter scosse la testa.
- Adesso che cosa.
- Niente. Prima spendeva i suoi soldi in un altro modo, che secondo me era molto sbagliato.
- E malata? Ha problemi di salute?
- No. Niente di fisico. Quando dice che morir presto, credo che intenda nei prossimi quarant'anni. Presto come tutti gli altri, insomma.
- Mi dispiace molto. Non ne sapevo niente.
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Un segnale di navigazione dentro i Levi's neri di Katz, un trasmettitore rimasto a lungo inattivo, sepolto da una civilt pi avanzata, si stava riaccendendo. Al posto del senso di colpa, senti arrivare un'erezione. Oh, la chiaroveggenza dell'uccello: poteva scorgere il futuro in un batter d'occhio, lasciando il cervello a mangiare la polvere e a cercare il percorso inevitabile dal presente impantanato all'esito prestabilito. Katz capi che Patty, in quell'apparente girovagare senza meta che Walter gli aveva appena descritto, aveva volutamente impresso dei simboli in un campo di grano, scrivendo un messaggio che Walter non poteva decifrare da terra, ma che lui dall'alto poteva leggere benissimo. NON  FINITA, NON  FINITA. Le analogie fra le loro due esistenze avevano del soprannaturale: un breve periodo di fertilit creativa, seguito da un importante cambiamento che aveva generato solo delusioni e guai, seguito da droghe e disperazione, seguito da un lavoro stupido. Katz pensava che fosse stato il successo a rovinarlo, ma era anche vero, riflett, che i suoi peggiori anni come compositore avevano coinciso in pieno con i suoi anni di distacco dai Berglund. E si, non aveva pensato molto a Patty negli ultimi due anni, ma ora sent, dentro i calzoni, che era solo perch credeva che la loro storia fosse finita.
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- Patty e la ragazza vanno d'accordo?
- Non si parlano, - disse Walter.
- Cio, non sono amiche.
- No, sto dicendo che non si rivolgono letteralmente la parola. Ciascuna di loro sa quando l'altra scende in cucina. Fanno di tutto per evitarsi.
- E chi ha cominciato?
- Non voglio parlarne.
- Okay.
Dagli altoparlanti del bar della stazione uscivano le note di That's what I Like About You. A Katz sembrava la colonna sonora perfetta per l'insegna al neon della Bud Light, i paralumi in finto vetro a piombo, i mobili scadenti rivestiti di robusto poliuretano e incrostati di sudiciume pendolaristico. Era ancora ragionevolmente certo di non sentire una sua canzone in un posto come quello, ma sapeva che era una certezza legata al livello, e non alla categoria.
- Patty ha deciso che non le piace nessuno sotto i trent'anni, - disse Walter. - Si  costruita un pregiudizio contro un'intera generazione. Ed essendo Patty, sa parlarne in modo divertente. Ma  diventata maligna e incontrollabile.
- Tu invece sembri piuttosto attratto dalle giovani generazioni, - disse Katz.
- Basta un controesempio per confutare una legge generale. Io di controesempi ne ho almeno due, e notevoli: Jessica e Lalitha.
- E Joey no?
- E se ce ne sono due, - disse Walter, come se non avesse neppure sentito il nome di suo figlio, - ce ne saranno molti di pi. E la premessa di quello che voglio fare quest'estate. Dobbiamo credere che i giovani abbiano ancora un cervello e una coscienza sociale, e poi dar loro qualcosa su cui lavorare.
- Sai, siamo molto diversi, io e te, - disse Katz. - Io non ho sogni. Non ho ideali. E non ho pazienza con i ragazzini. Te lo ricordi, vero?
- Ricordo che hai molte idee sbagliate su te stesso. Hai molti pi ideali di quanto tu voglia ammettere. I tuoi fan hanno il culto della tua integrit.
- L'integrit  un valore neutro. Anche le iene hanno una loro integrit. Sono iene allo stato puro.
- Insomma, non avrei dovuto chiamarti? - disse Walter con un tremito nella voce. - Una parte di me non voleva disturbarti, ma Lalitha mi ha convinto.
- No, hai fatto bene a chiamare. E passato troppo tempo.
- Pensavo che non ci considerassi pi alla tua altezza. Voglio dire, lo so che non sono un tipo cool. Pensavo che avessi chiuso con noi.,
- Scusami. E solo che ho avuto un sacco da fare.
Ma Walter era sempre pi turbato, sul punto di piangere. - Sembrava quasi che ti vergognassi di me. E comprensibile, per fa male lo stesso. Credevo fossimo amici.
- Ti ho chiesto scusa, - disse Katz. Era irritato dall'emotivit di Walter, ma anche dall'assurdit, o dall'ingiustizia, di doversi scusare, due volte, per aver cercato di fargli un f avore. In genere la sua politica era di non scusarsi mai.
- Non so cosa mi aspettassi, - disse Walter. - Ma forse un segno di riconoscenza per il nostro aiuto. Per il fatto che tutte quelle canzoni le hai scritte in casa di mia madre. Per il fatto che siamo i tuoi pi vecchi amici. Non intendo dilungarmi troppo, ma voglio mettere le cose in chiaro e farti sapere cosa ho provato, cos non devo provarlo pi.
Katz avvert un rabbioso rimescolio del sangue, in perfetto accordo con le divinazioni del suo uccello. Adesso ti far un favore un po' diverso, vecchio amico, pens. Concluderemo un affare inconcluso, e tu e la ragazza mi ringrazierete.
- E giusto mettere le cose in chiaro, - disse.
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FINE Parte 2.